troppi_gatti wrote:non conta come si chiamano le cose se il risultato è lo stesso?
forse.
o forse no.
se ti rubo il tuo cellulare perchè è più bello del mio sono una ladra.
pure se ti rubo un pezzo di pane perchè sto morendo di fame sono una ladra.. però è un po' diverso, non trovi?
per quanto riguarda la risposta al pianto, io lo ribadisco un'ennesima volta, magari a sto giro si capisce che l'ho detto
un conto è se non si può.
un conto è se non si vuole.
il bambino la differenza non la percepisce, l'adulto si, eccome.
e questo, per quanto mi riguarda, basta.
non farò mai i gestacci in faccia a uno solo perchè è cieco e non mi può vedere.
gli faccio del male, lo offendo?
no, mica mi vede!
però lo so io, che lo sto facendo, quindi non lo faccio.
bimbo mio, piangi?
mi si brucia la cena, mi dispiace tanto, ma non posso materialmente prenderti su.
bimbo mio, piangi?
non sto facendo nulla, ma aspetto 5 minuti ad alzarti, perchè così ti abitui.
brutto.
certo, prima o poi dovrà abituarsi a non essere preso su il piccino.
si useranno allora per imparare, quelle volte che sono state necessarie.
perchè aumentarle, aggiungendoci anche quelle non necessarie?
sono d'accordo con il discorso che stai facendo...
però io penso che il bambino la differenza la percepisce eccome
prima (quando è piccolino) forse in modo inconscio
da più grande ti sgama proprio
e si mette a fare i famosi capricci ;-)



