Nel disegno di legge di bilancio 2027-2029 compare un voucher sperimentale per i genitori lavoratori autonomi: fino a 500 euro al mese per baby-sitting o retta del nido, per un massimo di tre mesi, in alternativa al congedo parentale. Lo ricostruiscono Il Sole 24 Ore (3/11/2026), Panorama (5/11/2026) e La Legge per Tutti (6/11/2026). È un’ipotesi di manovra: il testo deve ancora passare in Parlamento e molti dettagli arriveranno con il decreto attuativo.

Come funzionerebbe (secondo le ricostruzioni)
- Importo: fino a 500 €/mese, massimo 3 mesi (fino a 1.500 € complessivi) — Sole, Panorama, La Legge per Tutti.
- Quando: dopo la fine del congedo di maternità o paternità, da usare negli 11 mesi successivi (art. 60 secondo il Sole).
- A cosa serve: servizi di baby-sitting oppure servizi educativi per l’infanzia pubblici o privati accreditati (nidi, sezioni primavera).
- Alternativo al congedo parentale: chi lo sceglie rinuncia, per quel periodo, all’astensione indennizzata.
- Se entrambi sono autonomi: spetta a uno solo.
- ISEE: secondo le ricostruzioni non conta ai fini dell’ISEE per l’assegno unico.
- Fondi: 15 milioni di euro l’anno (Panorama / La Legge per Tutti); misura sperimentale 2027-2029.
Chi entra e chi resta fuori
La platea indicata dal Sole comprende gli autonomi iscritti all’Inps — artigiani, commercianti, coltivatori — e gli iscritti alla gestione separata. Restano fuori i dipendenti (pubblici e privati). Secondo le ricostruzioni di Sole e Panorama restano fuori anche i professionisti delle casse private (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.). Per co.co.co., assegnisti e dottorandi della gestione separata il Sole segnala che sarà il decreto attuativo a chiarire l’accesso.
Voucher o congedo parentale: quando conviene
Panorama e La Legge per Tutti mettono a confronto il voucher con il congedo parentale degli autonomi, oggi indennizzato al 30%.
- Artigiani/commercianti/coltivatori: il 30% si calcola su una retribuzione convenzionale giornaliera (non sul reddito reale). La Legge per Tutti indica, per il 2026, indennità indicative tra circa 9 e 17 € al giorno: tre mesi di congedo varrebbero in fascia bassa poco più di quanto dà il voucher, ma richiedono di fermare l’attività.
- Gestione separata: il 30% segue il reddito reale. Con redditi medi/alti il congedo può valere più dei 1.500 € del voucher (esempio numerico in La Legge per Tutti); con redditi bassi o se non si può chiudere l’attività, il voucher può essere più utile perché permette di continuare a lavorare.
- Mix mesi: Panorama nota che in teoria si potrebbe spezzare (es. un mese di congedo + due di voucher), ma lo dovranno chiarire Inps e decreti attuativi.
Non confonderlo con il bonus asilo nido già esistente
Resta in vigore il bonus asilo nido «classico», misura diversa. La Legge per Tutti ricorda (citando le regole già note) che l’importo dipende dall’ISEE: fino a 3.600 €/anno con ISEE fino a 40.000 €, e 1.500 €/anno con ISEE più alto o senza ISEE, suddivisi in undici mensilità. Il ddl non chiarisce ancora se i due contributi siano cumuliabili per lo stesso figlio negli stessi mesi: altro punto da decreto attuativo. Non inventiamo altri importi oltre a quelli riportati da Sole/Panorama/La Legge per Tutti.
In sintesi pratica per chi ha partita Iva: se potete permettervi di fermarvi e il 30% sul vostro reddito (o sulla convenzionale) supera i 500 €/mese, il congedo resta competitivo; se non potete chiudere bottega o il 30% è basso, il voucher da 500 € — se il Parlamento lo conferma e i fondi non si esauriscono — è pensato proprio per voi. Fino ad allora trattatelo come disegno di legge, non come diritto acquisito.
Credit foto in evidenza: Asilo Nido Comunale «La Farfalla», Montevarchi. Foto: Walter Giannetti / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 (repertorio).
Fonti: Il Sole 24 Ore (3/11/2026), Panorama (5/11/2026), La Legge per Tutti (6/11/2026).