Un recente studio europeo condotto da Make Mothers Matter, rete che riunisce 50 organizzazioni in 30 Paesi, ha lanciato un allarme chiaro: la salute mentale delle madri è in declino in tutta Europa. Oltre due terzi delle 10.000 intervistate si dichiara mentalmente sopraffatta, e in Italia la percentuale sale al 68%. Dietro questi numeri non c’è solo stanchezza fisica: c’è un sovraccarico mentale che incide sulla relazione di coppia, sulla gestione del tempo e sull’equilibrio personale.

I numeri della stanchezza materna
Lo studio europeo ha coinvolto madri di diverse fasce d’età e condizioni lavorative. Il dato italiano è particolarmente significativo: quasi sette madri su dieci riferiscono di vivere una condizione di costante sovraccarico mentale. Non si tratta solo di mancanza di sonno o di tempo per sé: il peso della cura quotidiana, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia e la mancanza di spazi personali generano un logoramento emotivo che può diventare cronico.
Segnali da non sottovalutare
Marco Anselmini, psicologo e responsabile della formazione di Relatomy – piattaforma italiana specializzata nello sviluppo delle competenze relazionali ed emotive – sottolinea l’importanza di riconoscere i campanelli d’allarme. Tra i segnali più comuni: irritabilità costante, difficoltà a concentrarsi, senso di colpa per non essere abbastanza, isolamento sociale e un calo della soddisfazione nella relazione di coppia. Se questi sintomi persistono, è fondamentale fermarsi e chiedere aiuto, senza vergogna.
Corresponsabilità: un tema centrale in famiglia
Uno dei nodi critici evidenziati dall’esperto è la distribuzione ineguale del carico di cura. Spesso la madre si trova a gestire da sola la logistica familiare, le preoccupazioni per i figli e le incombenze domestiche, mentre il partner può essere meno coinvolto. Costruire una maggiore corresponsabilità non significa solo dividere i compiti, ma anche condividere le preoccupazioni e prendere decisioni insieme. Anselmini suggerisce di parlare apertamente delle aspettative reciproche, stabilire routine che prevedano momenti di coppia e personali, e delegare senza sensi di colpa.
Strumenti pratici per migliorare la comunicazione
Secondo Relatomy, allenare le competenze emotive è possibile attraverso piccole azioni quotidiane. Ecco tre suggerimenti pratici emersi dall’intervista:
– Fare chiarezza sui bisogni: invece di aspettare che l’altro capisca, esprimere in modo chiaro ciò di cui si ha bisogno.
– Creare uno spazio di ascolto senza giudizio: dedicare 10 minuti al giorno per parlare di come ci si sente, senza interruzioni.
– Ritagliarsi un momento personale: anche 15 minuti al giorno per leggere, fare una passeggiata o semplicemente stare in silenzio possono fare la differenza.
Un aiuto concreto per le mamme
La piattaforma Relatomy, evoluzione italiana del progetto SOSRelazioni, mette a disposizione oltre 185 professionisti tra psicologi, coach e trainer certificati. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per migliorare il benessere relazionale e emotivo, soprattutto dopo l’arrivo dei figli. Per approfondire il tema e leggere l’intervista completa a Marco Anselmini, puoi consultare l’articolo originale pubblicato su Disclosers.
La salute mentale delle madri è una priorità che merita attenzione e azioni concrete. Riconoscere il proprio limite, chiedere supporto e lavorare sulla corresponsabilità in famiglia sono passi fondamentali per ritrovare un equilibrio quotidiano. Perché prendersi cura di sé non è un lusso: è la base per prendersi cura degli altri.