3/4 di un sogno! ma come è difficile...
Posted: Tue Nov 08, 2011 2:14 pm
Francamente non so da dove iniziare… vorrei parlarvi di me, della vita a 5, della sua magia e della sua difficoltà. Del riuscire a ridere per la casa non proprio lucente, e delle giornate proprio no!
Eh… ma forse un forum è troppo breve, e una tastiera non può contenere lacrime e sorrisi…
Eppure ci provo, per quanti vorranno leggermi e farmi compagnia in questo lungo viaggio, per quanti vorranno darmi la mano perché nella vita di ogni mamma c’è un momento in cui bisogna stringersi forte!
E mi accorgo che quello che volevo fosse un post comico sta diventando una lagna
……
E inizio da me, dal mio grande desiderio di diventare mamma di 4 figli che ha accompagnato la mia adolescenza e mi accompagna ancora… ed eccomi qui, a 3/4 dell’opera, a 4/5 se si considera il marito
La mattina è un gran caos… dopo sveglia e colazione (di cui ho già parlato altrove) ci si deve vestire…. Giorgia salta sul letto costringendomi a diventare mammacanguro, sonia corre e urla per tutta la casa: non vuole vestiti la mia piccola tarzan! Gaia reclama la mammamucca!!! Io???? Ahahaha non so neanche più di esistere! Urlo con giorgia perché perde tempo, mi sento in colpa con gaia perché la sua mucca l’avrà in auto dopo l’asilo, mi sento tiranna con sonia che devo quasi incatenarla per vestirla……
Cerco nelle tasche dei jens mammasusanna, l’unica, vera, originale: quella che lasciava pittare le sue pupe senza preoccuparsi di pavimento e vestiti, quella che faceva le capriole sul letto quando doveva vestirle (e quasi erano loro a dovermi rimproverare)…
Una superveloce pettinata, chiavi, scarpe ginniche e via….
Dunque l’uscita da casa andrebbe fotografata! Più o meno è così: giorgia è la prima… corre giù felice, seguo io con gaia carola seduta sul braccio sinistro, chiavi di casa e dell’auto nella mano, sonia sotto il braccio destro, due zainetti e la borsa sempre nella mano destra…. Giù per la prima volta le scale!
Asilo, via 2 zavorrine e sosta allattamento, spesa e suuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu per le scale (niente ascensore haimè).
Rialattamento, pulizia veloce della casa partendo dalle zone più importanti e giù a riprendere sonia.
Pausa giostrine. E’ il momento, l’unico purtroppo, in cui mammasusanna e sonia sono in sintonia. E qui ci sarebbe una lacrimuccia ricolma di speranza: è il progresso di questi giorni, è anche il mio punto interrogativo, la mia preoccupazione per un rapporto che vorrei diverso.
Si torna a casa. Appena scesi dall’auto allarmesonia si accende, evvai…. Su le scale con gaia sul braccio sinistro e sonia scalciante sotto al braccio destro in stile sacco di patate. Tutti i vicini si affacciano al balcone per vedere che succede, io arrossisco più di un pomodoro e aprendo la porta mi dico “se qualcuno chiama i servizi sociali, non vedendo segni di percosse sulle bimbe, me le toglieranno per il disordine in casa”.
Sonia, ormai è un classico, si butta sul pavimento chiamando il padre… i miei tentativi di dialogo si perdono come una goccia nell’oceano, le mie sicurezze si sgretolano e mi chiedo come posso definirmi mamma!
Dopo circa 3 ore di urla è il momento di prendere giorgia, e via nuovamente giù per le scale, più o meno nella stessa posizione di prima. Ritorno alle villette a giocare. Ritorno a casa… identico a prima ma con una bimba in più. Una bimba che, grande, sale da sola le scale… ma vuole le sue attenzioni, anche lei!
Un po’ di cartoni, una torta fatta insieme, o del pane…. E poi ancora una volta le benedette scale…. Per andare dal papà… già, perché abbiamo solo un’auto e un lavoro fuori città!
Ed ecco, il mio essere mamma è nella tristezza di non riuscire a capire, nella colpa di non riuscire a fare, nella gioia di due stelle che brillano negli occhi azzuri delle mie pupe quando ridono.
Gli occhi azzurri, già…. Ora a sonia dico che è la mia principessina azzurra, è il momento in cui lei mi sorride… è quando si sente grande, ed io mi sento bene, mi sento mamma.
E da questo racconto probabilmente è venuta fuori solo la fatica… eppure devo dire che non c’è niente di più bello che la parola “mamma” pronunciata da 3 principessine, ognuna a suo modo… ognuna con un gran desiderio di essere figliacoccolataeamata.
Ecco… non ho scritto neanche una parola di quelle che mi erano passate per la mente in questo periodo di assenza, ma sono contenta di aver condiviso con voi
Eh… ma forse un forum è troppo breve, e una tastiera non può contenere lacrime e sorrisi…
Eppure ci provo, per quanti vorranno leggermi e farmi compagnia in questo lungo viaggio, per quanti vorranno darmi la mano perché nella vita di ogni mamma c’è un momento in cui bisogna stringersi forte!
E mi accorgo che quello che volevo fosse un post comico sta diventando una lagna
E inizio da me, dal mio grande desiderio di diventare mamma di 4 figli che ha accompagnato la mia adolescenza e mi accompagna ancora… ed eccomi qui, a 3/4 dell’opera, a 4/5 se si considera il marito
La mattina è un gran caos… dopo sveglia e colazione (di cui ho già parlato altrove) ci si deve vestire…. Giorgia salta sul letto costringendomi a diventare mammacanguro, sonia corre e urla per tutta la casa: non vuole vestiti la mia piccola tarzan! Gaia reclama la mammamucca!!! Io???? Ahahaha non so neanche più di esistere! Urlo con giorgia perché perde tempo, mi sento in colpa con gaia perché la sua mucca l’avrà in auto dopo l’asilo, mi sento tiranna con sonia che devo quasi incatenarla per vestirla……
Cerco nelle tasche dei jens mammasusanna, l’unica, vera, originale: quella che lasciava pittare le sue pupe senza preoccuparsi di pavimento e vestiti, quella che faceva le capriole sul letto quando doveva vestirle (e quasi erano loro a dovermi rimproverare)…
Una superveloce pettinata, chiavi, scarpe ginniche e via….
Dunque l’uscita da casa andrebbe fotografata! Più o meno è così: giorgia è la prima… corre giù felice, seguo io con gaia carola seduta sul braccio sinistro, chiavi di casa e dell’auto nella mano, sonia sotto il braccio destro, due zainetti e la borsa sempre nella mano destra…. Giù per la prima volta le scale!
Asilo, via 2 zavorrine e sosta allattamento, spesa e suuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu per le scale (niente ascensore haimè).
Rialattamento, pulizia veloce della casa partendo dalle zone più importanti e giù a riprendere sonia.
Pausa giostrine. E’ il momento, l’unico purtroppo, in cui mammasusanna e sonia sono in sintonia. E qui ci sarebbe una lacrimuccia ricolma di speranza: è il progresso di questi giorni, è anche il mio punto interrogativo, la mia preoccupazione per un rapporto che vorrei diverso.
Si torna a casa. Appena scesi dall’auto allarmesonia si accende, evvai…. Su le scale con gaia sul braccio sinistro e sonia scalciante sotto al braccio destro in stile sacco di patate. Tutti i vicini si affacciano al balcone per vedere che succede, io arrossisco più di un pomodoro e aprendo la porta mi dico “se qualcuno chiama i servizi sociali, non vedendo segni di percosse sulle bimbe, me le toglieranno per il disordine in casa”.
Sonia, ormai è un classico, si butta sul pavimento chiamando il padre… i miei tentativi di dialogo si perdono come una goccia nell’oceano, le mie sicurezze si sgretolano e mi chiedo come posso definirmi mamma!
Dopo circa 3 ore di urla è il momento di prendere giorgia, e via nuovamente giù per le scale, più o meno nella stessa posizione di prima. Ritorno alle villette a giocare. Ritorno a casa… identico a prima ma con una bimba in più. Una bimba che, grande, sale da sola le scale… ma vuole le sue attenzioni, anche lei!
Un po’ di cartoni, una torta fatta insieme, o del pane…. E poi ancora una volta le benedette scale…. Per andare dal papà… già, perché abbiamo solo un’auto e un lavoro fuori città!
Ed ecco, il mio essere mamma è nella tristezza di non riuscire a capire, nella colpa di non riuscire a fare, nella gioia di due stelle che brillano negli occhi azzuri delle mie pupe quando ridono.
Gli occhi azzurri, già…. Ora a sonia dico che è la mia principessina azzurra, è il momento in cui lei mi sorride… è quando si sente grande, ed io mi sento bene, mi sento mamma.
E da questo racconto probabilmente è venuta fuori solo la fatica… eppure devo dire che non c’è niente di più bello che la parola “mamma” pronunciata da 3 principessine, ognuna a suo modo… ognuna con un gran desiderio di essere figliacoccolataeamata.
Ecco… non ho scritto neanche una parola di quelle che mi erano passate per la mente in questo periodo di assenza, ma sono contenta di aver condiviso con voi