Museica - Caparezza
Posted: Sat Nov 28, 2015 1:51 pm
Ricominciamo a parlare di musica?
Sto riascoltando in questi giorni lo strano e sorprendente "Museica".
Non è un colpo di fulmine, necessita di diversi ascolti per essere apprezzato. E soprattutto di una lettura attenta dei testi, che il buon Michele ha opportunamente inserito nella confezione.
Caparezza qui fa un vero capolavoro, lasciando che la sua estrosa inventiva verbale tragga ispirazione da una vera e propria galleria di quadri.
Ogni dipinto, da Giotto a Malevic, da Van Gogh a Duchamp, da Fontana a Gustave Dore, diventa un pre-testo per parlare dell'uomo contemporaneo, delle sue debolezze, delle sue follie. Caparezza come d'abitudine fa tutto lui, scrive testi musica arrangiamenti, ci trascina nella sua caleidoscopica inventiva verbale, quasi un novello Imaginifico (e io lo preferisco al suo illustre predecessore!) che però non si prende mai sul serio fino in fondo.
La mia preferita? "China town" (china da leggersi come "inchiostro di China"), un bellissimo e commosso inno alla scrittura, quella vera e fisica, non mediata dalla tecnologia, che dà voce ai silenzi, che emoziona e fa sentire vivi.
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Sto riascoltando in questi giorni lo strano e sorprendente "Museica".
Non è un colpo di fulmine, necessita di diversi ascolti per essere apprezzato. E soprattutto di una lettura attenta dei testi, che il buon Michele ha opportunamente inserito nella confezione.
Caparezza qui fa un vero capolavoro, lasciando che la sua estrosa inventiva verbale tragga ispirazione da una vera e propria galleria di quadri.
Ogni dipinto, da Giotto a Malevic, da Van Gogh a Duchamp, da Fontana a Gustave Dore, diventa un pre-testo per parlare dell'uomo contemporaneo, delle sue debolezze, delle sue follie. Caparezza come d'abitudine fa tutto lui, scrive testi musica arrangiamenti, ci trascina nella sua caleidoscopica inventiva verbale, quasi un novello Imaginifico (e io lo preferisco al suo illustre predecessore!) che però non si prende mai sul serio fino in fondo.
La mia preferita? "China town" (china da leggersi come "inchiostro di China"), un bellissimo e commosso inno alla scrittura, quella vera e fisica, non mediata dalla tecnologia, che dà voce ai silenzi, che emoziona e fa sentire vivi.
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