Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
a condividere con voi un altro momento strappacuore.
l'altra sera, abbracciati sul divano, Mirco mi dice: mamma non voglio più mangiare tutte queste cose"
"cosa non vuoi mangiare? perché?"
"non voglio mangiare più perché non voglio diventare grande"
"ma perché amore di mamma non vuoi diventare grande?"
"perché se mangio divento grande e tu non ci sei più"
gli ho spiegato che per esempio nonno franco (mio papà) è "vecchio" e ancora ha la mamma, poi mi si sono velati gli occhi e lui ha tentato di sdrammatizzare :"mamma ma non ti preoccupare, tanto quando andiamo in cielo stiamo insieme e ci salutiamo..." ridendo forzatamente perché si era reso conto di avermi rattristata.
questo figlio mi spiazza. sembra tanto spavaldo e sicuro di sé, e invece se ne esce con queste considerazioni... Davide non le ha mai fatte, io non sono abituata, ho pianto mezz'ora e ancora sento un peso sul cuore.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
4 anni, li compirà il 31, giorno del nostro compleanno
è da quando è nato, facendomi l'immenso regalo di nascere quel giorno, che mi regala emozioni sempre tanto forti.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)