Noi Mamme

Sonno sicuro del neonato: come ridurre il rischio di SIDS (morte in culla)

Mettere a dormire il proprio bambino dovrebbe essere il momento più tranquillo della giornata, eppure per molti genitori è anche quello che fa più paura. La SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), conosciuta come morte in culla, è rara, ma resta una delle principali cause di morte nel primo anno di vita. La buona notizia è che oggi sappiamo quali abitudini riducono il rischio, e sono semplici. In questa guida ho raccolto le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, del servizio sanitario inglese (NHS) e dell’American Academy of Pediatrics, con i link alle fonti originali. Non sostituisce il parere del pediatra, che resta il primo riferimento per ogni dubbio.

Che cos’è la SIDS (morte in culla)

Si parla di SIDS quando un bambino sotto l’anno di età muore improvvisamente, di solito durante il sonno, e la causa resta inspiegata anche dopo l’autopsia, l’esame del luogo del decesso e la revisione della storia clinica. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa la metà delle morti improvvise e inaspettate nel primo anno di vita non trova una spiegazione e viene classificata come SIDS.

L’ISS spiega la SIDS con il cosiddetto modello del triplo rischio (EpiCentro, pagina SIDS): la morte avverrebbe quando si sommano tre elementi, cioè un bambino con una vulnerabilità di base, una fase critica dello sviluppo (i primi mesi) e un fattore di stress esterno, come la posizione a pancia in giù o il fumo. È proprio su quest’ultimo elemento che i genitori possono intervenire.

Quanti casi ci sono in Italia

Secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in Italia si contano circa 250 casi l’anno, pari a circa 0,5 ogni mille nati vivi, mentre in passato l’incidenza era di 1-1,5 ogni mille. La SIDS è la prima causa di morte nel primo anno di vita dopo le malformazioni congenite. L’ISS riporta lo stesso dato di 0,5 casi ogni mille nati vivi.

Quando il rischio è più alto

Il periodo più delicato sono i primi sei mesi: secondo l’ISS il 90-95% delle morti legate al sonno avviene prima dei 6 mesi, con un picco tra i 2 e i 4 mesi. Le raccomandazioni però valgono per tutto il primo anno.

Le regole del sonno sicuro, una per una

1. Sempre a pancia in su, a ogni sonno

È la regola più importante. Il bambino va messo a dormire sulla schiena per ogni sonno, notte e pisolini compresi, fino a un anno. Secondo il Bambino Gesù la posizione supina dimezza il rischio di SIDS. La posizione sul fianco non è sicura, perché il bambino può facilmente rotolare a pancia in giù: lo ribadiscono sia il Bambino Gesù sia l’American Academy of Pediatrics nelle raccomandazioni aggiornate nel 2022.

Molti genitori temono che a pancia in su il neonato possa soffocare se rigurgita. L’ISS chiarisce che la posizione supina non aumenta il rischio di soffocamento da rigurgito. Quando il bambino avrà imparato a girarsi da solo in entrambe le direzioni, non serve rimetterlo sulla schiena se si gira nel sonno.

Grafico del tasso di SIDS negli Stati Uniti dal 1988 al 2006 e della percentuale di bambini messi a dormire a pancia in su
Negli Stati Uniti, con la diffusione del sonno a pancia in su (dal 13% dei bambini nel 1992 al 75,7% nel 2006), il tasso di SIDS è sceso da 1,2 a 0,55 casi ogni mille nati. Grafico: NICHD/CDC, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

I numeri lo dimostrano. Negli Stati Uniti l’AAP raccomandò la posizione supina nel 1992 e nel 1994 partì la campagna nazionale Back to Sleep. Secondo i dati NICHD e CDC del grafico qui sopra, la quota di bambini messi a dormire a pancia in su salì dal 13% del 1992 al 75,7% del 2006, mentre il tasso di SIDS passò da 1,2 a 0,55 casi ogni mille nati.

Come dormono i bambini italiani

In Italia c’è ancora strada da fare. L’indagine 2025 del Sistema di sorveglianza 0-2 anni dell’ISS, pubblicata il 20 maggio 2026, mostra che tra i bambini di 4-5 mesi:

  • il 70,1% viene messo a dormire a pancia in su (era il 66,7% nel 2022);
  • il 16,7% sul fianco (18,7% nel 2022);
  • l’8,2% a pancia in giù (9,7% nel 2022).

Le differenze tra Regioni sono ampie: si va dal 58,8% della Sicilia al 79,2% dell’Umbria. In pratica quasi un bambino su quattro dorme ancora in una posizione sconsigliata.

2. Un materasso rigido e piatto, e una culla vuota

La superficie su cui dorme il bambino deve essere rigida, piatta e senza inclinazioni. L’AAP considera non sicure le superfici inclinate di oltre 10 gradi e sconsiglia i dispositivi pensati per far dormire il bambino in posizione inclinata. Il Bambino Gesù mette in guardia in particolare dai materassi in memory foam, che considera pericolosi per i neonati.

Nella culla non ci devono essere cuscini, peluche, paracolpi, piumini o coperte morbide. Al posto delle coperte il Bambino Gesù suggerisce una tutina adatta alla stagione o un sacco nanna della misura giusta. L’AAP sconsiglia anche coperte e sacchi “appesantiti” (weighted).

Illustrazione della campagna Safe to Sleep con un neonato in una culla vuota, senza giochi né paracolpi
La culla sicura è vuota: niente giochi, cuscini o paracolpi. Illustrazione: NICHD/NIH Safe to Sleep, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

3. Nella stanza dei genitori, ma nel suo lettino

Far dormire il neonato nella stessa stanza dei genitori, ma in una culla separata, è una delle misure più protettive. Secondo l’AAP la condivisione della stanza senza condividere il letto per almeno i primi 6 mesi riduce il rischio di SIDS fino al 50%. L’NHS raccomanda di tenere il bambino nella stanza dei genitori, per ogni sonno, per almeno i primi 6 mesi, mentre il Bambino Gesù indica un beneficio importante fino all’anno di età.

Utile anche la regola inglese dei «piedi verso il fondo» (feet to foot): il bambino va sistemato con i piedini a contatto con il fondo della culla, così non può scivolare sotto le coperte.

4. Il lettone: quando il rischio aumenta molto

Il Bambino Gesù raccomanda di non far dormire il neonato nel letto dei genitori, soprattutto nei primi 4 mesi. L’AAP ha quantificato quanto cresce il rischio quando si dorme insieme:

  • oltre 10 volte se l’adulto fuma, ha bevuto alcol, ha preso farmaci o sostanze che riducono la vigilanza, oppure se si dorme su una superficie morbida;
  • da 5 a 10 volte con un bambino nato a termine ma sotto i 4 mesi, anche quando i genitori non fumano;
  • da 2 a 5 volte con un bambino nato prematuro o di basso peso, o in presenza di coperte e cuscini morbidi.

Il pericolo più grande sono divano e poltrona: addormentarsi lì con il neonato in braccio aumenta il rischio da 22 a 67 volte, secondo l’AAP. Se si allatta di notte ed è probabile addormentarsi, è meglio farlo nel letto (sgombro da cuscini e coperte) che sul divano, e rimettere il bambino nella culla appena ci si sveglia.

5. Niente fumo, in gravidanza e dopo

Il fumo è uno dei fattori di rischio più importanti. Secondo il Bambino Gesù, fumare in gravidanza triplica il rischio di SIDS. Anche dopo la nascita la casa e l’auto devono restare libere dal fumo, e nessuno dovrebbe fumare vicino al bambino.

6. Non coprirlo troppo

Il surriscaldamento è un altro fattore di rischio. L’NHS indica una temperatura ideale della stanza tra 16 e 20 °C. L’AAP suggerisce di vestire il bambino con al massimo uno strato in più rispetto a quello che indosserebbe un adulto nella stessa stanza. Sia l’AAP sia il Bambino Gesù sconsigliano cappellini e cuffiette per dormire in casa: la testa serve al neonato per disperdere il calore.

7. Il ciuccio al momento della nanna

Il succhietto offerto al momento di addormentarsi è associato a un rischio minore. Il Bambino Gesù consiglia, nei bambini allattati al seno, di proporlo dopo circa un mese, quando l’allattamento è ben avviato. L’AAP precisa che non va rimesso in bocca se cade durante il sonno, non va forzato se il bambino non lo vuole e non va mai appeso al collo o fissato ai vestiti con cordini.

8. Allattamento e vaccinazioni

L’allattamento al seno è indicato dall’AAP come fattore protettivo. Anche le vaccinazioni non sono un rischio: l’ISS spiega che non esiste un legame tra vaccini e SIDS, e il Bambino Gesù sottolinea che i bambini vaccinati hanno un rischio più basso.

Fascia, marsupio, swaddling e monitor: cosa sapere

Fasce e marsupi: la regola T.I.C.K.S.

Per portare il bambino in fascia o nel marsupio, l’NHS rimanda alla regola inglese T.I.C.K.S.: fascia aderente (tight), bambino sempre visibile (in view), abbastanza vicino da poterlo baciare (close enough to kiss), mento staccato dal petto (keep chin off the chest), schiena sostenuta (supported back).

Swaddling (fasciatura)

Se si usa la fasciatura stretta per calmare il neonato, va sempre a pancia in su. L’AAP raccomanda di smettere appena il bambino mostra i primi segni di voler rotolare, di solito tra i 3 e i 4 mesi.

Monitor e dispositivi “anti-SIDS”

Secondo l’AAP i monitor cardiorespiratori domestici e i dispositivi venduti come “anti-SIDS” non prevengono la SIDS e non vanno usati come strategia di riduzione del rischio. Possono servire solo in casi specifici, su indicazione medica.

Il tummy time da svegli

Dormire a pancia in su non significa che il bambino non debba mai stare a pancia in giù. Quando è sveglio e sorvegliato, il cosiddetto tummy time aiuta a rinforzare collo e spalle e a prevenire la plagiocefalia (la testa “piatta”). L’AAP suggerisce di iniziare presto e di arrivare ad almeno 15-30 minuti al giorno entro le 7 settimane di vita, distribuiti in più momenti.

Cosa fa l’Italia: la legge 31/2006 e le campagne regionali

In Italia la legge 2 febbraio 2006, n. 31 stabilisce che i bambini morti improvvisamente entro l’anno di vita senza causa apparente, e i feti morti dopo la 25ª settimana senza causa apparente, siano sottoposti, con il consenso di entrambi i genitori, a riscontro diagnostico in centri autorizzati, secondo un protocollo approvato dal Ministero della Salute. La legge prevede anche una banca dati nazionale e campagne di informazione e prevenzione.

Diverse Regioni hanno materiali per i genitori. L’Emilia-Romagna, per esempio, ha la campagna «Per loro è meglio» con indicazioni semplici per prevenire la SIDS. Vale la pena chiedere al punto nascita o al consultorio i materiali della propria Regione.

In sintesi: la checklist della nanna

  • a pancia in su, a ogni sonno, fino a un anno;
  • materasso rigido e piatto, della misura della culla;
  • culla vuota: niente cuscini, peluche, paracolpi o coperte morbide;
  • culla nella stanza dei genitori per almeno i primi 6 mesi;
  • mai dormire con il neonato su divano o poltrona;
  • niente fumo in gravidanza, in casa e in auto;
  • stanza tra 16 e 20 °C, niente cappellino, non coprirlo troppo;
  • ciuccio alla nanna, quando l’allattamento è avviato;
  • vaccinazioni nei tempi previsti;
  • tummy time solo da sveglio e sorvegliato.

Domande frequenti

Fino a che età c’è rischio di SIDS?

La SIDS riguarda per definizione il primo anno di vita. Secondo l’ISS il 90-95% delle morti legate al sonno avviene prima dei 6 mesi, con un picco tra i 2 e i 4 mesi. Le regole del sonno sicuro vanno comunque seguite fino all’anno.

Se il bambino si gira a pancia in giù da solo devo rigirarlo?

Va sempre messo a dormire sulla schiena. Ma quando ha imparato a rotolare da solo in entrambe le direzioni, secondo l’ISS non è necessario rigirarlo se cambia posizione durante il sonno.

Se rigurgita, a pancia in su non rischia di soffocare?

No. L’ISS chiarisce che la posizione supina non aumenta il rischio di soffocamento da rigurgito.

Posso farlo dormire nel lettone?

Il Bambino Gesù sconsiglia di condividere il letto con il neonato, soprattutto nei primi 4 mesi. Il rischio cresce molto se un genitore fuma, ha bevuto alcol o preso farmaci che danno sonnolenza, se il bambino è prematuro o se il letto è morbido. L’opzione più sicura è la culla accanto al letto, nella stessa stanza.

Il paracolpi nella culla serve?

No. Paracolpi, cuscini e peluche fanno parte degli oggetti morbidi che l’AAP e il Bambino Gesù raccomandano di tenere fuori dalla culla.

I vaccini aumentano il rischio di SIDS?

No. Secondo l’ISS non c’è alcun legame tra vaccini e SIDS. Il Bambino Gesù e l’AAP indicano anzi che i bambini vaccinati hanno un rischio più basso.

Il monitor della respirazione protegge dalla SIDS?

No. Secondo l’AAP i monitor domestici non prevengono la SIDS. Possono essere usati solo su indicazione del medico per problemi specifici.

Cosa fare in caso di emergenza?

Se il bambino non respira, non risponde, diventa blu o grigio, ha una crisi convulsiva o fa molta fatica a respirare (segni di allarme indicati anche dall’NHS), chiama subito il 112 (o il 118 nelle zone dove è ancora attivo). Un corso di disostruzione e rianimazione pediatrica, offerto da molte ASL e associazioni, è utile a tutti i genitori.

Fonti: ISS – EpiCentro, SIDS; ISS – Sorveglianza 0-2 anni, indagine 2025; Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; NHS; American Academy of Pediatrics, 2022; Legge 31/2006.

Immagini: NICHD/NIH Safe to Sleep e NICHD/CDC, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Speciale Rientro a Scuola & Pioggia

Stivaletti Pioggia, Ombrellini e Mantelline Bambini Perletti®

Per asilo, scuola e passeggiate all'aperto: scopri gli stivaletti impermeabili Cool Kids e gli accessori più amati con le licenze ufficiali Disney, Marvel, Frozen e tante altre.

Stivaletti Cool Kids → Tutta la Linea Bambini →
✓ Spedizione gratuita da 19,90€ sullo store ufficiale Perletti
Collezione Cool Kids Perletti Bambini