Quante informazioni vere hai ricevuto sulla fertilità? Se la risposta è «poche» o «nessuna», non sei sola. È questo il dato che emerge con più forza dall’indagine presentata all’Università di Bari in occasione della Giornata Nazionale della Fertilità del 22 settembre, durante il primo appuntamento dei «Sestre Talks», l’evento che ha trasformato il capoluogo pugliese in un punto di riferimento nazionale sul tema. Un quadro che riguarda da vicino chi cerca una gravidanza, ma anche chi semplicemente vorrebbe conoscere meglio il proprio corpo.
Il vuoto informativo: cosa dicono i numeri
Il punto di partenza dell’indagine condotta sulla community di Sestre è netto: quasi il 60% delle donne dichiara di non aver mai ricevuto alcuna informazione sulla fertilità e sul benessere riproduttivo nel corso del proprio percorso. Un dato che, secondo quanto riportato nella nota diffusa da Espresso Communication, trova conferma anche nei monitoraggi clinico-demografici della American Society for Reproductive Medicine: il 59% delle giovani donne si sente totalmente disinformato sulla propria fertilità, per la mancanza di un’educazione istituzionale mirata.
Il risultato? Le risposte se le cercano da sole. E il 70% delle intervistate, nell’ultimo anno, ha chiesto più volte all’intelligenza artificiale informazioni su fertilità, ovulazione, ricerca di gravidanza o benessere riproduttivo. Solo il 40% circa si è rivolto a un medico.
L’intelligenza artificiale è un punto di partenza, non un traguardo
Attenzione a non leggere questi dati in modo allarmistico. Il ricorso all’IA e alle ricerche online non sostituisce il professionista sanitario: funziona piuttosto come primo orientamento, quando non si sa da dove cominciare. Il problema nasce quando quel primo passo resta l’unico.
«Affidarsi all’intelligenza artificiale o al web può rappresentare un primo stimolo utile per orientarsi, ma non può e non deve sostituire il confronto con il medico specialista» spiega la Dott.ssa Isamaria Loiudice, ginecologa esperta in medicina della riproduzione e direttrice della clinica di PMA IVI di Bari. E aggiunge: «Il nostro compito è tradurre l’innovazione tecnologica in strumenti validati e accessibili, offrendo alle donne punti di riferimento clinici chiari, sicuri e basati sull’evidenza scientifica».
Dalla parte della startup femtech c’è Sabrina Fiorentino, CEO e Direttrice Scientifica di Sestre: «Il vuoto informativo sulla fertilità non è solo un dato statistico, ma un’urgenza sociale che le donne avvertono quotidianamente sulla propria pelle».
Le domande più frequenti: integratori, alimentazione e «perché non arriva»
L’indagine scava anche nelle curiosità più ricercate. Tra i temi in cima alla lista ci sono le informazioni su integratori, alimentazione e stili di vita (57,1%) e le ragioni per cui la gravidanza non arriva (56%). Due bisogni molto concreti, che raccontano la voglia di capire cosa si può fare, giorno per giorno, per prendersi cura della propria salute riproduttiva.
Proprio per questo è importante diffidare delle scorciatoie: nessun integratore «miracoloso» o test fai-da-te può sostituire una valutazione medica personalizzata. Alimentazione, sonno, attività fisica e gestione dello stress sono aspetti che contano, ma vanno inseriti in un percorso serio, non improvvisato.
Cosa può fare chi sta cercando una gravidanza
Se ti riconosci in questi numeri, ecco alcuni spunti pratici e prudenti:
- Non rimandare le domande. Parlare di fertilità con il proprio ginecologo o la propria ginecologa è utile anche prima di un anno di tentativi, soprattutto se ci sono dubbi o condizioni note.
- Usa l’IA come bussola, non come diagnosi. Va bene informarsi, ma le risposte vanno sempre verificate con fonti scientifiche e con un professionista.
- Coinvolgi il partner. La fertilità è una questione di coppia: gli accertamenti riguardano entrambi.
- Diffida dei toni catastrofisti. Affrontare il tema con serenità, senza colpevolizzarsi, aiuta anche a livello emotivo.
- Cerca canali affidabili. Ospedali, società scientifiche e professionisti sanitari sono le fonti più sicure per orientarsi.
Non solo Bari: le prossime tappe dei Sestre Talks
L’iniziativa non si ferma all’Università di Bari. Dal 22 al 25 settembre sono previste consulenze multidisciplinari online, realizzate con il supporto dell’associazione «In Becco alla Cicogna»: oltre 15 medici doneranno complessivamente 20 ore per orientare le coppie. Il 24 settembre l’appuntamento si sposta a Torino, al Centro Clinico San Carlo di Ginecologia e Fecondazione Assistita, con un Open Day in presenza e oltre 20 slot di consulenze. Si chiude il 26 settembre con una diretta streaming dall’ufficio Sestre di Trinitapoli, dalle 9.30 alle 13.30, dedicata a fertilità e futuro.
Il messaggio che arriva da questi dati è chiaro: le donne vogliono sapere, partecipare e decidere con consapevolezza. Serve però un’alleanza più solida tra informazione digitale, ascolto e competenza medica. Colmare quel vuoto informativo non è solo una questione di numeri: è un passo verso scelte più serene, per chi desidera un figlio e per chi vuole semplicemente conoscersi meglio.