Dolore durante la poppata, divieto di caffè e tè, stop all’allattamento in caso di influenza o di nuova gravidanza. Sono solo alcune delle convinzioni che circolano tra le neomamme e che, spesso, generano dubbi e ansie. A fare chiarezza è Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno, che in un’intervista a AgenSalute ha sfatato dieci falsi miti sull’allattamento.
L’allattamento, ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è solo nutrizione: è un investimento di salute a lungo termine per il bambino e per la mamma. Protegge dai rischi di sovrappeso, obesità e patologie croniche, favorisce lo sviluppo cognitivo e riduce il rischio di tumore al seno e ovarico, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari nella donna. Eppure, pregiudizi e luoghi comuni possono condizionare le scelte delle mamme. Ecco cosa c’è di vero.
1. Il dolore durante la poppata è normale?
No. Un lieve fastidio iniziale può capitare, ma se il dolore persiste non va tollerato: indica un attacco o un posizionamento errato. Con i giusti accorgimenti e il supporto di un professionista (ostetrica, consulente in allattamento) si risolve rapidamente. Sopportare il dolore non è mai una buona strategia.
2. Bisogna lavare il seno prima di allattare?
Non è necessario. Il seno produce una sostanza che richiama e guida il bambino, ricca di batteri “amici” che favoriscono la formazione del sistema immunitario. Il bambino riconosce l’odore della mamma e questo legame è prezioso. L’igiene quotidiana è sufficiente.
3. La mamma deve modificare la propria alimentazione per cambiare il sapore del latte?
Gli alimenti consumati dalla mamma possono modificare il gusto del latte già dopo un paio d’ore, ma non per questo è necessario eliminare alcuni cibi o cambiare le proprie abitudini. «La familiarità con i diversi sapori inizia già in gravidanza, attraverso il liquido amniotico, e continua durante l’allattamento: una dieta varia consente al bambino di sperimentare gusti diversi e di familiarizzare con quelli che ritroverà con l’introduzione degli alimenti complementari», spiega Grassi. Quindi, via libera a una dieta equilibrata e varia, senza inutili restrizioni.
4. La birra aumenta la produzione di latte?
Falso. La birra non aumenta la produzione di latte e, insieme a tutte le bevande alcoliche, va evitata. L’alcol può compromettere lo sviluppo neurologico e la crescita del bambino. Meglio idratarsi con acqua.
5. Caffè e tè sono vietati?
No, caffè e tè possono essere consumati anche durante l’allattamento, prestando attenzione alle quantità. Un consumo elevato può avere effetti eccitanti sul bambino. Quindi, una tazzina di caffè al giorno non è un problema, ma è meglio non eccedere.
6. Se la mamma è malata deve interrompere l’allattamento?
Salvo casi particolari, con infezioni stagionali (raffreddore, influenza) si può continuare ad allattare. Basta seguire semplici regole igieniche, come lavarsi spesso le mani e indossare la mascherina in presenza di sintomi respiratori. Il latte materno contiene anticorpi utili al bambino.
7. L’attività fisica è incompatibile con l’allattamento?
Lo sport favorisce la produzione di endorfine, che aiutano ad alleviare dolore e stress. È però opportuno evitare sforzi eccessivi e aumentare gradualmente frequenza e intensità degli allenamenti. Idratarsi adeguatamente durante l’attività, perché aumenta la sudorazione e quindi il fabbisogno di liquidi.
8. Latte in polvere e scarsità di latte: facciamo chiarezza
L’uso occasionale di latte in polvere non preclude l’allattamento: per preservare la lattazione basta offrire il seno frequentemente. Allo stesso modo, il timore di non produrre abbastanza latte è smentito dalla fisiologia: la produzione risponde alla legge della domanda e dell’offerta, aumentando quanto più il neonato succhia e il seno si svuota. Un supporto esperto e l’aiuto familiare sono decisivi. Se hai dubbi, rivolgiti a un’ostetrica o a un consulente in allattamento: l’appello delle ostetriche per un sostegno alle mamme anche a casa dopo il parto è un segnale importante.
9. Durante l’allattamento non è possibile assumere farmaci?
Falso. L’interruzione dell’allattamento per l’assunzione di medicinali è necessaria solo in rare circostanze. Nella maggior parte dei casi, informando il medico, è possibile scegliere un farmaco compatibile o adattare orari e dosaggi per proseguire in totale sicurezza. Non sospendere mai l’allattamento di tua iniziativa: parla con il tuo medico.
10. Sono di nuovo incinta, devo smettere di allattare?
«Una nuova gravidanza non rende necessario interrompere l’allattamento. Le vecchie convinzioni secondo cui proseguirlo potrebbe danneggiare il feto, privare la madre delle risorse nutrizionali necessarie o compromettere la qualità del latte non trovano conferma nelle evidenze scientifiche», conclude Grassi. Ogni situazione va comunque valutata con il proprio medico.
Un sostegno concreto per le mamme
L’allattamento è un percorso che merita di essere sostenuto, rispettando sempre le scelte della donna. Come sottolineato anche in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento 2026, iniziative di informazione e confronto aiutano a combattere i falsi miti e a diffondere una cultura dell’allattamento basata su evidenze scientifiche. Se hai dubbi, non isolarti: parlane con la tua ostetrica, il pediatra o i gruppi di sostegno. Le fake news si combattono con l’informazione e la vicinanza.
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