IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO DELL'ALLATTAMENTO

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Lella
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IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO DELL'ALLATTAMENTO

Post by Lella »

Nell'altro post sulla depressione post-partum è stato più volte accennato come un allattamento difficile possa in qualche modo influire negativamente sull'umore e sui sentimenti della neo-mamma.
Mi piacerebbe discuterne insieme ai voi, sempre nell'ottica di un confronto che possa aiutare tante mamme in temporanea difficoltà non tanto pratica ma proprio emotiva.
Vi linko qua sotto la mia esperienza che è già stata a suo tempo riportata nel nostro sito.
http://www.noimamme.it/Cucciolandia/Allattamento/Latte-e-parole/
CARPE DIEM
Luvetta

Post by Luvetta »

mi taccio che non ho allattato.

Se invece inciampasse in questo post una donna che non è riuscita, pur volendolo, ad allattare, la stringo forte.
Fa male, ed è ingiusto.
Sei stata incapace di dare da crescere ai tuoi figli.
Una cattiva nutrice.
E per quanto ti dicano "ma no, sei ugualmente una brava madre", non ci credi. E non ci crederai mai.

Ebbeh, è ingiusto, ma è così. Un male in fondo al cuore di mamma. Una piccola carie incurabile. Una macchiolina nel tuo curriculum, alla quale rimedio non c'è.

Se poi invece hai trovato la cura, dimmela ti prego, che sono tre anni che la cerco.
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Gabry
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Post by Gabry »

Io ho tutte e due le esperienze, una negativa e una positiva.
Non ho mai capito se sia dipeso dal carattere delle mie bambine, dal reflusso della prima, dalle troppe visite della prima nascita che mi impedivano di provare tutte le posizioni, dalla mancanza di aiuto pratico in ospedale. oppure chissà doveva andare così. Ma quando ho smesso i tentativi è stato un sollievo per me, per Sofia, per chi mi stava accanto.
La seconda bimba, l'ho partorita in un ospedale dove l'allattamento al seno era fortemente sponsorizzato, dove c'era un infermiera che veniva, spiegava, attaccava, ritornava a vedere e dove il calo fisiologico veniva controllato sì ma non subito attribuito alla mancanza di latte materno.
Una volta giunti a casa, forte del num di telefono dell'infermiera specializzata e del fatto che Sara a detta del pediatra si attaccasse benissimo, ho proseguito con perseveranza.
Non è stato facile perchè soffrendo pure lei di reflusso, mi sentivo staccare il seno a strattoni, ma continuavo perchè avevo in mente le parole dell'allergologa della sorella che mi consigliava di allattare il più possibile per proteggerla dalle allergie.
E poi perchè cresceva a vista d'occhio.
Però non ho mai provato quel piacere incredibile, quella soddisfazione immensa nell'allattare. Lo facevo, era un impegno, era il mio prendermi cura di lei, anche e soprattutto perchè essendo la seconda e dovendomi prendere cura più della sorella in cerca di conferme, la trascuravo lasciandola spesso a sè stessa (niente a che vedere con le stimolazioni avute da sua sorella), per cui allattarla era l'unico momento solo nostro e l'unica cosa che mi faceva sentire meno in colpa del tempo che le "dovevo" per forza di cose sottrarre.
L'unica cosa che mi dispiace è quando la primogenita mi chiede di come fosse quando l'allattavo, le dico una bugia, le racconto quei 20 giorni come se fossero durati un anno come per sua sorella.
"È possibile non commettere nessun errore e perdere lo stesso. Non è una debolezza, è solo la vita." [J. L. Picard]
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