Il desiderio di 'sapere'
Posted: Fri Feb 11, 2011 7:25 am
Mi sono in battuta in una frase di s. Agostino
“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura” * * **
Ho riflettuto e mi son convinta che sia proprio questo che manca*ai miei figli: la motivazione interiore che porta al desiderio, inteso come piacere a fare qualcosa, qualsiasi cosa.
Come si può pretendere se non c’è questo piacere, che i nostri figli ad esempio studino con amore?
Ma soprattutto come si può aiutare questi figli ad avere “piacere” ad una lettura, ad un testo teatrale, ad uno studio scientifico, ad un voler comprendere come accadono certi fenomeni ecc. ecc.?
Certo è fin da piccoli che bisogna indirizzarli verso certe passioni, ma vi assicuro che crescerli fin da piccoli in certe direzioni non sempre è garanzia di successo!
Del resto se ci fosse una risposta standard avremmo forse tutti ricercatori e scienziati in giro, anche se il piacere legato al desiderio di sapere dovrebbe accompagnare la persona umana nell’arco della sua intera vita, senza per forza fare un lavoro 'illuminante'.
Essendomi convinta, data l'esperienza, che non esista una soluzione a questo, forse piccole ricettine quotidiane, ho constatato con amarezza questa incapacità, 'momentanea' (mi auguro), della maggior parte dei ragazzi di oggi, non tutti naturalmente, ma guardando attorno, anche a figli di amici, la leggerezza la fa da 'padrona'
Non sono contraria a vivere la vita soprattutto ad una certa età in maniera appunto 'leggera' ma trovo che leggerezza non debba essere per forza sinonimo di superficialità.
Ho molta fiducia nei miei figli e nei ragazzi di oggi, ma un po' di preoccupazione non nego me la destano.
“E’ ben più efficace, per imparare, il desiderio di sapere che nasce dalla libertà che non la necessità di sapere che nasce dalla paura” * * **
Ho riflettuto e mi son convinta che sia proprio questo che manca*ai miei figli: la motivazione interiore che porta al desiderio, inteso come piacere a fare qualcosa, qualsiasi cosa.
Come si può pretendere se non c’è questo piacere, che i nostri figli ad esempio studino con amore?
Ma soprattutto come si può aiutare questi figli ad avere “piacere” ad una lettura, ad un testo teatrale, ad uno studio scientifico, ad un voler comprendere come accadono certi fenomeni ecc. ecc.?
Certo è fin da piccoli che bisogna indirizzarli verso certe passioni, ma vi assicuro che crescerli fin da piccoli in certe direzioni non sempre è garanzia di successo!
Del resto se ci fosse una risposta standard avremmo forse tutti ricercatori e scienziati in giro, anche se il piacere legato al desiderio di sapere dovrebbe accompagnare la persona umana nell’arco della sua intera vita, senza per forza fare un lavoro 'illuminante'.
Essendomi convinta, data l'esperienza, che non esista una soluzione a questo, forse piccole ricettine quotidiane, ho constatato con amarezza questa incapacità, 'momentanea' (mi auguro), della maggior parte dei ragazzi di oggi, non tutti naturalmente, ma guardando attorno, anche a figli di amici, la leggerezza la fa da 'padrona'
Non sono contraria a vivere la vita soprattutto ad una certa età in maniera appunto 'leggera' ma trovo che leggerezza non debba essere per forza sinonimo di superficialità.
Ho molta fiducia nei miei figli e nei ragazzi di oggi, ma un po' di preoccupazione non nego me la destano.