Dipendenza
Posted: Thu Oct 22, 2009 1:50 pm
Vado a letto molto presto. Si cena tutti e tre insieme alle 19.30 puntuali, bagnetto e alle 21 siamo già a letto.
Io e lei.
Stanza semibuia, tv accesa, un buon libro al mio fianco e lei, che succhia serena e addormentata dal mio seno.
E ieri sera ho avuto un pensiero.
Non è tanto lei, questo piccolo essere, a dipendere da me.
Sono IO che dipendo da LEI.
Mi aggrappo a lei come edera su un muro.
E' la stampella dell'ammalato.
Chi lo sa, se riesco a spiegare.
Perchè devo spiegare una sensazione forte che mi è arrivata al cuore e alla pancia ieri sera.
E non è facile.
E' come se fosse lei la mia forza, e non io la sua. Eppure...eppure sono io la madre. Eppure sono io la donna adulta (tzè). Eppure sono io che devo garantirle il benessero psico-fisico.
Invece no..mi accorgo che spesso mi aggrappo al suo odore per essere serena. Che la tocco per sentire che non sono sola. Che cerco il suo sguardo se sono triste.
E' lei la mia medicina.
E tempo, poi, di non riuscire a darle la giusta stabilità. Non è il genitore che deve cercare l'appoggio del figlio, ma il contrario.
O no?
Non lo so, è una cosa pensata tra le coltri di un letto caldo. E ieri sera aveva senso. Adesso non più tanto.
O forse è semplicemente la normalità di provare un amore sconfinato ed inspiegabile.
O forse semplicemente è che non mi ero mai aggrappata a nessuno, nemmeno ad un uomo.
Io mi auto-gestivo.
Nel bene e nel male.
E adesso, un suo sorriso, mi manda in paradiso.
Un suo pianto, mi fa sprofondare il cuore.
Come se a piangere fossi io.
Sono passati 8 mesi e mezzo ma ancora alcune cose non le capisco....non le comprendo fino in fondo.
Io e lei.
Stanza semibuia, tv accesa, un buon libro al mio fianco e lei, che succhia serena e addormentata dal mio seno.
E ieri sera ho avuto un pensiero.
Non è tanto lei, questo piccolo essere, a dipendere da me.
Sono IO che dipendo da LEI.
Mi aggrappo a lei come edera su un muro.
E' la stampella dell'ammalato.
Chi lo sa, se riesco a spiegare.
Perchè devo spiegare una sensazione forte che mi è arrivata al cuore e alla pancia ieri sera.
E non è facile.
E' come se fosse lei la mia forza, e non io la sua. Eppure...eppure sono io la madre. Eppure sono io la donna adulta (tzè). Eppure sono io che devo garantirle il benessero psico-fisico.
Invece no..mi accorgo che spesso mi aggrappo al suo odore per essere serena. Che la tocco per sentire che non sono sola. Che cerco il suo sguardo se sono triste.
E' lei la mia medicina.
E tempo, poi, di non riuscire a darle la giusta stabilità. Non è il genitore che deve cercare l'appoggio del figlio, ma il contrario.
O no?
Non lo so, è una cosa pensata tra le coltri di un letto caldo. E ieri sera aveva senso. Adesso non più tanto.
O forse è semplicemente la normalità di provare un amore sconfinato ed inspiegabile.
O forse semplicemente è che non mi ero mai aggrappata a nessuno, nemmeno ad un uomo.
Io mi auto-gestivo.
Nel bene e nel male.
E adesso, un suo sorriso, mi manda in paradiso.
Un suo pianto, mi fa sprofondare il cuore.
Come se a piangere fossi io.
Sono passati 8 mesi e mezzo ma ancora alcune cose non le capisco....non le comprendo fino in fondo.