Lo sciopero fiscale
Posted: Wed Feb 22, 2012 6:44 am
Riprendo in questo post un concetto che ho visto approfondire qua e là e riguarda il considerare inique, ingiuste, a-normali alcune tasse e quindi decidere di non pagarle.
Ora, anch'io sono d'accordo che una tassa è una tassa e non possiamo in autonomia decidere di non pagarla solo perché "non ci piace" perché a pochi o nessuno piace pagare le tasse, MA esiste (e non solo in Italia) anche un dissenso che passa dal NON voler pagare una determinata tassa.
Il canone RAI ad esempio.
E' vero che non è più una tassa sulla RAI ma sta diventando una tassa sulla fruizione di filmati, ma perché va a finire nelle casse della RAI?
Perché devo sostenere un'azienda che non riconosco come statale dato che è assogettata al privato che immette denaro tramite la pubblicità?
E' giusto obbedire silenziosamente quando si ritiene una tassa iniqua?
E' proprio così sbagliato operare uno "sciopero" rifiutandosi di pagare un obolo che si ritiene non giusto?
Ora tocca all'IMU, una tassa che ai comuni porterà pochissime entrate.
La casa è già stata pagata, si paga sulla dichiarazione dei redditi eppure verrà introdotta l'ennesima tassa sulla casa.
Si obbedisce così?
E il giorno che introdurranno una tassa sul pensiero?
sulla libertà?
E se un governo introducesse una tassa sull'allattamento prché anche sul latte artificiale si paga l'IVA?
E sulla produzione del proprio orto?
Va sempre bene tutto nel nome che le tasse si pagano o ogni tanto si può pensare a scioperare, a chidere all'associazione consumatori di attuare una rivolta non violenta ma efficace?
A voi la parola, soprattutto alle legaliste convinte, io in questi casi metto titoli da legaiola (pur rimanendo fedele a Monti & C. ghhghghgh).
Ora, anch'io sono d'accordo che una tassa è una tassa e non possiamo in autonomia decidere di non pagarla solo perché "non ci piace" perché a pochi o nessuno piace pagare le tasse, MA esiste (e non solo in Italia) anche un dissenso che passa dal NON voler pagare una determinata tassa.
Il canone RAI ad esempio.
E' vero che non è più una tassa sulla RAI ma sta diventando una tassa sulla fruizione di filmati, ma perché va a finire nelle casse della RAI?
Perché devo sostenere un'azienda che non riconosco come statale dato che è assogettata al privato che immette denaro tramite la pubblicità?
E' giusto obbedire silenziosamente quando si ritiene una tassa iniqua?
E' proprio così sbagliato operare uno "sciopero" rifiutandosi di pagare un obolo che si ritiene non giusto?
Ora tocca all'IMU, una tassa che ai comuni porterà pochissime entrate.
La casa è già stata pagata, si paga sulla dichiarazione dei redditi eppure verrà introdotta l'ennesima tassa sulla casa.
Si obbedisce così?
E il giorno che introdurranno una tassa sul pensiero?
sulla libertà?
E se un governo introducesse una tassa sull'allattamento prché anche sul latte artificiale si paga l'IVA?
E sulla produzione del proprio orto?
Va sempre bene tutto nel nome che le tasse si pagano o ogni tanto si può pensare a scioperare, a chidere all'associazione consumatori di attuare una rivolta non violenta ma efficace?
A voi la parola, soprattutto alle legaliste convinte, io in questi casi metto titoli da legaiola (pur rimanendo fedele a Monti & C. ghhghghgh).