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come seguire i figli a scuola.

Posted: Fri Jun 05, 2009 9:04 pm
by lenina
è una discussione che ho con mia suocera e mi chiedevo cosa ne pensate.

Lei a France è stata tanto tanto dietro, gli controllava tutti i compiti non lo faceva muovere se non sapeva la lezione, lo puniva se arrivavano voti brutti, gli faceva fare ripetizioni su ripetizioni.
I risultati non sono stati poi così buoni.
In seconda superiore è stato bocciato in terza ha lasciato la scuola e ha poi finito in una scuola privata.

Lui dice candidamente che odiava la scuola, odiava la costrizione continua, il fatto di essere arrivato ad avere i giorni da mattina a sera pieni fra ripetizioni compiti e studio.

La zia di France (che è molto più giovane di mia suocera) ha un figlio di prima superiore.

Mia suocera racconta (con orgoglio) che da quando lui va a scuola lo ha sempre seguito tantissimo per i compiti agosto o dicembre che fosse e che non lo ha mai mandato a scuola con un compito non finito.

tutto molto bello, ma anche lui odia la scuola e quest'anno il primo quadrimestre andava male (il secondo meglio ma sempre sotto costrizione).

Io non amo questi metodi, sono più dell'idea che si debba seguire sì ma rimanendo di lato e responsabilizzando.

Un compito non fatto e un rimprovero della maestra non sono un dramma e una vergogna per il genitore.
Aiutano invece il bambino a capire che se non fai i compiti fa LUI brutta figura a scuola e idem se non sa la lezione.

Ma questo sono convinta che si impari più facilmente da piccoli, se si aspetta che un bimbo si responsabilizzi all'improvviso quando non si è più in grado di seguirlo è tardi.

I miei mi seguivano ma senza insistere e senza minacciare, se un compito non lo facevo pace, era affare mio (e quando è successo ci sono stata male e ho imparato)

Voi che linea seguite? (o pensate di seguire) pensate che per arrivare al diploma si debbano costringere i figli e soprattutto è possibile costringerli fino in quinta? :mumble:

Posted: Fri Jun 05, 2009 9:12 pm
by chiaretta_1974
io la seconda, lenina. ho subìto la prima...mai più!

Posted: Fri Jun 05, 2009 9:12 pm
by TataGisella
lenina wrote:è una discussione che ho con mia suocera e mi chiedevo cosa ne pensate.

Lei a France è stata tanto tanto dietro, gli controllava tutti i compiti non lo faceva muovere se non sapeva la lezione, lo puniva se arrivavano voti brutti, gli faceva fare ripetizioni su ripetizioni.
I risultati non sono stati poi così buoni.
In seconda superiore è stato bocciato in terza ha lasciato la scuola e ha poi finito in una scuola privata.

Lui dice candidamente che odiava la scuola, odiava la costrizione continua, il fatto di essere arrivato ad avere i giorni da mattina a sera pieni fra ripetizioni compiti e studio.

La zia di France (che è molto più giovane di mia suocera) ha un figlio di prima superiore.

Mia suocera racconta (con orgoglio) che da quando lui va a scuola lo ha sempre seguito tantissimo per i compiti agosto o dicembre che fosse e che non lo ha mai mandato a scuola con un compito non finito.

tutto molto bello, ma anche lui odia la scuola e quest'anno il primo quadrimestre andava male (il secondo meglio ma sempre sotto costrizione).

Io non amo questi metodi, sono più dell'idea che si debba seguire sì ma rimanendo di lato e responsabilizzando.

Un compito non fatto e un rimprovero della maestra non sono un dramma e una vergogna per il genitore.
Aiutano invece il bambino a capire che se non fai i compiti fa LUI brutta figura a scuola e idem se non sa la lezione.

Ma questo sono convinta che si impari più facilmente da piccoli, se si aspetta che un bimbo si responsabilizzi all'improvviso quando non si è più in grado di seguirlo è tardi.

I miei mi seguivano ma senza insistere e senza minacciare, se un compito non lo facevo pace, era affare mio (e quando è successo ci sono stata male e ho imparato)

Voi che linea seguite? (o pensate di seguire) pensate che per arrivare al diploma si debbano costringere i figli e soprattutto è possibile costringerli fino in quinta? :mumble:
sono pienamente d'accordo con te e non credo proprio che sia utile costringere i bambini o i ragazzi a studiare.

dovremmo dargli quello che spesso a scuola si perde o non viene dato loro, ossia un metodo, sia per capire cosa gli piace e per capire come studiare meglio.
sarebbe nostro compito "passargli" l'amore o almeno il piacere di quello che stanno studiando, ovviamente senza costringerli...una cosa fatta per forza non è mai fatta con piacere.
e secondo me ogni apprendimento, dalle prime parole fino alla tesi di laurea, deve rientrare in una dinamica di piacere e di piacevolezza.