Avrà 80 anni, forse persino qualcuno in più. Vive a cinque minuti a piedi da dove abito ora ed è la prima persona da cui mi sono sentita voluta qui, lontano da dove sono cresciuta.
Credo sia stato un bell'uomo da giovane: è alto, magrissimo, le spalle appena curve e i capelli argentei ravviati indietro. Non so di che colore siano gli occhi, perchè la tinta se n'è andata con gli anni, ma non sono spenti, questo no, anzi, sono insolitamente vivi.
D'estate siede su una piccola seggiola in formica appena fuori dalla porta di casa sua; quando lui non c'è, la sedia rimane lì, vuota, in cima ai gradini che portano al giardino. Io la vedo dalla stradina dove passo sempre quando esco a piedi, oltre la lunga cancellata. Prima ci sono gli alberi: due piccoli peri con ai piedi decine di piante di fragola, un melo tondeggiante, un vecchiofico e, più lontano, un limone quasi incredibile qui da noi; subito dietro c'è l'orto con le file ordinate di pomodori, melanzane, peperoni e altro che non so ancora riconoscere.
Lui sembra non vedere nemmeno il suo lavoro, le tracce della sua dedizione; il suo sguardo va oltre la cancellata. A me per esempio.
D'inverno lo perdo di vista e anche la scorsa stagione mi sono ritrovata a guardare gli alberi spogli, i rami ritorti neri di freddo, e a sentire il gelo dentro vedendo la gradinata vuota.
In primavera la sedia ricompare e io mi sento sollevata, inspiegabilmente, ancora una volta.
Lo saluto sempre io per prima, come la prima volta. E lui sente il rispetto e sorride con un "buongiorno" appena biascicato, ma pieno di boria. Ha visto crescere i miei figli davanti al suo cancello, come su una pellicola lentissima. Ma il sorriso per me è sempre rimasto il più bello e persino nei suoi delicati, a volte timidi, complimenti ("Belli come la mamma...") c'è una dignità che mi commuove profondamente e, sì, mi conquista.
Oh beh, lui non immagina nulla di tutto questo naturalmente. Eppure a volte ho la sensazione che capisca che gli sono grata, e ricambio i suoi sorrisi con tutta me stessa.
---
Lascio qui in Agorà qste mie righe come piccolo spunto di riflessione per capire il vs sentire nei confronti degli anziani, il modo in cui li vivete e le vs idee in proposito.
Mary
- L'uomo degli alberi da frutto - (della dignità degli anziani)
Moderator: Paola
- marylizard
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- L'uomo degli alberi da frutto - (della dignità degli anziani)
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Claudette
- Utente NM

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Beh, davvero complimenti! Hai scritto un post che starebbe bene in apertura di una sceneggiatura o romanzo da biografia interiore, molto bello!
Per rispondere alla tua domanda ti dirò che c'è un autore che ha descritto bene ciò che credo di vedere negli anziani: Giovanni Bollea dice che gli anziani vivono un tratto della vita in cui la portata si riduce, quindi sono privi di quelle vacuità, superficialità varie da cui siamo affetti tutti nell'età della nostra pienezza.
Ho anche sperimentato che in vecchiaia "ciascuno diventa ciò che è", nel senso che si raccolgono i frutti , buoni o cattivi,delle scelte passate.
Ho quindi presenti immagini di anziani la cui "calma grandezza" ispira affetto immediato e vero rispetto, altri invece incupiti e cattivi con gli altri che ispirano altrettanta immediata avversione.
Ho nel cuore ad esempio un "nonno", vicino di casa anche lui (i miei veri nonni sono morti quando ero piccolissima), che veniva a casa mia e mi faceva vedere come si innestavano le piante, noncurante che io avessi appena dodici o tredici anni.
Anche oggi potrei rifare gi innesti che mi ha insegnato ad occhi chiusi.
E ricordo anche due zitelle inacidite che ogni volta che mi incontravano da sola, da bambina, approfittavano per sgridarmi....grrrrrrr!
Oggi non ho la fortuna di avere accanto una di queste figure autorevoli e sagge (anche se ho due suoceri molto affettuosi e giovanili), ma mi piacerebbe tanto, eh sì che mi piacerebbe!
Per rispondere alla tua domanda ti dirò che c'è un autore che ha descritto bene ciò che credo di vedere negli anziani: Giovanni Bollea dice che gli anziani vivono un tratto della vita in cui la portata si riduce, quindi sono privi di quelle vacuità, superficialità varie da cui siamo affetti tutti nell'età della nostra pienezza.
Ho anche sperimentato che in vecchiaia "ciascuno diventa ciò che è", nel senso che si raccolgono i frutti , buoni o cattivi,delle scelte passate.
Ho quindi presenti immagini di anziani la cui "calma grandezza" ispira affetto immediato e vero rispetto, altri invece incupiti e cattivi con gli altri che ispirano altrettanta immediata avversione.
Ho nel cuore ad esempio un "nonno", vicino di casa anche lui (i miei veri nonni sono morti quando ero piccolissima), che veniva a casa mia e mi faceva vedere come si innestavano le piante, noncurante che io avessi appena dodici o tredici anni.
Anche oggi potrei rifare gi innesti che mi ha insegnato ad occhi chiusi.
E ricordo anche due zitelle inacidite che ogni volta che mi incontravano da sola, da bambina, approfittavano per sgridarmi....grrrrrrr!
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Mettere al mondo un bambino è un'esperienza talmente profonda e misteriosa che da sola riesce a dare alle donne una conoscenza sufficiente della verità - Banana Yoshimoto -
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- marylizard
- Utente Vip

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- Joined: Mon May 23, 2011 3:38 pm
Bellissima citazione. Grazie di averla scritta.Giovanni Bollea dice che gli anziani vivono un tratto della vita in cui la portata si riduce, quindi sono privi di quelle vacuità, superficialità varie da cui siamo affetti tutti nell'età della nostra pienezza.
Condivido in toto.Ho anche sperimentato che in vecchiaia "ciascuno diventa ciò che è", nel senso che si raccolgono i frutti , buoni o cattivi,delle scelte passate.
Io ho perso i nonni che ero ancora piccola piccola per cui, in un certo senso, adotto volentieri e istintivamente queste figure.Oggi non ho la fortuna di avere accanto una di queste figure autorevoli e sagge (anche se ho due suoceri molto affettuosi e giovanili), ma mi piacerebbe tanto, eh sì che mi piacerebbe
Mary
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