Il mio attimo fuggente
Posted: Wed Dec 30, 2009 2:24 pm
Ieri sera ho riguardato uno dei miei film preferiti, quelli che rimangono per sempre impressi nel cuore e nella mente: "L’attimo fuggente", come la prima volta che lo vidi, credo nel lontano 1990, anche questa volta la reazione e’ stata la medesima, stessa intensita’, stesso stato d’animo: ripromessa di cogliere l’attimo, voglia di realizzare qualcosa e non morire senza averlo fatto, nella prima parte del fil; pianto disperato e angoscia nella parte intermedia; pensieri, riflessioni, spunti di autoanalisi della parte finale. Cambiava solo una cosa fondamentale e non trascurabile: la mia eta’. Quando lo vidi la prima volta avevo 18 anni, un destino segnato, come quello di Niel: un padre ai miei occhi dispotico e padrone, ambizioni personali diverse da quelle che mi erano state attribuite dalla volonta’ altrui, incapacita’ di comunicare con i miei genitori, tanti sogni, tanti progetti. Alla morte del pratogonista, un barlume di pazzia nella mia mente di adolescente inquieta, introspettiva, sofferente: e se quella fosse la strada giusta? Se per evitare un destino non voluto bastasse premere un grilletto? Quante volte questi pensiero si annidiano nella testa di un ragazzo? E quanti purtroppo vanno oltre quell’oscillazione interiore e concretizzano quell’insano progetto senza poter immaginare che la vita cambia, i desideri e i sogni anche ? Ieri l’ho visto da donna matura, sposata, con due figli, un lavoro, meno grilli per la testa, meno sogni, piu’ concretezze, meno introspettivita’ e ho pensato come tutto quello che a 18 anni mi appariva catastrofico, senza via d’uscita, senza speranza poi si e’ disciolto in una realta’, forse banale, piatta, ma piena: di vita, di sentimenti, di amore, di soddisfazione. Forse mi sono piegata troppo alla volonta’ di figure autorevoli e severe, forse non ho preso la strada che piu’ si confaceva a me e alle mie attitudini, ma posso dire ugualmente di essere soddisfatta, di quello che ho fatto e di quello che sono e di ringraziare il signore per i doni che mi ha fatto, per il cammino che mi ha concesso di fare fino a qui, certo non facile, pieno di ostacoli e accadimenti troppo spesso infelici, ma a meta’ del mia strada ci sono arriva e ho ancora un pezzo da fare, il piu’ importante: lasciare il segno nella vita dei miei figli, aiutandoli a crescere e superare gli ostacoli che troveranno. Sperando di essergli vicina nel migliore dei modi, nell’adolescenza e augurandogli di viverla nella maniera piu’ spensierata e serena possibile, permettendo loro di coltivare tutti i loro sogni e di avere dalla vita tutto cio’ che vogliono.
Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. »
(John Keating)
Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. »
(John Keating)