La scarlattina è una malattia batterica molto contagiosa, causata da alcuni ceppi di streptococco beta emolitico di gruppo A. Si diffonde principalmente in tardo autunno-inverno e in primavera.
Come si Diffonde la Scarlattina?
I ritmi stagionali sono cambiati, e l’uso precoce di antibiotici riduce il tempo in cui il germe rimane nel corpo. Questo favorisce la guarigione e previene complicazioni renali e reumatiche, ma può ostacolare la formazione di anticorpi duraturi. Esistono diversi ceppi di streptococco con tossina eritrogenica, quindi la scarlattina può presentarsi più volte nella stessa persona.
Inoltre, sempre più bambini in età prescolare frequentano comunità, e le regole per il rientro a scuola dopo la malattia sono meno rigide. Questo può dare l’impressione di un aumento dei casi di scarlattina, rendendo necessario rivedere le norme igienico-sanitarie e di prevenzione.
Prevenzione della Scarlattina: Cosa Sapere
La scarlattina si manifesta dopo un periodo di incubazione di 2-5 giorni. Durante questo periodo, i germi si moltiplicano nelle vie respiratorie senza causare sintomi, tranne negli ultimi due giorni prima dell’esantema. È in questi ultimi due giorni che il soggetto diventa contagioso.
La trasmissione avviene tramite il muco dei primi colpi di tosse o attraverso le microgoccioline di saliva emesse quando si parla o si respira. L’incubazione breve e l’alta contagiosità rendono difficili le misure di prevenzione, ma ecco alcuni consigli:
- Allontanare il soggetto sospetto dalla comunità.
- Accertare immediatamente la diagnosi con tampone rapido e visita medica.
- Iniziare subito una terapia antibiotica per almeno 10 giorni.
- Denunciare immediatamente la malattia alle autorità sanitarie.
- Posticipare il rientro in comunità di almeno 5 giorni dall’inizio della terapia antibiotica (attualmente sono previste solo 48 ore).
- Controllare immediatamente i soggetti che sono stati in contatto con il bambino malato e segnalare quelli con sintomi sospetti (faringe o tonsille arrossate). Questi soggetti dovrebbero consultare il medico curante per valutare l’opportunità di un tampone faringeo. Se possibile, in periodi di massima epidemia, sarebbe consigliabile che questi soggetti rimanessero a casa per uno o due giorni.
Il Ruolo del Tampone Faringeo
Il tampone faringeo per la ricerca di streptococco in portatori sani o in soggetti che hanno avuto contatti stretti con il malato non è sempre prescritto. Tuttavia, il controllo quotidiano dei bambini della stessa classe del malato (maestre incluse) per almeno tre giorni consecutivi, e a giorni alterni per gli altri bambini della scuola, potrebbe evidenziare casi sospetti. Questi casi dovrebbero essere affidati ai genitori e al medico curante per valutare un tampone di controllo o una terapia antibiotica di profilassi.
Questi controlli sono fortemente consigliati per i conviventi del bambino malato, che, se portatori di streptococco, andrebbero profilattizzati con antibiotico per due o tre giorni, anche in assenza di sintomi, soprattutto se il bambino è a rischio di malattia reumatica o sta sviluppando una glomerulonefrite post-streptococcica.
Norme Igieniche Fondamentali
Attualmente, le faringiti streptococciche diagnosticate con visita clinica e/o tampone vengono allontanate dalla comunità per poco tempo, potendo rientrare dopo sole 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica. Sarebbe preferibile attendere almeno 48 ore per garantire l’efficacia dell’antibiotico.
È essenziale adottare rigorose norme igieniche ambientali nelle scuole e nelle comunità:
- Utilizzare salviette, asciugamani, tovaglioli, bicchieri e stoviglie monouso.
- Sanificare quotidianamente tutti gli ambienti scolastici con prodotti idonei, prestando attenzione alle superfici toccate dai bambini (banchi, tavoli mensa, bagni, cucine).
- Aerare adeguatamente gli ambienti almeno una volta al mattino e una volta al pomeriggio.
- Insegnare ai bambini a lavarsi le mani spesso e accuratamente durante la giornata. Per rendere più efficace l’igiene, si possono usare dispenser di sapone automatici che riducono il contatto con le superfici.
Considerazioni Finali
Per arginare la diffusione della scarlattina, si potrebbe fare di più. Tuttavia, in una comunità è necessario seguire le regole stabilite. Iniziative individuali, anche se provenienti da fonti autorevoli, potrebbero non essere accettate, soprattutto considerando le esigenze dei genitori di affidare i figli durante l’orario di lavoro e i tagli alla spesa sanitaria che hanno ridotto la presenza del medico scolastico.
Una riflessione sulle norme di prevenzione sanitaria nelle comunità, una loro modifica, o la vigilanza sulla corretta applicazione delle norme vigenti sono sempre importanti. Sarebbero utili corsi periodici di aggiornamento per il personale insegnante su temi sanitari, per mantenere alto il livello di educazione e prevenzione in un momento di riduzione della sorveglianza medica capillare.
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