Gentilissima dottoressa,
le scrivo per avere un suo parere in merito al comportamento di mio figlio di due anni, che compie fra pochi giorni.
Perché mio figlio rifiuta di essere toccato?
Il rifiuto del contatto è spesso una fase normale dello sviluppo. La gelosia per l’arrivo di un fratellino e la ricerca di autonomia possono influenzare questo comportamento.
Il tuo bimbo, prima di tutto, si trova nella famosa fascia di età dei no per qualsiasi cosa, cioè di affermazione della propria personalità e autonomia attraverso i no e i capricci per un nonnulla, quindi, a mio avviso, è tutto regolare. Poi bisogna tenere presente che l’arrivo della sorellina è sicuramente stato per lui un avvenimento un po’ destabilizzante e per recuperare l’attenzione su di sé esaspera gli atteggiamenti di opposizione ai genitori.
Nella ricerca di una loro autonomia psicologica, poi, i bambini diventano improvvisamente molto gelosi del loro corpo e della loro intimità. Questo succede anche durante la visita pediatrica quando lo stesso bambino che ormai conosce bene il suo pediatra e ha sempre accettato di essere visitato, spogliato, ecc. come se fosse un gioco o comunque una normale periodica consuetudine, improvvisamente si oppone vigorosamente ad ogni manipolazione o anche solo alla routine di essere spogliato solo per il fatto di essere diventato molto geloso del suo corpo, dei suoi confini nonché delle sue parti intime.
| Comportamento | Possibili Cause |
|---|---|
| Rifiuto del contatto | Fase di sviluppo normale |
| Reazioni notturne | Stress o ansia |
| Geloso del corpo | Ricerca di autonomia |
Cosa fare a casa
- Essere pazienti e comprensivi.
- Offrire alternative al contatto fisico.
- Rinforzare la comunicazione verbale.
Quando contattare subito il medico
- Se il comportamento persiste oltre i 2 anni.
- Se ci sono segni di ansia o stress eccessivo.
- Se il bambino mostra segni di regressione in altri comportamenti.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Daniela Sannicandro
Avvertenza: Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico curante o del pediatra.