E in tutto questo... la scelta della materna [luuuungo]

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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Sheireh
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E in tutto questo... la scelta della materna [luuuungo]

Post by Sheireh »

E' un periodo "pieno" in casa. Perché con l'arrivo di Ettore chiaramente tutte le energie sono puntate su quello.
Ma c'è un altro avvenimento molto importante in questi mesi da considerare, cioè la scelta della materna per Arianna.

Come sapete, abbiamo avuto la fortuna di entrare già dall'anno scorso al nido comunale, che è davvero bello e in linea con la mia "idea pedagogica".
E' una struttura casalinga, con gestione su filone montessoriano, con un grande giardino e molte belle attività (oggi per esempio hanno mangiato la marmellata che ha preparato la cuoca interna con le mele cotogne che hanno raccolto la settimana scorsa in giardino e tagliato ieri in sezione).

L'offerta formativa delle scuole dell'infanzia della mia zona è... terribile. Nel senso che non esistono scuole pubbliche nel mio comune e quindi è necessario avvalersi di paritarie (nelle pubbliche di comuni limitrofi o a Verona città è impossibile entrare per le liste).
Le paritarie qui attorno, neanche a dirsi (visto che siamo nella campagna veneta), sono tutte cattoliche collegate ognuna alla propria parrocchia costruita di fianco.

Spinta da necessità, mi son fatta coraggio e ho iniziato a prendere colloqui individuali per parlare con le coordinatrici delle varie scuole. A gennaio/febbraio organizzeranno tutti delle "giornate aperte", ma avrò Ettore piccolino e in queste giornate non so quanto si capisca dei metodi educativi.

La settimana scorsa sono stata al primo colloquio. Ed è stato, come mi aspettavo ma come *non* speravo, una grossa delusione.
Non so dirvi COSA esattamente mi abbia buttata giù di morale, ma è tutto un insieme che penso molte di voi possano comunque capire.
A partire dai classici ambienti "freddi" delle scuole vecchie, all'odore da mensa...
Ma soprattutto da piccole frasette qui e là, che ho cercato di tirar fuori alla coordinatrice e dal "progetto educativo" che mi hanno dato in fotocopia. Il rigore da cui non si può uscire, la poca importanza data al singolo e alle sue necessità.
Dall'obbligo di due ore di riposino per i bimbi dei 3 e 4 anni (e se non dormono? DEVONO stare sdraiati al buio con gli altri senza disturbare perché non ci sono educatori disponibili, e poi a quell'età DEVONO riposare - a 5 anni invece sono obbligati a non dormire più nemmeno se ne avessero bisogno), all'impossibilità di aiutare i bambini nel caso abbiano bisogno in bagno o nel rivestirsi, alla "autorevole fermezza" dei genitori necessaria fin dai primi giorni (e lì ho rabbrividito all'idea dell'inserimento), eccetera...
Appunto a parte merita il discorso religioso. All'ingresso c'è la preghierina. Le ore di religione sono praticamente obbligatorie (e per chi è di un'altra religione ci sono altre attività solo se ci sono educatrici libere... mi immagino quanto possano assicurartelo se ti proclami ateo). Mi ha spiegato con grande piacere che tutte le maestre sono autorizzate all'insegnamento della religione cattolica, che fanno le cose in sintonia con la parrocchia e con tutte le altre scuole paritarie della zona (che quindi saranno molto sullo stampo) e tante altre cosette simili.
Insomma, io uscendo mi sono immaginata Arianna entrare lì dentro e mi è venuto il magone, perché è un mondo troppo diverso da quello in cui è abituata, troppo rigido, troppo sminuente.

E poi? Poi ho scoperto questa: http://www.cortedeibambini.it
Parlando con la coordinatrice del nido, mi ha detto che una sua amica manda la figlia lì e che le sembra molto in linea con ciò che cerco io.

Allora mi sono informata, e ho chiesto un appuntameno anche lì. E mi sono innamorata. Il posto lo conoscevo già, è una villa con un giardino immenso (parliamo proprio di un enorme bosco pubblico) e - come potete vedere dalle foto del sito -

La pedagogia è montessoriana, con qualche spunto steineriano e similare.
Gli ambienti casalinghi, con legno e materiali naturali. Le stanze radiose, con la zona dove fare corpo libero e teatro, la vasca per il bagno, la biblioteca, la cucina dove poter entrare...
La mensa interna (vegetariana e biologica), l'orto, il pane fatto da cuoca e bambini assieme tutti i giorni.
La vita nel giardino e nel bosco, a fare legna, studiare le stagioni, giocare col fango e con i ritmi naturali.
Il rispetto per le necessità del singolo (nell'igiene personale, nel dormire, nel gestire le attività), per la fiducia nell'autodeterminazione dei bambini.
Le attività stesse, come il cerchio di oralità (le storie si raccontano attorno al fuoco della candela, non necessariamente si leggono dai libri) e altre cose un po' "dimenticate".

I dubbi? L'adattamento alla vita della scuola elementare. Perché qui non si usano pennarelli e schede da colorare (ma acquarelli e fogli grandi, argilla e pasta di pane, ecc), non si usano grembiuli, non ci sono "regole ferree" da seguire per imposizione dall'alto (se uno *quel* giorno non ha voglia di fare il cerchio di lettura può fare altro, per dire)
Ma ammetto che credo molto nell'adattabilità di bambini che imparano in questi posti ad autogestirsi, a stimarsi e ad avere fiducia nelle cose, e credo in fin dei conti che sia importante far fare esperienze di vita come queste ad Arianna che "rinchiuderla" a 3 anni in una rigida scuola di vecchio stampo.

Qual è il problema? Entrarci. I posti sono limitatissimi, perché essendo un centro infanzia (cioè che tiene bimbi dai 12 mesi fino alla fine della materna) chiaramente prima c'è il passaggio dei bimbi interni dal nido alla materna e solo dopo si apre qualche posto per le graduatorie esterne. Parliamo quindi di 3-4 unità.
La coordinatrice si è segnata il mio numero e ha detto che mi farà sapere a gennaio appena si saprà qualcosa, ma chiaramente non ha potuto assicurarmi nulla.

Poi ci sono altre "piccole" cose da considerare: è lontano (25 km da casa), ma sia io che Marco parlando ci siamo resi conto che è un sacrificio che vale la pena. Potrebbe allungare il percorso al mattino per andare al lavoro e accompagnarla, e al pomeriggio andrei io come faccio già adesso, occupando quasi un'ora di macchina invece che quasi mezzora.
E poi c'è da considerare il costo, visto che è comunque una cooperativa autonoma. Parliamo di 250 euro al mese, per 12 mesi, quindi 3.000 euro all'anno. Ne pago di più al nido adesso, ma chiaramente nei nostri calcoli degli anni prossimi non c'era questa spesa (tanto più se ci sarà da mandare anche Ettore al nido, magari l'ultimo anno). Conto molto sul fatto che il nonno sostenga la nostra scelta, nonostante (ed ecco un altro piccolo problema "etico") il fatto di "dare soldi ai comunisti", come dice mia mamma. Eh sì, perché è chiaramente una cooperativa di ispirazione molto di sinistra e per la nostra famiglia - non c'è niente da fare - questo può essere un problema culturale.
Ma IO sto imparando ad andare oltre a queste cose, tanto più che le linee educative che seguo con i bambini hanno molte radici simili... e che ritengo meno "diseducativo" che Arianna stia gomito a gomito con chi proclama l'antiviolenza e l'ambientalismo che con chi vuole insegnarle le preghiere. Speriamo che in casa capiscano...

Scusate la lunghezza, in questo modo ho cercato di esprimermi un po' pure a me stessa, per valutare un po' il tutto...
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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micmar
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Post by micmar »

è l'unica altra scuola possibile ila? 3-4 posti sono proprio pochini.
sulla prima scuola non mi esprimo nemmeno.
la seconda mi piace molto,
sia mai che ti cresca una figlia Kommunista ahahahaha
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer


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Sheireh
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Post by Sheireh »

micmar wrote:è l'unica altra scuola possibile ila? 3-4 posti sono proprio pochini.
sulla prima scuola non mi esprimo nemmeno.
la seconda mi piace molto,
sia mai che ti cresca una figlia Kommunista ahahahaha
Le uniche altre scuole possibili sono tutte le altre paritarie cattoliche qui attorno, che conto di andare a vedere come ho fatto per la prima con Ettore al seguito. Ma che da quello che mi ha detto la coordinatrice in pratica lavorano un po' tutte assieme e sotto lo stesso "modello", quindi non mi aspetto niente di meglio, purtroppo.
Diciamo che nel caso dovrò scegliere "il meno peggio", ma non sono sicura di riuscire a trovarlo...
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