è una discussione che ho con mia suocera e mi chiedevo cosa ne pensate.
Lei a France è stata tanto tanto dietro, gli controllava tutti i compiti non lo faceva muovere se non sapeva la lezione, lo puniva se arrivavano voti brutti, gli faceva fare ripetizioni su ripetizioni.
I risultati non sono stati poi così buoni.
In seconda superiore è stato bocciato in terza ha lasciato la scuola e ha poi finito in una scuola privata.
Lui dice candidamente che odiava la scuola, odiava la costrizione continua, il fatto di essere arrivato ad avere i giorni da mattina a sera pieni fra ripetizioni compiti e studio.
La zia di France (che è molto più giovane di mia suocera) ha un figlio di prima superiore.
Mia suocera racconta (con orgoglio) che da quando lui va a scuola lo ha sempre seguito tantissimo per i compiti agosto o dicembre che fosse e che non lo ha mai mandato a scuola con un compito non finito.
tutto molto bello, ma anche lui odia la scuola e quest'anno il primo quadrimestre andava male (il secondo meglio ma sempre sotto costrizione).
Io non amo questi metodi, sono più dell'idea che si debba seguire sì ma rimanendo di lato e responsabilizzando.
Un compito non fatto e un rimprovero della maestra non sono un dramma e una vergogna per il genitore.
Aiutano invece il bambino a capire che se non fai i compiti fa LUI brutta figura a scuola e idem se non sa la lezione.
Ma questo sono convinta che si impari più facilmente da piccoli, se si aspetta che un bimbo si responsabilizzi all'improvviso quando non si è più in grado di seguirlo è tardi.
I miei mi seguivano ma senza insistere e senza minacciare, se un compito non lo facevo pace, era affare mio (e quando è successo ci sono stata male e ho imparato)
Voi che linea seguite? (o pensate di seguire) pensate che per arrivare al diploma si debbano costringere i figli e soprattutto è possibile costringerli fino in quinta? :mumble:
come seguire i figli a scuola.
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- lenina
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come seguire i figli a scuola.
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Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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TataGisella
sono pienamente d'accordo con te e non credo proprio che sia utile costringere i bambini o i ragazzi a studiare.lenina wrote:è una discussione che ho con mia suocera e mi chiedevo cosa ne pensate.
Lei a France è stata tanto tanto dietro, gli controllava tutti i compiti non lo faceva muovere se non sapeva la lezione, lo puniva se arrivavano voti brutti, gli faceva fare ripetizioni su ripetizioni.
I risultati non sono stati poi così buoni.
In seconda superiore è stato bocciato in terza ha lasciato la scuola e ha poi finito in una scuola privata.
Lui dice candidamente che odiava la scuola, odiava la costrizione continua, il fatto di essere arrivato ad avere i giorni da mattina a sera pieni fra ripetizioni compiti e studio.
La zia di France (che è molto più giovane di mia suocera) ha un figlio di prima superiore.
Mia suocera racconta (con orgoglio) che da quando lui va a scuola lo ha sempre seguito tantissimo per i compiti agosto o dicembre che fosse e che non lo ha mai mandato a scuola con un compito non finito.
tutto molto bello, ma anche lui odia la scuola e quest'anno il primo quadrimestre andava male (il secondo meglio ma sempre sotto costrizione).
Io non amo questi metodi, sono più dell'idea che si debba seguire sì ma rimanendo di lato e responsabilizzando.
Un compito non fatto e un rimprovero della maestra non sono un dramma e una vergogna per il genitore.
Aiutano invece il bambino a capire che se non fai i compiti fa LUI brutta figura a scuola e idem se non sa la lezione.
Ma questo sono convinta che si impari più facilmente da piccoli, se si aspetta che un bimbo si responsabilizzi all'improvviso quando non si è più in grado di seguirlo è tardi.
I miei mi seguivano ma senza insistere e senza minacciare, se un compito non lo facevo pace, era affare mio (e quando è successo ci sono stata male e ho imparato)
Voi che linea seguite? (o pensate di seguire) pensate che per arrivare al diploma si debbano costringere i figli e soprattutto è possibile costringerli fino in quinta? :mumble:
dovremmo dargli quello che spesso a scuola si perde o non viene dato loro, ossia un metodo, sia per capire cosa gli piace e per capire come studiare meglio.
sarebbe nostro compito "passargli" l'amore o almeno il piacere di quello che stanno studiando, ovviamente senza costringerli...una cosa fatta per forza non è mai fatta con piacere.
e secondo me ogni apprendimento, dalle prime parole fino alla tesi di laurea, deve rientrare in una dinamica di piacere e di piacevolezza.