Gentile dottoressa,
le scrivo su consiglio della dott.ssa Sannicandro, che conosco tramite questo sito poichè spesso mi ha dato buoni consigli. La dottoressa mi ha scritto che era meglio che sentissi un esperto per questo problema che le espongo quindi eccomi qua:
il mio secondo figlio di 5 anni è sempre stato bravo, vivace ma sereno fino a quando 2 anni fa ha iniziato la scuola materna.
Non voglio attribuire alla scuola materna tutte le colpe, sicuramente noi genitori abbiamo le nostre, sta di fatto che Michele ha una bassa autostima di se stesso, dice spesso che lui è uno stupido, che non sa fare niente (di fatto a 5 anni compiuti non sa ancora disegnare ad esempio una figura umana oppure disegnare una macchinina o qualsiasi altra cosa, fa spesso tante palle colorate da cui esce anche dai bordi). Quando disegna poi immancabilmente straccia il suo disegno xchè dice che è brutto, quando fa una costruzione con i lego poi dopo 5 minuti la lancia lontano distruggendola e dicendo che lui non fa nulla di buono.
Se non riesce al primo colpo a fare qualcosa ecco che si arrabbia e se la prende con se stesso, lancia i suoi giochi rompendoli e si mette a gridare che lui non sa fare nulla.
Ho provato ad invitare a casa un suo amico dell'asilo, è talmente contento quando arriva che inizia a fare il "matto", salta urla, corre, lancia, spacca tutto, tira fuori tutti i giochi possibili da mostrare al bimbo cercando di cogliere il suo interesse ma di fatto non giocano a nulla e va sempre a finire che alla fine piange quando il bimbo se ne va anche perchè alla fine non hanno mai giocato a nulla. E' come se avesse l'ansia di far vedere al bimbo che i suoi giochi sono belli....
Io e mio marito non sappiamo più che cosa fare, spesso gli diciamo frasi del tipo: bravo, vedi che sei capace, dai che ce la fai...ma tipo questa mattina che gli ho detto di togliersi semplicemente il pigiama lui mi ha detto che non è capace, gli ho detto di provarci e lui gridando mi ha detto che è l'unico che a 5 anni non è capace di spogliarsi....io non so più cosa fare, si offende per ogni cosa e ne soffre in modo esagerato...se un bambino poi gli dice che non lo vuole a giocare è finita, quando torna a casa inizia a lanciare tutto e se la prende con se stesso....
Riesce a darmi un consiglio? Noi non sappiamo più come aiutarlo.
Grazie infinite
autostima e rabbia
-
D.ssa Silvana Perrone
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Gentile Silvia75,
buongiorno. Quello che è necessario è riuscire a capire se effettivamente Michele presenta una vera e propria difficoltà nell'ambito prassico (e perciò fa fatica a disegnare, fa fatica a vestirsi e a svestirsi); questa difficoltà lo porta poi a confrontarsi con i coetanei e questo confronto non sarà sempre positivo (vedi frasi del tipo il mio disegno fa schifo oppure non sono capace a fare...).
Riesce ad incastrare le costruzioni? Riesce a lavarsi i denti da solo? Sa scrivere il suo nome? Questo per la parte neuropsicologica.
Per l'aspetto emotivo cercate di evitare "compiti" o attività che per lui risulterebbero frustranti, quando vedete che lui non riesce non sostituitelo ma tranquilizzatelo dicendogli che ci riproverete un'altra volta. Fate attività insieme che possano essere alternative ai soliti disegni carta e matita (es. colori a dita su un cartellone grande, collage con pezzetti di carta strappata, lavoretti con pongo o pasta al sale); trovate dei momenti di tranquillità (questa è importante, deve essere trasmessa al bimbo) in cui potete condividere con Michele dei giochi o delle attività che lui può scegliere, stabilite un tempo che può variare dai 10 ai 20 minuti.
Provate anche a notare se questi comportamenti si manifestano in certe ore o momenti del giorno e con che frequenza. I bimbi a questa età non riescono ad esprimere le emozioni in modo verbale (sono arrabbiato e sono triste) e quello che provano di solito viene trasformato in rabbia o in pianto...
Cercate di far sì che in casa ci sia ordine; quando riordinate le cose fate a turno..."guarda, inizio io? Che ne dici, mi aiuti anche tu?Magari io ne metto via 3 e tu 1? oppure al contrario!" Inoltre fate in modo che i giochi a sua disposizione non siano tantissimi, lasciategli a disposizione i giochi che di solito usa; è meglio che riesca a concentrarsi su poche cose con buoni risultati. Io consiglio di sentire le maestre per capire se anche loro notano una difficoltà nelle prassie e se sì, di conseguenza, riterrei opportuno una valutazione neuropsicologica. Posso consigliarvi colleghi se mi dite da dove scrivete. Spero di esservi stata d'aiuto, rimango a vostra disposizione.
Saluti
buongiorno. Quello che è necessario è riuscire a capire se effettivamente Michele presenta una vera e propria difficoltà nell'ambito prassico (e perciò fa fatica a disegnare, fa fatica a vestirsi e a svestirsi); questa difficoltà lo porta poi a confrontarsi con i coetanei e questo confronto non sarà sempre positivo (vedi frasi del tipo il mio disegno fa schifo oppure non sono capace a fare...).
Riesce ad incastrare le costruzioni? Riesce a lavarsi i denti da solo? Sa scrivere il suo nome? Questo per la parte neuropsicologica.
Per l'aspetto emotivo cercate di evitare "compiti" o attività che per lui risulterebbero frustranti, quando vedete che lui non riesce non sostituitelo ma tranquilizzatelo dicendogli che ci riproverete un'altra volta. Fate attività insieme che possano essere alternative ai soliti disegni carta e matita (es. colori a dita su un cartellone grande, collage con pezzetti di carta strappata, lavoretti con pongo o pasta al sale); trovate dei momenti di tranquillità (questa è importante, deve essere trasmessa al bimbo) in cui potete condividere con Michele dei giochi o delle attività che lui può scegliere, stabilite un tempo che può variare dai 10 ai 20 minuti.
Provate anche a notare se questi comportamenti si manifestano in certe ore o momenti del giorno e con che frequenza. I bimbi a questa età non riescono ad esprimere le emozioni in modo verbale (sono arrabbiato e sono triste) e quello che provano di solito viene trasformato in rabbia o in pianto...
Cercate di far sì che in casa ci sia ordine; quando riordinate le cose fate a turno..."guarda, inizio io? Che ne dici, mi aiuti anche tu?Magari io ne metto via 3 e tu 1? oppure al contrario!" Inoltre fate in modo che i giochi a sua disposizione non siano tantissimi, lasciategli a disposizione i giochi che di solito usa; è meglio che riesca a concentrarsi su poche cose con buoni risultati. Io consiglio di sentire le maestre per capire se anche loro notano una difficoltà nelle prassie e se sì, di conseguenza, riterrei opportuno una valutazione neuropsicologica. Posso consigliarvi colleghi se mi dite da dove scrivete. Spero di esservi stata d'aiuto, rimango a vostra disposizione.
Saluti
-
silvia75
- Utente NM

- Posts: 9
- Joined: Thu Feb 16, 2012 10:38 am
Gentile dottoressa,
la ringrazio per la sua risposta, ho avuto problemi di connessione internet e non sono riuscita a scrivere prima.
Volevo fare una picola premessa in modo da farle capire come era il bimbo tra gli 0 e i 3 anni. (sia dalla parte neuropsicologica che emotiva): Michele ha iniziato a camminare a 10 mesi, a 18 mesi parlava già bene come un bimbo di 2 anni e 1/2, a 4 anni ha imparato (x sua richiesta, noi non lo abbiamo forzato)a sciare, ad andare in bici senza rotelle e a pattinare sul ghiaccio (quest'ultimo non benissimo ma comunque discretamente). Noi genitori l'abbiamo sempre ritenuto un bimbo intraprendente e anche abbastanza autonomo, già a partire dai 4 anni si lavava i denti da solo. Quando era l'ora di uscire a fare una passeggiata, lui andava a prendere le scarpe e la giacca e me li portava x metterglieli. E' sempre stato vivace e solare, molto generoso, giocava sia da solo che con altri bimbi al parco giochi, addirittura ricordo una scena dove un bimbo cadde dallo scivolo e iniziò a piangere, lui si avvicinò dicendogli:ti sei fatto male?non piangere, chiamo la tua mamma e nel frattempo gli puliva i pantaloni dalla terra. x quanto riguarda il sonno, ha avuto un sonno agitato fino all'età di 8 mesi, poi si è normalizzato e si addormentava tranquillamente nel suo letto dopo una fiaba e le preghiere della sera fino al mattino successivo. Mangiava regolarmente tutto con appetito. L'unica nota dolente direi è stata l'eliminazione del pannolino, l'ha tolto a 3 anni e 1/2 (di giorno) e 5 mesi fa (quindi a 4 anni e 1/2) di notte, tutt'ora capita che di notte si bagni.
Questo sopra x farle capire i primi anni di vita.
Due anni fa ha iniziato la scuola materna, non voglio dare tutta la colpa alla scuola materna, sicurmente noi genitori abbiamo fatto anche i nostri sbagli. ha dimostrato fin da subito la malavoglia di andare con pianti e urla (questo sia una cosa abbastanza normale in tutti i bimbi abituati a stare a casa con i genitori o con i nonni come nel mio caso), però a tutt'oggi che è al secondo anno di asilo continua a dimostrare la non voglia di andare. A mio avviso la maestra è brava e segue bene i bambini, non posso dire lo stesso della classe in cui è capitato, ci sono alcuni bimbi abbastanza violenti, ho notato all'uscita che alcuni dicono parolacce, fanno giochi di lotta, guerra, si danno spintoni, insomma molto probabilmente il vedere molti cartoni animati violenti porta poi i bambini stessi ad essere un pò violenti. Michele che comunque è sempre stato un bimbo sensibile secondo me assorbe nervoso all'asilo e poi lo scarica a casa. La maestra dice che all'asilo è tranquillo, gioca un pò con tutti (molto probabilmente si sforza di giocare) anche se anche lei ha notato che nel disegno è molto indietro, non sa ancora fare le sagome umane o qualsiasi altra cosa. Si limita a fare tante palline colorate da cui esce anche dai bordi mentre le colora oppure fa delle righe sparse qua e là. Questo anche prima di andare alla scuola materna, non ha mai dimostrato, diversamente dalla sorella maggiore, interesse al disegno o alla colorazione. Lui ha sempre preferito giocare in giardino. Quando inizia a disegnare o colorare, vede che non riesce e strappa il foglio con rabbia......noi genitori abbiamo anche pensato che lui vuole fare il tutto con perfezione e vedendo che non ci riesce si arrabbia con se stesso e strappa il suo "lavoro".....però questo punto vorrei chiederlo a lei che è più esperta.
Comunque ora è diventato un bimbo chiuso, racconta poco della sua giornata all'asilo e mal volentieri, appena entra in casa qualsiasi cosa lo fa subito "saltare", e con rabbia lancia quello che gli capita in mano, se gli chiedo cosa c'è mi risponde niente con rabbia, non vuole più che lo prendo in braccio e che lo coccolo (cosa che voleva quando era piccolo),non c'è modo di tranquillizzarlo se non dopo ore. Poi la sorella maggiore quando è cosi non lo aiuta ma lo sgrida anche lei quindi la sua rabbia aumenta. Continua a dire che lui non sa fare nulla, che è uno stupido, che è scemo ecc ecc...pensare che è un bimbo inteligentissimo,
durante l'inverno soffre la chiusura in casa e non riesce quasi mai a trovare nulla che gli vada bene x giocare quindi spesso chiama o me o il papà x giocare, è come se da solo non sapesse giocare a nulla, gira x casa senza concretamente fare nulla.
E' un bimbo che vuole sapere sempre un sacco di cose, chiederà mille volte al giorno perchè questo, perchè quello e cosi via (xchè il sole è cosi luminoso, xchè la neve fa bene al prato ecc, x qualsiasi cosa c'è un perchè).
Quando di notte si bagna facendo la pipi a letto, provi ad immaginare la scena, noi genitori che diciamo a lui che non c'erano problemi se anche aveva bagnato il letto e lui disperato che se ne faceva un problema vitale (di norma è il contrario, il bimbo se ne frega e il genitore magari urla xchè deve lavare tutto).
ha ragione quando dice che è necessario un corretto inquadramento del problema ma noi genitori non sappiamo più cosa pensare, noi lo incoraggiamo in tutto pur sempre con i nostri errori e limiti ( mi è capitato di sgridarlo xchè non si muoveva a vestirsi alla mattina e mancavano 5 minuti all'inizio della scuola dell'altra figlia quindi gli gridavo di muoversi), è lui che si colpevolizza x tutto....non capiamo più come muoverci, soprattutto x aiutare lui che indubbiamente in questa situazione soffre terribilmente.
la ringrazio per la disponibilità e per le risposte che vorrà darci.
cordiali saluti
la ringrazio per la sua risposta, ho avuto problemi di connessione internet e non sono riuscita a scrivere prima.
Volevo fare una picola premessa in modo da farle capire come era il bimbo tra gli 0 e i 3 anni. (sia dalla parte neuropsicologica che emotiva): Michele ha iniziato a camminare a 10 mesi, a 18 mesi parlava già bene come un bimbo di 2 anni e 1/2, a 4 anni ha imparato (x sua richiesta, noi non lo abbiamo forzato)a sciare, ad andare in bici senza rotelle e a pattinare sul ghiaccio (quest'ultimo non benissimo ma comunque discretamente). Noi genitori l'abbiamo sempre ritenuto un bimbo intraprendente e anche abbastanza autonomo, già a partire dai 4 anni si lavava i denti da solo. Quando era l'ora di uscire a fare una passeggiata, lui andava a prendere le scarpe e la giacca e me li portava x metterglieli. E' sempre stato vivace e solare, molto generoso, giocava sia da solo che con altri bimbi al parco giochi, addirittura ricordo una scena dove un bimbo cadde dallo scivolo e iniziò a piangere, lui si avvicinò dicendogli:ti sei fatto male?non piangere, chiamo la tua mamma e nel frattempo gli puliva i pantaloni dalla terra. x quanto riguarda il sonno, ha avuto un sonno agitato fino all'età di 8 mesi, poi si è normalizzato e si addormentava tranquillamente nel suo letto dopo una fiaba e le preghiere della sera fino al mattino successivo. Mangiava regolarmente tutto con appetito. L'unica nota dolente direi è stata l'eliminazione del pannolino, l'ha tolto a 3 anni e 1/2 (di giorno) e 5 mesi fa (quindi a 4 anni e 1/2) di notte, tutt'ora capita che di notte si bagni.
Questo sopra x farle capire i primi anni di vita.
Due anni fa ha iniziato la scuola materna, non voglio dare tutta la colpa alla scuola materna, sicurmente noi genitori abbiamo fatto anche i nostri sbagli. ha dimostrato fin da subito la malavoglia di andare con pianti e urla (questo sia una cosa abbastanza normale in tutti i bimbi abituati a stare a casa con i genitori o con i nonni come nel mio caso), però a tutt'oggi che è al secondo anno di asilo continua a dimostrare la non voglia di andare. A mio avviso la maestra è brava e segue bene i bambini, non posso dire lo stesso della classe in cui è capitato, ci sono alcuni bimbi abbastanza violenti, ho notato all'uscita che alcuni dicono parolacce, fanno giochi di lotta, guerra, si danno spintoni, insomma molto probabilmente il vedere molti cartoni animati violenti porta poi i bambini stessi ad essere un pò violenti. Michele che comunque è sempre stato un bimbo sensibile secondo me assorbe nervoso all'asilo e poi lo scarica a casa. La maestra dice che all'asilo è tranquillo, gioca un pò con tutti (molto probabilmente si sforza di giocare) anche se anche lei ha notato che nel disegno è molto indietro, non sa ancora fare le sagome umane o qualsiasi altra cosa. Si limita a fare tante palline colorate da cui esce anche dai bordi mentre le colora oppure fa delle righe sparse qua e là. Questo anche prima di andare alla scuola materna, non ha mai dimostrato, diversamente dalla sorella maggiore, interesse al disegno o alla colorazione. Lui ha sempre preferito giocare in giardino. Quando inizia a disegnare o colorare, vede che non riesce e strappa il foglio con rabbia......noi genitori abbiamo anche pensato che lui vuole fare il tutto con perfezione e vedendo che non ci riesce si arrabbia con se stesso e strappa il suo "lavoro".....però questo punto vorrei chiederlo a lei che è più esperta.
Comunque ora è diventato un bimbo chiuso, racconta poco della sua giornata all'asilo e mal volentieri, appena entra in casa qualsiasi cosa lo fa subito "saltare", e con rabbia lancia quello che gli capita in mano, se gli chiedo cosa c'è mi risponde niente con rabbia, non vuole più che lo prendo in braccio e che lo coccolo (cosa che voleva quando era piccolo),non c'è modo di tranquillizzarlo se non dopo ore. Poi la sorella maggiore quando è cosi non lo aiuta ma lo sgrida anche lei quindi la sua rabbia aumenta. Continua a dire che lui non sa fare nulla, che è uno stupido, che è scemo ecc ecc...pensare che è un bimbo inteligentissimo,
durante l'inverno soffre la chiusura in casa e non riesce quasi mai a trovare nulla che gli vada bene x giocare quindi spesso chiama o me o il papà x giocare, è come se da solo non sapesse giocare a nulla, gira x casa senza concretamente fare nulla.
E' un bimbo che vuole sapere sempre un sacco di cose, chiederà mille volte al giorno perchè questo, perchè quello e cosi via (xchè il sole è cosi luminoso, xchè la neve fa bene al prato ecc, x qualsiasi cosa c'è un perchè).
Quando di notte si bagna facendo la pipi a letto, provi ad immaginare la scena, noi genitori che diciamo a lui che non c'erano problemi se anche aveva bagnato il letto e lui disperato che se ne faceva un problema vitale (di norma è il contrario, il bimbo se ne frega e il genitore magari urla xchè deve lavare tutto).
ha ragione quando dice che è necessario un corretto inquadramento del problema ma noi genitori non sappiamo più cosa pensare, noi lo incoraggiamo in tutto pur sempre con i nostri errori e limiti ( mi è capitato di sgridarlo xchè non si muoveva a vestirsi alla mattina e mancavano 5 minuti all'inizio della scuola dell'altra figlia quindi gli gridavo di muoversi), è lui che si colpevolizza x tutto....non capiamo più come muoverci, soprattutto x aiutare lui che indubbiamente in questa situazione soffre terribilmente.
la ringrazio per la disponibilità e per le risposte che vorrà darci.
cordiali saluti