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Forum NoiMamme • servirebbe un "figlie si diventa"....
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servirebbe un "figlie si diventa"....

Posted: Mon Jan 20, 2014 5:51 pm
by Chiara
sabato giornataccia. Il marito via dalle otto di mattina a fare lavoretti con suo papà. Che gli rompe le balle perchè ogni volta si prende carico di mille mila cavolate e alla fine non riesce a uscirne e chiama il figlio. Io a pranzo dai miei, marito rientra alle 16.30, alle 17.00 siamo in macchina per tornare nella cittadina dove è nato (e dove era stato fino alle 16 meno un quarto) perchè deve fare due cose al C.A.I., io gli dico che lo aspetto in macchina perchè non mi va ora di vedere gente "estranea" e di dover rispondere a domande...
Un'ora dopo sono ancora nel parcheggio. Oooohm.... Ritorna e litighiamo. E siamo pure fuori a cena, da suo compare. E non è una bella sera. Ho il muso e loro fanno finta di non vedermi, parlano tra di loro di sci, di un giro che hanno fatto la sera prima su in Marmolada, di scarponi meglio o peggio di quelli vecchi. E io conto i quarti d'ora per tornare a casa. A un certo punto si girano verso di me e mi chiedono "ah, ma come va?" e io "male, non dormo, non sto bene ancora" e loro hanno commentato che da quella volta, ormai....... aaaaaaaaaaaaaaaargh.
Finalmente ce ne andiamo, io e il marito. Macchina, litigata, io gli dico che mi sembra ripreso bene dalla nostra tragedia, lui mi risponde che sono una stronza.
Notte sul divano, per fortuna ho la pillola per dormire. Si alza, mi passa a fianco e va a farsi il caffè. Prendo e vado finalmente a letto. Dopo un'oretta sale, gli dico che dobbiamo parlare, gli spiego, lui finalmente dice che con gli altri non gli va di farsi compatire, che se nessuno gli chiede lui non ne parla per primo, che ha bisogno di svagarsi ora. E vabbè. E va a disfare l'albero di Natale, quello che sotto ha il coprifili con scritto "buone feste", ahaha che amarezza.
Io a mezzogiorno non mi alzo, non mangio nulla.
Alle due suona il campanello, sono i miei. Sento che entrano, che parlano un po' col marito. Lui viene a chiamarmi. Io gli dico che me li saluti ma che non mi va di alzarmi. Salgono loro, mio papà con i suoi scarponi e le sue mani grandi, lì sul mio tappeto della camera, e mi dice se sto bene, perchè piango. Si siede sul bordo del letto e mi accarezza la testa, come una volta.
Gli racconto del marito, che gli è già passata, e che mi fa star male. Mi dice che gli uomini sentono le cose diversamente, vero.
Gli racconto degli amici stronzi, mi risponde che forse erano imbarazzati, che non sapevano cosa dire, che lui è convinto che le persone fanno meglio che possono di solito, e che devo sapere di dovermi arrangiare, di non poter contare su nessuno perchè nel momento del bisogno nessuno ti aiuta. Vero, a parte te, papà, nessuno mi aiuta.
Gli racconto che sono tanto stanca, che sto male, e mi risponde che non devo esserlo, che devo farmi forza, tornare dalla psicologa casomai, ma non stare a letto a piangere.
Gli dico che è passato troppo poco, che è solo un mese che è successo, e lui mi risponde che fosse un giorno, un mese o un anno non cambia nulla, ormai così è andata, e devo stare serena perchè ho fatto quello che era giusto fare, ho preso la decisione migliore possibile.
E gli rispondo che ho ammazzato il mio bambino, e lui mi risponde che lo avrei ammazzato davvero mettendolo al mondo per egoismo, gettandolo nella mischia così, senza la capacità di arrangiarsi e di far fronte alla vita. Facendolo soffrire....
Ha detto che sono stata sfortunata, sì, che se non ci si fosse accorti in tempo avremmo accettato questo handicap, ma quando si può scegliere, come si poteva fare diversamente?? E che tra un po' avrò un altro bimbo e che andrà statisticamente bene, anche se ho paura, anche se è lo stesso tanto difficile.
Poi mi ha preparato il the, a me e mia mamma, mi ha fatto alzare e vestire, siamo stati tutti e quattro a chiacchierare fino ad ora di cena.
Il mio papà, che mi ha avuto per caso, che si è sposato di nascosto in Comune, a causa mia, che è andato contro la sua famiglia per stare con mia mamma, che poi mia mamma ha la sindrome bipolare e lui le è sempre stato vicino tra alti e bassi, mio papà e le sue mani grosse da meccanico, mio papà che ora che è in pensione naviga su internet, e che è stato per la prima volta in un centro commerciale la settimana scorsa, che quando ero adolescente me ne ha date tante, che all'università non mi parlava più, che a portarmi all'altare ha pianto, che quando gli ho detto che ero incinta ha pianto, che quando ha saputo della malformazione ha di nuovo pianto, che ha iniziato ad abbracciarmi, che è la mia roccia, che è così forte, così debole, così bravo. E spero di arrivare anche io ad essere così saggia da vecchia.

Re: R: servirebbe un "figlie si diventa"....

Posted: Mon Jan 20, 2014 6:50 pm
by Lucia76
kiara.. ti abbraccio ancora..
è tutto molto difficile e doloroso, lo so bene tesoro.. però non devi mollare, devi continuare a vivere (anche per il tuo bimbo, che ora vive nel tuo cuore e vede il mondo coi tuoi occhi..), hai un lutto enorme da piangere ed elaborare e fa male se e quando ci sembra che gli altri lo svalutino..
continua a farti aiutare, e non mollare mai
un abbraccio fortissimo

Re: servirebbe un "figlie si diventa"....

Posted: Mon Jan 20, 2014 6:56 pm
by Chiara
grazie!!