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Gastroenterite nei bambini: segni di disidratazione, sali reidratanti e quando preoccuparsi

Vomito che arriva all’improvviso, poi la diarrea, a volte un po’ di febbre: la gastroenterite è una delle infezioni più comuni dei bambini e, come ricorda l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in Italia è ancora uno dei motivi più frequenti di ricovero dei più piccoli. Nella maggior parte dei casi passa da sola in pochi giorni. Il vero rischio non è l’infezione in sé ma la disidratazione, soprattutto nei lattanti. Ecco come riconoscerla, come dare i sali reidratanti e quando chiamare il pediatra o andare al pronto soccorso.

Che cos’è la gastroenterite e quanto dura

È un’infiammazione di stomaco e intestino causata quasi sempre da un’infezione. Secondo il Bambino Gesù i responsabili più frequenti sono i virus (rotavirus, norovirus, adenovirus), seguiti da batteri come Salmonella, Campylobacter ed Escherichia coli; i parassiti sono più rari. Si trasmette con le mani portate alla bocca dopo aver toccato superfici contaminate, oppure con acqua e cibo contaminati. Per questo al nido e alla scuola dell’infanzia passa da un bambino all’altro con tanta facilità.

  • Incubazione: di solito 1-3 giorni;
  • vomito: in genere dura 1-2 giorni e quasi sempre si ferma entro 3 (NICE);
  • diarrea: dura in media 5-7 giorni e nella maggior parte dei bambini si ferma entro 2 settimane (NICE);
  • febbre: non sempre c’è, e raramente è alta o dura a lungo.

Una diarrea che va avanti oltre le due settimane va sempre valutata dal pediatra, perché potrebbe non essere una semplice infezione (Bambino Gesù).

Il rischio vero: la disidratazione

Con vomito e diarrea il corpo perde acqua e sali minerali. I bambini piccoli sono più esposti perché, spiega il Bambino Gesù, il loro peso corporeo è fatto per circa il 75% di liquidi. Le linee guida britanniche NICE considerano a rischio più alto:

  • i bambini sotto l’anno, soprattutto sotto i 6 mesi;
  • i neonati nati con basso peso;
  • chi ha avuto più di 5 scariche di diarrea nelle ultime 24 ore;
  • chi ha vomitato più di 2 volte nelle ultime 24 ore;
  • chi non è riuscito a bere o a trattenere liquidi;
  • i lattanti che hanno smesso di prendere il latte durante la malattia.

I segnali di disidratazione da tenere d’occhio, secondo il Bambino Gesù, sono:

  • bocca e labbra asciutte, pelle secca;
  • occhi infossati o “cerchiati”;
  • pianto senza lacrime;
  • pannolini asciutti o molto meno bagnati del solito, pipì scarsa;
  • sonnolenza, irritabilità, bambino “spento” e poco reattivo;
  • nel lattante, fontanella infossata.
Bustina di sali reidratanti orali secondo la formula dell'OMS
Una bustina di sali reidratanti orali (formula OMS). Foto: Shubjt / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Come dare i sali reidratanti: poco e spesso

La cura principale sono le soluzioni reidratanti orali (SRO), i cosiddetti “sali minerali” che si trovano in farmacia senza ricetta, in polvere da sciogliere in acqua o già pronti. Sono raccomandate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Accademia Americana di Pediatria, e nella maggior parte dei casi permettono di curare il bambino a casa (Bambino Gesù). Il segreto è darne poche quantità, molto spesso, perché uno stomaco riempito di colpo tende a rimandare tutto indietro.

  • se vomita: aspettate mezz’ora dall’ultimo episodio, poi offrite circa 5 ml ogni 2 minuti;
  • se ha diarrea: iniziate subito con i sali;
  • neonati e bambini piccoli: siringa senza ago o cucchiaino (il biberon solo se ha un foro piccolo ed è ben pulito);
  • bambini più grandi: piccoli bicchieri o cannuccia, a sorsi;
  • se il sapore non piace, la soluzione un po’ fresca è di solito più accettata.

Quanto ne serve? Nelle prime 4 ore il Bambino Gesù indica queste quantità minime, in base a età e peso:

EtàPesoSoluzione reidratante nelle prime 4 ore
Fino a 4 mesimeno di 5 kg200-400 ml
4-11 mesi5-7,9 kg400-600 ml
12-23 mesi8-10,9 kg600-800 ml
2-4 anni11-15,9 kg800-1.200 ml
5-14 anni16-29,9 kg1.200-2.200 ml
Fonte: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Cosa non dare: succhi di frutta, bibite gassate e bevande zuccherate, che possono peggiorare la diarrea. Il latte materno non va mai sospeso: oltre a idratare, porta anticorpi (Bambino Gesù). Se allattate e avete dubbi, qui trovate la risposta della nostra pediatra su gastroenterite e allattamento.

Cosa mangiare durante e dopo

Niente digiuni inutili. Il Bambino Gesù consiglia cibi semplici, nutrienti e gustosi, evitando alimenti ultraprocessati e bevande zuccherate. Appena il bambino sta meglio si torna all’alimentazione abituale, lasciando da parte per qualche giorno dolci, fritti, cibi grassi o piccanti. Altri consigli pratici sono nella nostra scheda su alimentazione in caso di vomito e diarrea.

E i farmaci?

Gli antibiotici di solito non servono: la maggior parte delle gastroenteriti è virale, e anche nelle forme batteriche vanno valutati caso per caso dal medico. Secondo il Bambino Gesù i probiotici possono dare un vantaggio, mentre le linee guida NICE sconsigliano gli antidiarroici nei bambini sotto i 5 anni. Se c’è febbre, un antipiretico può far stare meglio il bambino: su dosi e scelta tra paracetamolo e ibuprofene trovate tutto nella nostra guida sulla febbre nei bambini. In ogni caso, nessun farmaco senza aver sentito il pediatra.

Quando chiamare il pediatra

Sentite il pediatra in giornata se (Bambino Gesù, NICE):

  • il bambino ha meno di 6 mesi;
  • ha la febbre alta;
  • non riuscite a fargli bere abbastanza soluzione, o la vomita sempre;
  • non bagna il pannolino da più di 8 ore o ha altri segni di disidratazione;
  • la diarrea non migliora dopo 7 giorni o il vomito dura più di 3 giorni;
  • siete appena tornati da un viaggio all’estero.

Quando andare subito al pronto soccorso

Le linee guida NICE indicano alcuni “campanelli rossi” che richiedono una visita urgente. Chiamate il 112 o andate al pronto soccorso se il bambino:

  • è molto sonnolento, difficile da svegliare, oppure insolitamente irritabile;
  • ha la pelle pallida o marezzata e mani e piedi freddi;
  • respira veloce o ha il cuore che batte molto rapido;
  • ha gli occhi infossati e sembra peggiorare nonostante i liquidi;
  • ha vomito verde (biliare) o sangue nelle feci;
  • ha un forte dolore alla pancia o la pancia gonfia e dura;
  • ha il collo rigido, la fontanella gonfia o macchie sulla pelle che non scompaiono premendole;
  • continua a vomitare tutto, anche piccole quantità di soluzione.

In ospedale, se la reidratazione per bocca non basta, si può dare la soluzione con un sondino nel naso o per flebo, di solito con una breve degenza.

Come evitare il contagio in famiglia e al nido

  • lavate le mani con acqua e sapone dopo ogni cambio di pannolino, dopo il bagno e prima di preparare il cibo: è la misura più importante (Bambino Gesù, NICE);
  • usate asciugamani separati per il bambino malato;
  • lavate subito siringhe, cucchiaini e bicchieri usati per la soluzione;
  • le linee guida NICE consigliano di non tornare al nido o a scuola prima di 48 ore dall’ultimo episodio di vomito o diarrea, e di evitare la piscina per 2 settimane. In Italia le regole per il rientro possono variare tra Regioni e strutture: chiedete al pediatra e al nido;
  • il vaccino contro il rotavirus, la causa più frequente di diarrea grave nel lattante, è offerto gratuitamente: si dà per bocca dalla 6ª settimana di vita, in 2 o 3 dosi a seconda del prodotto, e va completato entro i primi mesi: entro la 24ª settimana per il vaccino a 2 dosi, non oltre gli 8 mesi per quello a 3 dosi (Regione Toscana).

Le informazioni di questo articolo non sostituiscono il parere del pediatra. Se il bambino è molto abbattuto, difficile da svegliare o non bagna il pannolino da molte ore, chiamate il 112 o andate al pronto soccorso.

Fonti: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Gastroenterite nel bambino (aggiornato 23/9/2025), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Sali minerali e soluzioni reidratanti orali (aggiornato 6/7/2022), NICE CG84 – Diarrhoea and vomiting caused by gastroenteritis in under 5s, Regione Toscana – Antirotavirus (aggiornato 21/4/2026).

Foto in evidenza: Shixart1985 / Wikimedia Commons, CC BY 2.0 (File: Child drinks water from a glass held by an adult.jpg, ritagliata; immagine generica). Foto nel corpo: Shubjt / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 (File: Ors sachet.jpg).

Dosaggio Pediatrico

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