Azur wrote:...aspettarsi che l'indole personale sia "modificata" in un senso o nell'altro dall'interiorizzazione (o in alternativa accettazione anche quando non d'accordo) delle regole standard...
questo lo quoto, perchè appunto non sempre si può "attendere" che uno sia d'accordo
caterina wrote:Il discorso cibo esula.
Ma io non sono elastica.
Per me non si corre, in strada. Punto.
Fa niente se la strada è a traffico limitato o chiuso.
In strada tu stai a fianco alla mamma, altrimenti vai dentro al passeggino.
Al parco puoi correre, rotolarti, sporcarti, romperti l'osso del collo e tutti i denti, ma in strada no.
Così come non si parla a voce alta nei locali pubblici, anche se in farmacia ci siamo solo io e mia sorella, non importa. Il comportamento lo vorrei dignitoso.
ecco, io forse non aderisco al 100%, nel senso che, come dice los, la motivazione che mi spinge ad abituare mia figlia a darmi la mano in strada non è il comportamento dignitoso, ma l'utilità
come appunto dice los, una strada è una strada, mia figlia non sa valutare che una è pericolosa una no, una è pedonale, quell'altra no: per cui è molto più semplice dare una regola semplice, appunto, e chiara: in strada si da la mano alla mamma
poi, se nel centro commerciale vuoi correre da qui a lì, io non mi faccio problemi a "cedere" sulla regola, perchè appunto del comportamento non mi tange (però che è uno strappo alla regola lo rendo espresso, che così c'è anche più gusto a correre :ehehe: )
Sheireh wrote:E, aggiungo un'analisi, non uccidetemi: in genere (statisticamente vedendo sul forum, perlomeno, e anche quel poco che vedo in giro) a me sembra che i bambini che MENO imparano dall'esempio e che più si comportano al contrario siano quelli che hanno genitori più rigidi.
non ti uccido, anzi se proprio condivido
anche se, come tutte le generalizzazioni, si presta a se e a ma
ma la linea tra il guidare ed il sopraffare è sottile, per cui ci sta che un genitore sia troppo rigido, che invece di indirizzare obblighi, creando così l'impulso a trasgredire appena si può
ma la disciplina ti rimane come un abitus mentale, ed è assai difficile acquisirla da adulti perchè appunto è una fatica, una palla, un rompimento,
mentre a trasgredire ci vuole un attimo e pochissima fatica

si è sempre a tempo, insomma (ora sì, uccidetemi!)
Nat wrote:il bambino si crea dei "genitori interiori" che usa quando deve affrontare una situazione da solo.
ed è rassicurato dal fatto che il genitore gli dica come deve fare per avere la famosa approvazione ed essere un individuo socialemete integrato..
se non glielo diciamo noi come è giusto comportarsi chi lo deve fare?lo devono fare da soli prestando attenzione al nostro comportamento?
e perchè non aiutarli con spiegazioni chiare?
questo discorso è bello, mi piace molto, soprattutto la parte sottolineata
perchè il rimprovero, la sgridata ecc. sono quasi sempre intesi come un sopruso sul bambino, un'offesa, una bruttura
mentre possono essere uno strumento, un'utilità
come scrivevo sopra, quando Daniela tiira i capelli o morde non ha nessun senso di colpa nè alcuna remora
Le viene e lo fa.
Sono io che le dico che quello è un comportamento sbagliato
Io poi ci vedo anche l'assunzione di responsabilità dell'adulto, che non lascia al bambino l'intero onere della libertà
Perchè scegliere liberamente richiede coraggio, è faticoso, ed è una responsabilità verso se stessi e gli altri
Non sono sicura che ad un bambino faccia così piacere avere tutta questa responsabilità