Al Piccolo Teatro di Milano arriva “Di madre in figlia”: tre donne tra ferite, silenzi e amore che attraversa le generazioni

Dal romanzo di Concita De Gregorio, “Di madre in figlia” approda al Piccolo Teatro di Milano in una prima assoluta diretta da Gaia Saitta. Un appuntamento che non è solo teatro: è un viaggio intimo e collettivo tra mamme, figlie e nipoti, capace di parlare a ogni genitore che abbia mai sentito il peso e la bellezza di una storia familiare. La notizia arriva direttamente dal sito del Piccolo Teatro, che ha annunciato le date dello spettacolo in programma per la stagione 2026/2027.

Una storia di tre donne: Marilù, Angela, Adé

Al centro della scena c’è Marilù: libera, irregolare, quasi imprendibile. Vive lasciando dietro di sé assenze e desideri. Sua figlia Angela, invece, è una donna severa suo malgrado, che cerca di ricucire gli strappi con un amore quasi disperato. Poi c’è Adé, la nipote: una creatura inquieta, misteriosa, che sembra venuta da un altro pianeta. Ha bisogno di silenzio per essere ascoltata e porta dentro di sé una lingua nuova per rinominare il mondo. Tre esistenze, tre età della stessa ferita e della stessa lotta per restare vive in una società che ancora opprime i corpi che non corrispondono al suo disegno dominante.

Concita De Gregorio: autrice e interprete di sé

Nello spettacolo, Concita De Gregorio interpreta Marilù, ma anche sé stessa. Entra ed esce dal racconto, lo interrompe, lo abita. Come ha spiegato la regista Gaia Saitta: «Ho incontrato per la prima volta Concita per portare in teatro il suo “Mi sa che fuori è primavera”. Da allora esiste tra noi un legame misterioso. “Di madre in figlia” è parte di quel mistero». La scrittura di De Gregorio si fa carne viva: parole taciute, ferite ereditarie e forme ostinate d’amore si intrecciano in un adattamento che unisce memoria privata e racconto familiare.

Perché portare (o no) i figli a teatro?

“Di madre in figlia” non è uno spettacolo per bambini, ma può essere un’occasione preziosa per mamme e papà che vogliono riflettere sul proprio ruolo. Le dinamiche tra madri e figlie sono universali: il bisogno di essere viste, la difficoltà di dire “ti amo”, il peso di aspettative non dette. Vedere in scena tre generazioni che cercano un alfabeto per l’amore può aiutare i genitori a riconoscere schemi, a perdonare e a provare a fare meglio. Per chi ha figlie adolescenti, magari è uno spunto per un dialogo dopo lo spettacolo. Ma anche da soli, o in coppia, si esce con il cuore più leggero e la mente più aperta.

Info pratiche: date, prezzi e sovratitoli

Le recite si terranno il 28 e 29 novembre, e poi il 5, 6, 12, 13, 19 e 20 dicembre 2026. L’intera stagione è disponibile sul sito del Piccolo Teatro. Le date del 28 e 29 novembre, 5, 6, 12, 13, 19 e 20 dicembre sono sovratitolate in inglese e italiano, per permettere anche a un pubblico internazionale di seguire la storia. I prezzi variano da 42 euro (platea intero) a 21 euro (balconata ridotto). Sono previsti sconti per under 25 e over 65. Per chi porta gruppi o scolaresche, è possibile contattare l’ufficio promozione pubblico al numero 02 72333216 o via mail a [email protected].

Lo spettacolo è prodotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, insieme a Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Savà Produzioni Creative e Teatri di Bari. Scene di Giuliana Rienzi e Federica Parolini, costumi di Frédérick Denis, luci di Amélie Géhin, musiche di Ezequiel Menaled. Un allestimento curato nei minimi dettagli per accompagnare il pubblico in questo viaggio tra le stanze segrete della famiglia.

“Di madre in figlia” non è solo uno spettacolo: è un abbraccio tra le generazioni, una carezza alle ferite che ogni madre e ogni figlia conoscono. Un’occasione per sentirsi meno sole, anche in platea.

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