le uniche due parole che mi sento di scrivere riguardo alla mia sono
"ansia" e "paura per qualsiasi cosa", sono apprensiva e mi preoccupo subito.
Cerco di fare una vita normale, amici, lavoro e casa senza stancarmi troppo.
aiutatemi ad uscire da questa fase. :red:
come vivete o come avete vissuto la vostra gravidanza?
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freebutterfly
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- LauraDani
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sei proprio all'inizio, so che ti sembra un discorso un pò stupido, ma per me il primo trimestre è stato proprio quello delle ansie e credo sia così per tante
anche perchè anche i dottori un pò ti mettono in ansia (fino alla fine del 3° trimestre tanti ginecologhi ti dicono di stare attenta, ecc.)
e comunque l'idea di diventare mamma è fresca, ci si chiede se si è pronte, se si sarà capaci, se si sarà in grado, ommiodio chi me la fatto fare, ecc.
e poi ci sono le nausee, gli ormoni impazziti...
poi, andando avanti, vedrai che sarà meglio
ora ti cerco un link...
anche perchè anche i dottori un pò ti mettono in ansia (fino alla fine del 3° trimestre tanti ginecologhi ti dicono di stare attenta, ecc.)
e comunque l'idea di diventare mamma è fresca, ci si chiede se si è pronte, se si sarà capaci, se si sarà in grado, ommiodio chi me la fatto fare, ecc.
e poi ci sono le nausee, gli ormoni impazziti...
poi, andando avanti, vedrai che sarà meglio
ora ti cerco un link...
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)