Due Sorelle: Un Ritratto di Infanzia

Una serata speciale trascorsa con Teresa e le sue due figlie, Carla e Filomena, mi ha ispirato queste riflessioni. Ritrovarle, dopo averle viste crescere, è stato come scoprire due mondi a confronto.

Carla: Logica e Riflessione

Carla è una bambina che colpisce per la sua bellezza austera ed eleganza. La sua voce ricorda quella della madre, ma il suo sguardo è intenso e penetrante. Eredita dal padre la capacità di sintesi, una logica quasi spaventosa per la sua età.

Posta di fronte a scelte, Carla pondera attentamente. Di fronte all’alternativa tra Peter Pan e un geyser, risponde con serafica logica: “Prima i geyser, poi Peter Pan”.

Precisa e metodica, Carla segue le linee, disegna con cura e scrive il suo nome con lettere della stessa dimensione. Davanti a un baule pieno di vestiti appartenuti a una zia, lascia che sia Jacopo a scegliere un abito per lei, ma prima di prendere qualsiasi cosa, si assicura di conoscere le regole del gioco.

Carla non sopporta che nonna Mena pianga, nemmeno di gioia. Quando piange, è lamentosa; quando ride, la sua allegria è contagiosa.

Filomena: Esuberanza e Spontaneità

Filomena, o Mena, come la chiama Carla, è “un pagliaccio scappato da un circo cinese”. Questa definizione, sintetica e colorita, racchiude perfettamente la sua essenza. Se Carla ha una voce impostata, Filomena ne ha una “cinese”, piena di musicalità.

Filomena è bella, selvaggia, riccia e piena di spirito. Canta, recita, esagera, vive ogni emozione in modo amplificato. Se piange, è una sceneggiata; se ride, la sua risata è irresistibile.

Le regole del gioco? Non le conosce, o meglio, non le vuole conoscere. Non si tratta di un semplice “chi se ne frega”, ma di un autentico disinteresse per le convenzioni.

Filomena parla in continuazione, mi fa mangiare le foglie, mi chiede biscotti. Aggira i geyser e suo padre, spostando i limiti della pazienza dove non pensavi potessero arrivare. Anche distrutta dalla stanchezza dopo una giornata a Gardaland, Filomena saltella, canta e ridacchia, con un’aria da zingara.

Carla è fair play, raggiungerà i suoi obiettivi con impegno e dedizione. Mena è costantemente fuori gioco, imprevedibile, ma è proprio questo che la rende capace di segnare punti inaspettati.

Tempo fa, regalai a Mena e Carla due mezzi cuori con i loro nomi incisi, simbolo del legame indissolubile che le unisce. Un legame che andrebbe custodito e protetto.

Spero di aver regalato a queste due splendide bambine un ritratto di parole da leggere un giorno, quando toccherà a loro raccontarsi.

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