Ghiacciolino
Posted: Fri Jun 26, 2009 9:58 am
Mi è venuto in mente sul topic del far del male per sbaglio ai bimbi.
Io sono sempre stata una persona emotiva, empatica, ma al contempo anche molto fredda e "curiosa".
Per la questione della freddezza, per esempio, una decina d'anni fa abbiamo fatto un incidente in macchina, con degli amici. Una moto ci ha preso in pieno lato della macchina mentre attraversavamo la strada. Il motociclista è stato sbalzato per parecchi metri, ci è volato sopra e si è spiaccicato (senza conseguenze gravi, per fortuna) più avanti. Nel tempo che gli amici si sono accorti del fatto e hanno cominciato a dire "Oddio, e adesso", io ero già fianco a lui col telefono in mano a chiamare l'ambulanza. Solo dopo mezz'ora circa, ho cominciato a sentire le gambe tremare, ma fino a quando c'è stato bisogno di essere "attivi", lo sono stata.
Questo mi capita in tutti i momenti "critici".
Quando Marco è stato morso ad un pollice dal nostro cane perché aveva cercato di togliergli una cosa di bocca, lui a momenti sveniva, ma più dall'impressione che dal male. Io l'ho mandato in bagno a disinfettarsi, senza capire cosa ci fosse di tanto impressionante. Alla fine, ho dovuto fare io. E mi sono accorta che gli si era staccato un pezzo di unghia. Ecco, la mia "curiosità" qui ha fatto il resto. Volevo capire com'era successo, se si sarebbe staccata, come sarebbe ricresciuta, quanto gli faceva male... la vedevo come una cosa degna di interesse.
Quando mi hanno operato per togliere le tonsille a 19 anni, ho chiesto che mi facessero l'anestesia locale per poter vedere con uno specchio quel che facevano. Mi han detto che non era possibile. Mi sono accontentata di portare a casa le tonsille come "ricordo".
Ecco, mi chiedevo come sarei potuta diventare da mamma.
E mi rendo conto che, per il momento, non sono cambiato per nulla.
Quando Arianna sbatte da qualche parte, o il gatto la graffia per sbaglio giocando, o altro, le dò qualche coccolina dicendole che non è successo nulla, che fa male solo un attimo, e sono davvero calmissima. E lei si calma immediatamente.
Quando abbiamo fatto i vaccini, non ero preoccupata. Il mio dispiacere più grande è stato che si fosse addormentata appena prima, e così si era innervosita un po'. Ma non mi ha fatto impressione vedere le due punture, e anzi ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo, come l'avremmo tenuta, come avrebbe reagito.
Mi agito molto di più nelle cose "ipotetiche". Marco non mi chiama se è in ritardo dal lavoro? "Oddio, avrà fatto un incidente".
Ma se poi succedesse davvero, non mi impanicherei.
Lo so perché E' successo che mi ha chiamato dopo un incidente. Tanto che non gli ho neanche chiesto come stava... ma solo che lo accompagnavo in ospedale, non c'era problema.
Quando tutto si è sistemato dopo qualche ora, son crollata a piangere.
Voi come siete? Vi agitate, vi impressionate, tanto più sui figli?
Io certe volte mi sento "strana", come se non fosse normale essere così. Però mi accorgo che è un grande aiuto nei momenti difficili, e quindi sono contenta di esserlo.
Io sono sempre stata una persona emotiva, empatica, ma al contempo anche molto fredda e "curiosa".
Per la questione della freddezza, per esempio, una decina d'anni fa abbiamo fatto un incidente in macchina, con degli amici. Una moto ci ha preso in pieno lato della macchina mentre attraversavamo la strada. Il motociclista è stato sbalzato per parecchi metri, ci è volato sopra e si è spiaccicato (senza conseguenze gravi, per fortuna) più avanti. Nel tempo che gli amici si sono accorti del fatto e hanno cominciato a dire "Oddio, e adesso", io ero già fianco a lui col telefono in mano a chiamare l'ambulanza. Solo dopo mezz'ora circa, ho cominciato a sentire le gambe tremare, ma fino a quando c'è stato bisogno di essere "attivi", lo sono stata.
Questo mi capita in tutti i momenti "critici".
Quando Marco è stato morso ad un pollice dal nostro cane perché aveva cercato di togliergli una cosa di bocca, lui a momenti sveniva, ma più dall'impressione che dal male. Io l'ho mandato in bagno a disinfettarsi, senza capire cosa ci fosse di tanto impressionante. Alla fine, ho dovuto fare io. E mi sono accorta che gli si era staccato un pezzo di unghia. Ecco, la mia "curiosità" qui ha fatto il resto. Volevo capire com'era successo, se si sarebbe staccata, come sarebbe ricresciuta, quanto gli faceva male... la vedevo come una cosa degna di interesse.
Quando mi hanno operato per togliere le tonsille a 19 anni, ho chiesto che mi facessero l'anestesia locale per poter vedere con uno specchio quel che facevano. Mi han detto che non era possibile. Mi sono accontentata di portare a casa le tonsille come "ricordo".
Ecco, mi chiedevo come sarei potuta diventare da mamma.
E mi rendo conto che, per il momento, non sono cambiato per nulla.
Quando Arianna sbatte da qualche parte, o il gatto la graffia per sbaglio giocando, o altro, le dò qualche coccolina dicendole che non è successo nulla, che fa male solo un attimo, e sono davvero calmissima. E lei si calma immediatamente.
Quando abbiamo fatto i vaccini, non ero preoccupata. Il mio dispiacere più grande è stato che si fosse addormentata appena prima, e così si era innervosita un po'. Ma non mi ha fatto impressione vedere le due punture, e anzi ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo, come l'avremmo tenuta, come avrebbe reagito.
Mi agito molto di più nelle cose "ipotetiche". Marco non mi chiama se è in ritardo dal lavoro? "Oddio, avrà fatto un incidente".
Ma se poi succedesse davvero, non mi impanicherei.
Lo so perché E' successo che mi ha chiamato dopo un incidente. Tanto che non gli ho neanche chiesto come stava... ma solo che lo accompagnavo in ospedale, non c'era problema.
Quando tutto si è sistemato dopo qualche ora, son crollata a piangere.
Voi come siete? Vi agitate, vi impressionate, tanto più sui figli?
Io certe volte mi sento "strana", come se non fosse normale essere così. Però mi accorgo che è un grande aiuto nei momenti difficili, e quindi sono contenta di esserlo.