Mamma e donna
Posted: Tue Nov 12, 2013 9:31 am
Da qualche settimana a questa parte, complice la timida ripresa di dialogo a cuore aperto col mio consorte, ho realizzato appieno la considerazione che la sua famiglia ha della mia persona.
Ho riflettuto a lungo, passando attraverso parecchi sensi di colpa, per poi giungere alla conclusione che, forse, non sono la madre degenere che vengo dipinta.
Sia chiaro, ho avuto i miei momenti no, di sicuro ho avuto delle mancanze, commesso degli errori (quale genitore non lo fa?), ma non ci sto a sentirmi colpevole per avere interessi e frequentazioni che non prevedano necessariamente la presenza dei miei familiari.
Mi spiego.
Non ho mai avuto la classica "compagnia", solo qualche amica molto fidata e altre che frequento tre/quattro volte l'anno.
Così succede che si abbia voglia di vedersi per raccontarsela reciprocamente: lavoro, salute, l'ultimo disco da acquistare, riflessioni su vita e morte, ecc.
Cosa, questa, da farsi magari davanti ad uno spritz veloce, o una pizza, da sole, senza interferenze, col cuore aperto e la voglia di stare insieme senza pensare ai compiti, alla visita medica da prenotare o alla cena da preparare.
Insomma, se quando le bimbe erano piccole le mie uscite sono state momentaneamente congelate o ridotte all'osso, privilegiando le frequentazioni "a domicilio", ora, con moderazione, ho proprio bisogno di essere anche donna oltre che mamma.
Mi sono scontrata così con la mentalità di chi, diversamente, non solo (pur avendone la possibilità) esclude qualunque attività che non coinvolga figli e/o marito, ma giudica negativamente chi ha questo tipo di condotta.
Una donna, diventata moglie e mamma, è giusto o normale rinunci a tutto il resto perché "non sta bene", così come mancherebbe ai suoi doveri (sempre di mamma e moglie) permettendosi di assentarsi da casa un paio di giorni per andar a trovare parenti lontani o un'amica?
Voi come la pensate? Come vivete la vostra condizione di mamma e donna?
Ho riflettuto a lungo, passando attraverso parecchi sensi di colpa, per poi giungere alla conclusione che, forse, non sono la madre degenere che vengo dipinta.
Sia chiaro, ho avuto i miei momenti no, di sicuro ho avuto delle mancanze, commesso degli errori (quale genitore non lo fa?), ma non ci sto a sentirmi colpevole per avere interessi e frequentazioni che non prevedano necessariamente la presenza dei miei familiari.
Mi spiego.
Non ho mai avuto la classica "compagnia", solo qualche amica molto fidata e altre che frequento tre/quattro volte l'anno.
Così succede che si abbia voglia di vedersi per raccontarsela reciprocamente: lavoro, salute, l'ultimo disco da acquistare, riflessioni su vita e morte, ecc.
Cosa, questa, da farsi magari davanti ad uno spritz veloce, o una pizza, da sole, senza interferenze, col cuore aperto e la voglia di stare insieme senza pensare ai compiti, alla visita medica da prenotare o alla cena da preparare.
Insomma, se quando le bimbe erano piccole le mie uscite sono state momentaneamente congelate o ridotte all'osso, privilegiando le frequentazioni "a domicilio", ora, con moderazione, ho proprio bisogno di essere anche donna oltre che mamma.
Mi sono scontrata così con la mentalità di chi, diversamente, non solo (pur avendone la possibilità) esclude qualunque attività che non coinvolga figli e/o marito, ma giudica negativamente chi ha questo tipo di condotta.
Una donna, diventata moglie e mamma, è giusto o normale rinunci a tutto il resto perché "non sta bene", così come mancherebbe ai suoi doveri (sempre di mamma e moglie) permettendosi di assentarsi da casa un paio di giorni per andar a trovare parenti lontani o un'amica?
Voi come la pensate? Come vivete la vostra condizione di mamma e donna?