Siamo in una situazione abbastanza complicata.
Andrea è noiosissimo, sta mettendo i molari a detta del medico. Ha avuto vari disturbi intestinali.
Non si stacca un momento. Vorrebbe stare attaccato a vita alla tetta.
Lui è sempre stato tranquillo e invece da qualche giorno, senza spiegazione, piange se mi vede cambiare stanza.
Il rapporto con il fratello è costellato di molti litigi. Marco è gelosissimo della sua roba e non vuole assolutamente che la tocchi. Solo che ovviamente è difficile far capire a un duenne che certi giochi non li può toccare. Da qui guerre infinite, che reputo anche normali. Duenne che tra l'altro ancora non parla, sa dire tecnicamente diverse parole, sicuramente più di dieci, forse quasi venti; ma ultimamente sembra regredito, nel senso che non le usa, nemmeno su richiesta. Si rifiuta proprio! E che ha come sport preferito, appena giro l'occhio, quello di sbattere le cose per terra, con gran gioia della vicina sottostante, che brontola spesso.
E ultimamente ha cominciato a picchiare. Ma forte, fa male anche a me.
Saranno i TT, ma davvero è ingestibile, basta una minima contrarietà che si sfoga picchiando.
E chi ne fa maggiormente le spese? Il fratello grande. Che già è geloso, figuratevi anche a buscarne com'è felice.
Risultato: ultimamente le mie giornate son perennemente occupate nel tentar di dividerli, di arginare il piccolo uragano e di far essere meno scontroso il grande, avaro di concessioni in tema giocattoli.
Di solito quando sono fuori sono più tranquilli, con il caldo esco a fine pomeriggio. Ma Marco da qualche tempo preferisce non andare al parco.
Ha litigato con alcuni compagni,tra cui quello prediletto. Perché lo picchiano. E' da tempo che succede, l'ho fatto anche presente all'asilo. Per giocare, usano maniere troppo forti. O lo prendono in giro.
Quindi lui poveretto, visto che è stato anche sgridato dalle maestre perchè le ha rese e hanno visto solo lui, ha perso fiducia e preferisce non trovarsi proprio in loro compagnia. Prima che finisse l'asilo mi ha chiesto espressamente di andare a prenderlo un po' dopo per non incontrare il compagno manesco (conosco sua madre, son di buona famiglia, ma è decisamente vivace! Forse non si rende conto nemmeno lui del male che fa).
Ho chiesto ad una cara amica di farlo giocare con suo figlio, son coetanei ed entrambi tranquilli, credo che lo porterò spesso in modo da fargli riacquistare un po' di fiducia nel prossimo.
La psicomotricista (era l'ultimo incontro, ora ci rivediamo a settembre; avrò poi visita npi a Careggi prossimamente) ha detto che se Marco subisce queste "violenze" di sicuro il rendimento ne risente.
Allora, visto il quadro, vi chiedo: dove sto sbagliando? Perché mi disobbediscono? Perché devo urlare da mane a sera? Perchè cerco di far fronte a tutto e non faccio fronte a niente?
Insomma, perchè questo continuo cercare equilibri non porta apparentemente risultato?
E soprattutto perchè i miei figli MI LITIGANO? Nonostante che cerchi di passare tutto il tempo che ho con loro, perché mi salgono in braccio insieme e si spintonano, e quello parlante rimbecca il fratello: non è mica tutta tua la mamma, eh!
Li vedo così bisognosi, do il massimo ma non basta.
Che devo fare?
Avete consigli?
Equilibrisimi da mamma
Moderator: Paola
- Sheireh
- Ambasciatore

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- Joined: Tue Feb 26, 2008 4:35 pm
Ma io credo che tu non stia sbagliando proprio nulla. Anzi, trovo tutto questo abbastanza normale.
Sono equilibri difficili, caratteri diversi, età particolari e situazioni da risolvere volta per volta.
Aggiungi poi la tua situazione particolare in casa e hai un quadro ancora più complesso.
Sono equilibri difficili, caratteri diversi, età particolari e situazioni da risolvere volta per volta.
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

- mammamatty
- Utente Vip

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- Joined: Sun Nov 30, 2008 9:56 pm
Consigli non ne ho, ma ti lascio un abbraccio. E' difficile, anche qui ci sono giorni in cui diventa tutto ingestibile, mi dico che passerà che è normale ma non è facile, mi dispiace non poterti aiutare di più.
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Ti ho desiderato ancor prima che ti concepissi. Ti ho amato ancor prima che nascessi. Ancor prima che tu fossi qui da un'ora avrei dato la vita per te. Questo è il miracolo della vita (m.h.)
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