da "la scoperta di Milano" di Guareschi:
Una notte mi sono svegliato di soprassalto: qualcosa mi impediva di respirare. Dopo qualche istante di riflessione, ho compreso che non avrei potuto mai riattivare le mie funzioni respiratorie se non avessi tolto dalla mia bocca, il piedino sinistro del nostro mascalzoncello.
Compiuta l'estrazione, ho tentato, invano, di riprendere il sonno interrotto. Mi sono inutilmente rigirato fra le lenzuola.
La stanza era perfettamente buia: le finestre non lasciavano passare un filo di luce.
Ho cominciato a fissare il buio. E, a un tratto, ho visto.
Davanti a me, come se si fosse accessa improvvisamente una pubblicita' luminosa al neon, stava un enorme poppatoio pieno di latte candido. Poi il poppatoio e' svanito con pregevole dissolvenza ed e' apparso un grande biscotto.
Non c'era da equivocare: il mio bambino sognava ed io vedevo i suoi sogni.
Trattenendo il respiro, ho spalancato i miei occhi rotondi per non perdere neppure un fotogramma.
Il biscotto non ha durato molto: qualche secondo. Si vede che non aveva fame, il bambino. Dopo il biscotto e' nato nel buio un cavallo bianco con 10 o 12 gambe e 6 o 7 code, poi la vestaglia a fiori dell'autrice del mio matrimonio. I fiori si muovevano facendo uno strano girotondo.
Poi e' entrato in campo uno strano arnese irto di piccole braccia che picchiavano pugni su una finestra bianca; uno strano arnese con centinaia di occhi rotondi. La finestra con l'impannata bianca non stava ferma a pigliarsi i pugni, ma cercava di scappare.
la mia macchina per scrivere.
A questo punto, e' scoppiato un incendio: una grande vampa seguita da una nube di fumo bianco, una nube fluttuante che aumentava e diminuiva di intensita'.
Ogni tanto appariva un occhietto rosso che si apriva e si chiudeva.
Svanita la visione, ecco alzarsi sull'orizzonte qualcosa di enorme, di roseo e di pauroso. Un'unghia, un dito, un altro dito, un altro e un altro ancora.
Con una veloce carrellata, il primo piano e' diventato un primissimo piano: cinque dita, quattro, tre, due, una, unghia, particolare dell'unghia....
Il bricconcello sognava di mettersi un piedino in bocca. neanche durante il sonno, sa stare in societa'.
Poi e' arrivato un dirigibile lucido color nocciola; si e' avvicinato fino a diventare enorme per poi abbassarsi e sparire rapidamente. Il succhiotto era naufragato nella piccola bocca rosa.
Ho visto una enorme chiave luccicante, poi una specie di colossale stendardo a righe bianche e blu, poi un altro a righe nere e rosse, poi un terzo verde a pallini bianchi, poi un quarto nero a fiorellini gialli.
Accidenti! ecco perche' mi debbo arrabbiare ogni volta che voglio vestirmi come si deve! perbacco! non si danno le migliori cravatte di un padre di famiglia in mano a un bambino!
Il campo e' rimasto nero per un po', quindi e' passato, svelto svelto, un angelo bianco con le ali azzurre. Ha preso quota e si e' dileguato. Dopo e' cominciata la serie dei primi piani della dolce signora che mi rese padre. L'ho vista in tutte le espressioni: seria, piangente, sorridente, triste, lieta, contenta e malcontenta.
Accidenti, com'era fotogenica! Mai vista una bellezza simile. La serie e' terminata col primissimo piano d'un occhio luccicante nel quale si rifletteva il viso del mio mascalzoncello. Il vanitosetto si specchiava nell'occhio di sua madre.
Ho atteso con ansia. E' passato un gatto con quindici occhi gialli, grandi cosi' Poi e' apparso un enorme bottone per colletto.
E via via, con una lenta carrellata indietro, un colletto non perfettamente pulito, una collinetta rugosa, una specie di cespuglio fitto di sterpi nerastri e pungenti.
La visione si e' fatta tremolante e sempre piu' confusa, come quando, al cinema, piove sull'obiettivo della macchina da presa. Sognava di pungersi con la mia dannata barba e piangeva.
****
Parenti, che cosa volete he possa fare una creatura che vede il mondo cosi'?
L'ingegnere? l'idraulico? il commerciante?
il poeta, al massimo.
Non si puo' ipotecare l'avvenire di un mascalzoncello cosi': non si puo' dire, guardando un bambinello che si mette un piedino in bocca: "ha disposizione per i piedi: fara' il commerciante di calzature"
Io non so cosa diventera' il mio mascalzoncello, l'unica cosa che posso dire sin d'ora e' che il piccolo personaggio ha gia' un carattere.
Cosa puo' fare una creature che vede il mondo cosi'?
Moderator: Paola
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arancina
ho voluto copiarvi questo passaggio del libro di guareschi, perche' penso che e' con questi stessi occhi che dobbiamo vedere i nostri piccoli.
Spesso sento discussioni su cosa sara' da grande Maya o Ruggero o persino Chiara (che gia' grande lo e' ma ancora non puo' conoscere la sua strada).
I bambini sono bambini appunto... sognano come i poeti o come i pittori: vedono un mondo fatto di mongolfiere con i colori della cravatta di papa' e vedono i loro angioletti a fargli compagnia.
Inoltre sognano la loro mamma e la vedono sempre: sia quando e' felice che quando e' infelice.
E' da ieri che penso a questo passaggio: loro ci osservano, imparano da noi...
Mi sento immensamente felice di aver avuto la fortuna di partecipare a questo miracolo....
Spesso sento discussioni su cosa sara' da grande Maya o Ruggero o persino Chiara (che gia' grande lo e' ma ancora non puo' conoscere la sua strada).
I bambini sono bambini appunto... sognano come i poeti o come i pittori: vedono un mondo fatto di mongolfiere con i colori della cravatta di papa' e vedono i loro angioletti a fargli compagnia.
Inoltre sognano la loro mamma e la vedono sempre: sia quando e' felice che quando e' infelice.
E' da ieri che penso a questo passaggio: loro ci osservano, imparano da noi...
Mi sento immensamente felice di aver avuto la fortuna di partecipare a questo miracolo....