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Caterina Murino: «Si può essere mamme anche senza aver partorito». La sua storia dopo 8 anni di tentativi

«Si può essere mamme, donne, esseri umani, anche senza aver partorito un bambino». Caterina Murino ha pronunciato questa frase sul palco de Il Tempo delle Donne 2026, e in poche parole ha aperto una porta su un tema che tocca tantissime persone: cosa significa davvero essere madre. L’attrice sarda ha raccontato il suo percorso verso la maternità, arrivata a 47 anni con il piccolo Demetrio Tancredi, dopo otto anni di tentativi e due gravidanze perse. Una storia che ha commosso il pubblico e che lei stessa ha definito, senza giri di parole, «una lotta lunga».

Otto anni, due perdite e una diagnosi arrivata tardi

Il percorso di Murino non è stato lineare. Per anni i medici non riuscivano a individuare la causa delle difficoltà: terapie ormonali su terapie ormonali, senza una risposta chiara. Poi il cambio di specialista e la scoperta di una sinechia, una condizione in cui l’utero risulta in qualche modo «incollato». È stato quel passaggio a cambiare le cose: alla prima PMA, la procreazione medicalmente assistita, è rimasta incinta.

La sua storia racconta qualcosa che molte donne conoscono bene: la sensazione di fare tutto «come si deve» senza ottenere risultati, il susseguirsi di esami e tentativi, il peso psicologico di mesi e anni che passano. Non è una storia di ricette miracolose, ma di diagnosi corrette e di fiducia ritrovata in un percorso medico diverso.

Mamma a 47 anni: cosa significa davvero

Caterina Murino è rimasta incinta a 47 anni e ha partorito sempre a 47, spegnendo 48 candeline appena quindici giorni dopo. Ha raccontato di aver vissuto una gravidanza serena, senza diabete né altre complicazioni, e di aver scelto il parto naturale per una ragione molto pratica: doveva tornare a teatro, tra gli impegni con Goldoni che non le concedeva una lunga convalescenza.

È importante dirlo con chiarezza: la sua esperienza è la sua, e non va letta come una regola. Dopo i 35 anni la gravidanza viene considerata «in età materna avanzata» e richiede di norma un monitoraggio più attento, con controlli e screening concordati con il proprio ginecologo. Ogni percorso è diverso, e le scelte vanno sempre costruite con chi ti segue, senza confronti con storie altrui.

Sul tema dell’età e dei tempi della maternità, del resto, il dibattito tra mamme giovani e mamme mature è più vivo che mai, fatto di aspettative, pressioni sociali e desideri molto personali.

«Prima di Demetrio sono stati i miei gatti»

Uno dei passaggi più intensi del suo intervento riguarda la cura. Prima di diventare madre, Murino ha accudito quattro gatti, che continua a chiamare «figli». Da lì nasce la sua convinzione più profonda: la maternità non passa soltanto dal parto, ma dal prendersi cura di un altro essere vivente, ogni giorno, con costanza.

È un pensiero che parla anche a chi è diventata mamma attraverso l’adozione, l’affido o una famiglia allargata, e a chi sta ancora cercando un figlio. In tutti questi casi il punto non è la biologia, ma la relazione: la presenza, l’ascolto, la fatica e la gioia di esserci.

«Il dopo parto è uno tsunami mostruoso»

Murino non ha addolcito il racconto del post partum. Lo ha definito «uno tsunami mostruoso» che travolge l’intera famiglia: sbalzi d’umore, ormoni, stanchezza profonda e, a volte, litigi con il compagno che prima non c’erano.

Da qui il suo appello, ripetuto con forza: «Non lasciate mai una donna da sola appena partorito». Perché il sostegno concreto, nelle prime settimane, vale più di mille consigli.

Come aiutare davvero una neomamma

  • Porta il cibo, non le domande. Un pasto pronto, una spesa fatta, un dolce lasciato sul tavolo: gesti semplici che tolgono un pensiero.
  • Offri un aiuto specifico. «Posso tenere il bambino un’ora mentre ti fai la doccia?» è più utile di un generico «se hai bisogno chiama».
  • Non giudicare. Allattamento, sonno, ordine in casa: ogni famiglia trova il proprio equilibrio con i suoi tempi.
  • Fai sentire la tua presenza anche a distanza. Un messaggio, una chiamata, una visita breve e annunciata fanno compagnia senza pesare.
  • Tieni d’occhio il suo umore. Se la tristezza, l’ansia o l’irritabilità durano e diventano difficili da gestire, è importante parlarne con il medico o con il consultorio: chiedere aiuto non è un fallimento.

Demetrio, «il bambino più calmo del mondo»

Oggi la vita di Caterina Murino è fatta anche di tournée e palcoscenici, ma con un passeggero speciale. Demetrio, racconta, è sereno fin dai primi giorni: «il bambino più calmo del mondo», «un angelo che mi è cascato dal cielo», che quasi sempre dorme dodici ore la notte. Con lei ha viaggiato tantissimo: il primo treno a un mese e mezzo, e a un anno «forse una quarantina di voli», tra città e teatri italiani.

Il suo augurio finale alle donne che stanno ancora aspettando un figlio è una frase semplice e potente: «Date, donate, amore, amore, amore incessantemente». Parole che, al di là di ogni percorso, ricordano una cosa importante: nessuna donna dovrebbe attraversare l’attesa, la perdita o il post partum sentendosi sola.

E tu cosa pensi delle parole di Caterina Murino sulla maternità e sul sostegno alle neomamme?

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