Posted: Sat Sep 20, 2008 2:15 pm
Forse non c'entra niente ma mi sembra interessante.
Leggevo il libro di Jesper Juul - Il bambino è competente (conosciuto leggendo un altro forum e subito comprato) e porta un esempio davvero perfetto per indicare come a volte si è "troppo" madri da essere controproducenti nello sviluppo della crescita del bambino. Si sbaglia anche per troppo amore. Riporto proprio il pezzo altrimenti mi spiego male:
<<Nel parco giochi, Katherine scende per la prima volta dallo scivolo e grida alla mamma "guardami mamma!"
Quansi nessun genitore ha bisogno di essere incoraggiato, ma senza volere dà al bambno qualcosa di diverso da quello che desidera.
Per esemopio, la madre di Khaterine ha elogiato la piccola dicendo: "sei andata benissimo! che brava!"
La mamma l'ha detto con amore, ma così ha collegato "l'essere" di Khaterine con il risultato da lei ottenuto.
(...) E' così che si sente Khaterine, come se sua madre non stesse comunicando con lei. La bambina non ha mai pensato che ci fosse bisogno di dimostrarsi brava per divertirsi sullo scivolo. Sta vivendo un'esperienza, e quando dice "guardami" chiede solo che le vengano confermate la sua esistenza e la sua esperienza. Niente di più.
Altri genitori esprimono il loro amore concentrandosi su se stessi "fai attenzione a non cadere e a non farti male" quest'ansia incessante frena lo sviluppo dell'autostima nel bambino, perchè il messaggio che lui riceve è "non mi aspetto che tu ce la faccia".Sposta l'attenzione del bambino dalla propria esperienza e la trasferisce ai sentimenti della madre. Se la madre è spesso preoccupata, il figlio si metterà certamente a collaborare, diventando schivo e ansioso a sua volta (collaborazione diretta) oppure maldestro, facile agli incidenti, per portarsi al livello delle aspettative negative della madre (collaborazine inversa).
In questa situazione i genitori cosa possono fare per alimetare l'autostima dei figli? Basta uno sguardo, un cenno di saluto, e dire "ciao Khatrine"
Se si vuole dare più del semplice riconoscimento si può dire "Mi sembra divertente" e se la bambina mostra un po' di paura "Mi sembra divertente, ma è anche un po' pericoloso, vero?" in questo momento la madre dà alla figlia le parole, con un linguaggio personale, della sua esperienza interiore. (...).
Questo mi fa capire che non si finisce mai di imparare il segreto è anche mettersi in discussione periodicamente........
Leggevo il libro di Jesper Juul - Il bambino è competente (conosciuto leggendo un altro forum e subito comprato) e porta un esempio davvero perfetto per indicare come a volte si è "troppo" madri da essere controproducenti nello sviluppo della crescita del bambino. Si sbaglia anche per troppo amore. Riporto proprio il pezzo altrimenti mi spiego male:
<<Nel parco giochi, Katherine scende per la prima volta dallo scivolo e grida alla mamma "guardami mamma!"
Quansi nessun genitore ha bisogno di essere incoraggiato, ma senza volere dà al bambno qualcosa di diverso da quello che desidera.
Per esemopio, la madre di Khaterine ha elogiato la piccola dicendo: "sei andata benissimo! che brava!"
La mamma l'ha detto con amore, ma così ha collegato "l'essere" di Khaterine con il risultato da lei ottenuto.
(...) E' così che si sente Khaterine, come se sua madre non stesse comunicando con lei. La bambina non ha mai pensato che ci fosse bisogno di dimostrarsi brava per divertirsi sullo scivolo. Sta vivendo un'esperienza, e quando dice "guardami" chiede solo che le vengano confermate la sua esistenza e la sua esperienza. Niente di più.
Altri genitori esprimono il loro amore concentrandosi su se stessi "fai attenzione a non cadere e a non farti male" quest'ansia incessante frena lo sviluppo dell'autostima nel bambino, perchè il messaggio che lui riceve è "non mi aspetto che tu ce la faccia".Sposta l'attenzione del bambino dalla propria esperienza e la trasferisce ai sentimenti della madre. Se la madre è spesso preoccupata, il figlio si metterà certamente a collaborare, diventando schivo e ansioso a sua volta (collaborazione diretta) oppure maldestro, facile agli incidenti, per portarsi al livello delle aspettative negative della madre (collaborazine inversa).
In questa situazione i genitori cosa possono fare per alimetare l'autostima dei figli? Basta uno sguardo, un cenno di saluto, e dire "ciao Khatrine"
Se si vuole dare più del semplice riconoscimento si può dire "Mi sembra divertente" e se la bambina mostra un po' di paura "Mi sembra divertente, ma è anche un po' pericoloso, vero?" in questo momento la madre dà alla figlia le parole, con un linguaggio personale, della sua esperienza interiore. (...).
Questo mi fa capire che non si finisce mai di imparare il segreto è anche mettersi in discussione periodicamente........