- L'uomo degli alberi da frutto - (della dignità degli anziani)
Posted: Fri Jul 22, 2011 3:57 pm
Avrà 80 anni, forse persino qualcuno in più. Vive a cinque minuti a piedi da dove abito ora ed è la prima persona da cui mi sono sentita voluta qui, lontano da dove sono cresciuta.
Credo sia stato un bell'uomo da giovane: è alto, magrissimo, le spalle appena curve e i capelli argentei ravviati indietro. Non so di che colore siano gli occhi, perchè la tinta se n'è andata con gli anni, ma non sono spenti, questo no, anzi, sono insolitamente vivi.
D'estate siede su una piccola seggiola in formica appena fuori dalla porta di casa sua; quando lui non c'è, la sedia rimane lì, vuota, in cima ai gradini che portano al giardino. Io la vedo dalla stradina dove passo sempre quando esco a piedi, oltre la lunga cancellata. Prima ci sono gli alberi: due piccoli peri con ai piedi decine di piante di fragola, un melo tondeggiante, un vecchiofico e, più lontano, un limone quasi incredibile qui da noi; subito dietro c'è l'orto con le file ordinate di pomodori, melanzane, peperoni e altro che non so ancora riconoscere.
Lui sembra non vedere nemmeno il suo lavoro, le tracce della sua dedizione; il suo sguardo va oltre la cancellata. A me per esempio.
D'inverno lo perdo di vista e anche la scorsa stagione mi sono ritrovata a guardare gli alberi spogli, i rami ritorti neri di freddo, e a sentire il gelo dentro vedendo la gradinata vuota.
In primavera la sedia ricompare e io mi sento sollevata, inspiegabilmente, ancora una volta.
Lo saluto sempre io per prima, come la prima volta. E lui sente il rispetto e sorride con un "buongiorno" appena biascicato, ma pieno di boria. Ha visto crescere i miei figli davanti al suo cancello, come su una pellicola lentissima. Ma il sorriso per me è sempre rimasto il più bello e persino nei suoi delicati, a volte timidi, complimenti ("Belli come la mamma...") c'è una dignità che mi commuove profondamente e, sì, mi conquista.
Oh beh, lui non immagina nulla di tutto questo naturalmente. Eppure a volte ho la sensazione che capisca che gli sono grata, e ricambio i suoi sorrisi con tutta me stessa.
---
Lascio qui in Agorà qste mie righe come piccolo spunto di riflessione per capire il vs sentire nei confronti degli anziani, il modo in cui li vivete e le vs idee in proposito.
Mary
Credo sia stato un bell'uomo da giovane: è alto, magrissimo, le spalle appena curve e i capelli argentei ravviati indietro. Non so di che colore siano gli occhi, perchè la tinta se n'è andata con gli anni, ma non sono spenti, questo no, anzi, sono insolitamente vivi.
D'estate siede su una piccola seggiola in formica appena fuori dalla porta di casa sua; quando lui non c'è, la sedia rimane lì, vuota, in cima ai gradini che portano al giardino. Io la vedo dalla stradina dove passo sempre quando esco a piedi, oltre la lunga cancellata. Prima ci sono gli alberi: due piccoli peri con ai piedi decine di piante di fragola, un melo tondeggiante, un vecchiofico e, più lontano, un limone quasi incredibile qui da noi; subito dietro c'è l'orto con le file ordinate di pomodori, melanzane, peperoni e altro che non so ancora riconoscere.
Lui sembra non vedere nemmeno il suo lavoro, le tracce della sua dedizione; il suo sguardo va oltre la cancellata. A me per esempio.
D'inverno lo perdo di vista e anche la scorsa stagione mi sono ritrovata a guardare gli alberi spogli, i rami ritorti neri di freddo, e a sentire il gelo dentro vedendo la gradinata vuota.
In primavera la sedia ricompare e io mi sento sollevata, inspiegabilmente, ancora una volta.
Lo saluto sempre io per prima, come la prima volta. E lui sente il rispetto e sorride con un "buongiorno" appena biascicato, ma pieno di boria. Ha visto crescere i miei figli davanti al suo cancello, come su una pellicola lentissima. Ma il sorriso per me è sempre rimasto il più bello e persino nei suoi delicati, a volte timidi, complimenti ("Belli come la mamma...") c'è una dignità che mi commuove profondamente e, sì, mi conquista.
Oh beh, lui non immagina nulla di tutto questo naturalmente. Eppure a volte ho la sensazione che capisca che gli sono grata, e ricambio i suoi sorrisi con tutta me stessa.
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Lascio qui in Agorà qste mie righe come piccolo spunto di riflessione per capire il vs sentire nei confronti degli anziani, il modo in cui li vivete e le vs idee in proposito.
Mary