Lo svezzamento, o divezzamento, rappresenta una fase cruciale nello sviluppo del bambino, segnando il passaggio graduale da un’alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta più varia e completa. NoiMamme.it ti accompagna in questo percorso con consigli pratici e aggiornati.
Decidere quando iniziare lo svezzamento è una scelta importante. Non esiste un momento univoco, ma è fondamentale rispettare i tempi individuali del bambino, tenendo conto delle sue esigenze nutrizionali, digestive, psicologiche e neurocomportamentali.
Uno svezzamento sereno e ben gestito favorisce una relazione positiva tra madre e bambino, basata sulla fiducia e sull’empatia. Una mamma che ha saputo creare una “base sicura” nei primi mesi di vita offre al suo piccolo la sicurezza necessaria per affrontare questa nuova fase con curiosità e serenità.
La gestione dello svezzamento richiede attenzione e preparazione. È importante che non ci siano fratture brusche tra l’allattamento e l’introduzione dei nuovi cibi, ma una transizione graduale e armoniosa.
Un allattamento al seno prolungato o uno svezzamento ritardato non sono sempre sinonimo di rispetto dei tempi del bambino. A volte, la madre potrebbe involontariamente ostacolare il desiderio di novità e autonomia del suo piccolo, mantenendolo in una dipendenza eccessiva.
Il pediatra svolge un ruolo fondamentale nel consigliare e supportare la madre durante lo svezzamento, aiutandola a modulare i tempi e a gestire le eventuali ansie e difficoltà.
I criteri principali per decidere l’inizio dello svezzamento sono:
Sviluppo di adeguate capacità digestive
Lo sviluppo di adeguate capacità digestive è essenziale per permettere al bambino di assimilare i nuovi nutrienti. Già dopo pochi mesi, il lattante possiede le potenzialità per produrre gli enzimi necessari a digerire alimenti diversi dal latte. Tuttavia, è fondamentale che l’intestino sia in grado di scindere completamente le proteine e gli altri componenti degli alimenti in molecole più semplici.
In caso contrario, queste sostanze potrebbero essere assorbite attraverso la parete intestinale ancora troppo permeabile e scatenare reazioni allergiche o immunologiche. Per questo motivo, è importante ritardare lo svezzamento fino a quando l’intestino non funge da barriera protettiva nei confronti degli allergeni.
Una adeguata maturazione neurocomportamentale
La maturazione neurocomportamentale è un altro aspetto cruciale. Il bambino deve essere in grado di deglutire agevolmente i cibi più solidi e di avere il riflesso di deglutizione anche quando il cibo è introdotto nella parte anteriore della bocca.
Inoltre, deve saper stare seduto senza appoggio in un seggiolino o seggiolone posto di fronte alla mamma o alla persona che lo nutre. Questa posizione favorisce la comunicazione e l’interazione visiva durante il pasto.
Il bambino, oltre a saper deglutire, deve ora saper masticare
Anche se non ha ancora i denti, il bambino deve aver maturato la coordinazione dei muscoli facciali necessari per la masticazione. Lo stimolo alla masticazione è determinato dalla consistenza, dal sapore, dall’odore e dall’aspetto del cibo.
Inoltre, il bambino deve aver estinto il riflesso della spinta della lingua, che lo porta a opporsi all’introduzione di cibi solidi in bocca. La persistenza di questo riflesso può essere erroneamente interpretata come un rifiuto del cibo.
Un’altra acquisizione comportamentale importante è la capacità di opporsi al cibo, sia girando il capo che allungando il braccio. Questa capacità è legata allo sviluppo del sistema di controllo dell’appetito, che permette al bambino di scegliere un cibo più gradito rispetto a un altro.
L’alimentazione diventa così un momento di piacere legato a una complessa sensorialità, che contribuisce a far fare al bambino le prime esperienze di libertà e di scelta volontaria. È importante distinguere tra un atteggiamento di opposizione dovuto alla sazietà e un rifiuto a priori della pappa, che può essere legato a diversi fattori, come il desiderio di esprimere autonomia o una ribellione nei confronti di un atteggiamento materno.
Lo svezzamento non dipende solo dalle capacità digestive e comportamentali del bambino. Quando un lattante raddoppia il suo peso di nascita e/o raggiunge i 5-6 mesi di vita, l’allattamento esclusivo al seno o l’assunzione di solo latte artificiale non sono più sufficienti a coprire i suoi fabbisogni nutrizionali.
Dall’andamento della crescita del bambino nei primi tre mesi di vita è possibile programmare l’epoca ideale per iniziare lo svezzamento, che non comporta la sospensione dell’allattamento al seno, ma solo la sua integrazione con altri alimenti.
I cibi devono essere introdotti gradualmente nello svezzamento
È fondamentale una lenta e prudente gradualità nell’introduzione di nuovi alimenti, tenendo conto delle nuove modalità con cui il bambino dovrà confrontarsi. Se alimentato con latte materno, dovrà imparare a conoscere il cucchiaino e i nuovi alimenti da proporre con esso.
In natura, è l’introduzione di piccole quantità di alimento nuovo a stimolare la produzione di enzimi digestivi. La gradualità si riferisce sia alla quantità che alla qualità: è necessario introdurre un alimento nuovo alla volta, distanziato di almeno una settimana dall’altro, e aumentare gradualmente la quantità, se ben accettato e digerito.
Indipendentemente dal tipo di alimentazione del bambino, è importante che i pasti siano leggeri e frazionati. Orientativamente, i pasti saranno cinque all’inizio dello svezzamento, anche di più se la percentuale di calorie introdotte con il cibo extra latte materno non raggiunge il 50% del totale giornaliero.
Questo permette di soddisfare il bambino e di mantenere una buona produzione di latte materno, che sarebbe consigliabile continuare a dare fino al compimento del primo anno di vita, se non del secondo, se il bambino lo desidera e se la mamma è disponibile.
L’inizio dello svezzamento prima del quinto o quarto mese può comportare rischi specifici, come il sovraccarico del rene, lo sviluppo di ipertensione, obesità, aumento del colesterolo, allergie o intolleranze alimentari, assuefazione a sapori troppo dolci e intossicazione con sostanze nocive.
D’altra parte, anche uno svezzamento troppo tardivo può avere conseguenze negative: dopo il sesto mese, le riserve di ferro, rame e altri elementi importanti si esauriscono ed è necessario introdurli con gli alimenti. Inoltre, dopo il sesto mese è superato il periodo “critico” o sensitivo per l’accettazione dei cibi solidi.
Se si comincia lo svezzamento verso il sesto mese, non ha molta importanza con quale alimento si inizia, fermo restando il concetto di far precedere lo svezzamento vero e proprio dall’introduzione di piccole quantità di cereali e frutta.
Dopo il sesto mese, la composizione corporea si modifica divenendo più simile a quella del bambino più grande
Il bambino ha meno bisogno di acqua e grassi e più necessità di proteine. Pertanto, la distribuzione percentuale dei nutrimenti dovrà essere: 12-13% di proteine, 55% di carboidrati, 30-35% di grassi.
Anche il ferro del latte materno risulta insufficiente dopo il sesto mese: bisogna introdurre cibi che lo contengano in quantità adeguata come carne, legumi e alcuni vegetali.
Attenzione va posta all’introduzione del glutine, che prima del quinto, sesto mese, potrebbe non essere digerito e dare luogo a gravi intolleranze. Le fibre vanno introdotte con gradualità. Fino al terzo anno di vita circa, non bisognerebbe aggiungere sale negli alimenti.
Una attenzione particolare va data all’introduzione di cibi potenzialmente allergizzanti durante lo svezzamento
I cibi più a rischio sono quelli proteici, ma tra tutti vi è una certa gradualità. È importante seguire sempre il principio della gradualità e introdurre un alimento nuovo ogni settimana, non di più.
Due parole sui cibi precotti e gli omogeneizzati per lo svezzamento
Gli omogeneizzati sono utili perché la carne subisce un processo industriale di omogenizzazione che la rende più digeribile. Tuttavia, hanno un costo elevato e contengono amidi e altre sostanze aggiunte. I liofilizzati sarebbero da preferire. Le farine precotte sono pratiche e affidabili, ma dopo il sesto mese possono essere sostituite con semolino o pastina da cuocere. Se hai tempo, puoi preparare ottime farine precotte in casa.
Le farine vanno aggiunte alla pappa in percentuale 8-10%. Per quanto riguarda la carne, le prime volte meglio darne solo 15 gr per poi aumentare a 30 gr.
Quando introdurre la prima pappa nello svezzamento
Dopo aver fatto assumere al bambino, per alcune settimane, frutta poco allergizzante, si introduce la prima pappa preparata con brodo vegetale (150-180 gr).
Preparazione della prima pappa:
Fare bollire per circa un’ora mezzo litro di acqua con carota e patata pelate e a pezzi e filtrare il brodo. Si versano nella scodella 150-180 gr di brodo filtrato e si aggiungono a pioggia 2-4 cucchiai di farina precotta di riso o riso o mais e tapioca o riso mais e tapioca. Si aggiunge un cucchiaino di olio extravergine di oliva e, volendo, un cucchiaino di parmigiano.
Dopo una settimana si può unire la carne omogeneizzata o liofilizzata e dopo 10 gg si può aggiungere uno o due cucchiai del passato delle verdure che sono servite per fare il brodo vegetale.
Dopo un mesetto, la carne liofilizzata può essere sostituita da quella fresca. A questo punto la pappa è completata e non resta altro che aggiustarne la consistenza. Dopo il settimo mese, anche la farina precotta può essere sostituita con semolino da cuocere e il riso si può far diventare farina frullando i chicchi a secco nel frullatore. Quando si desidera dare i legumi, essi vanno cotti a parte e aggiunti al brodo vegetale dopo essere stati passati col passa-verdure a mano. Se le verdure passate possono essere introdotte già al sesto mese, è meglio aspettare alcune settimane per unire i legumi.
Quando introdurre la pappa serale
Di solito, dopo un mese dalla prima, è ben accetta. La procedura è simile: invece della carne si può introdurre il formaggino ipolipidico o la ricotta, oppure una purea di verdure con un po’ di latte.
La frutta non deve mai mancare nella dieta di un bambino: è preferibile darla lontano dalla minestrina o dalla poppata di latte. La cronologia della somministrazione della frutta è la seguente: mela e pera crude grattate anche prima del 6°mese; banana e qualche cucchiaino di succo di arancio, dopo il sesto mese; il resto della frutta solo se di stagione, poco dopo con particolare attenzione a fragole e kiwi per il loro potere allergizzante.
Se sei indeciso su quale prodotto scegliere, dai un’occhiata a questa selezione di frutta liofilizzata adatta ai più piccoli.
Quanto e per quanto tempo dare ancora il latte?
Il latte, materno o di proseguimento che sia, deve essere mantenuto in ragione di circa mezzo litro al giorno, sostituibile eventualmente con lo yogurt, che ha il vantaggio di contenere le stesse sostanze in una minor quantità di alimento. Va quindi rigorosamente cercato lo yogurt vero, intero, bianco, possibilmente non dolce.
L’equivalenza nutrizionale dello yogurt rispetto al latte varia a secondo della composizione del latte di origine, ma orientativamente, 120 gr di yogurt corrispondono a 180 gr di latte. Come regola generale, qualsiasi bevanda o alimento da dolcificare, dovrebbe avere un’aggiunta di zucchero o miele pari al 5% non oltre.
La carne
La carne è l’alimento miglior fornitore di proteine nobili facilmente assimilabili. Gli omogeneizzati sono utili perché il processo di omogeneizzazione industriale è decisamente migliore di quello casalingo. La carne fresca si somministra dopo cottura umida.
Preparazione:
Mentre bolle il brodo vegetale che servirà per preparare la minestrina, si copre il tegamino con un piatto, si pone sul piatto la carne già pesata da cruda tagliata in piccoli pezzi e si ricopre con un coperchio. Si può alternare il brodo vegetale con brodo di carne. La carne servita per il brodo non si utilizza per il bambino se non quando sarà più grande e potrà mangiare le polpettine.
Il pesce
Il pesce è un ottimo alimento e le sue carni sono ricche di proteine, fosfolipidi e acidi grassi polinsaturi importanti per lo sviluppo cerebrale. Si può cominciare a dare il pesce dopo l’8° mese in quantità simile o leggermente superiore rispetto alla carne. Si può iniziare con trota e merluzzo, poi branzino, palombo, luccio, orata, spigola, molto più avanti tonno, pesce spada e salmone perché grassi.
L’uovo
L’uovo è un ottimo alimento ad elevato valore proteico e nutritivo, però è allergizzante. Si consiglia di introdurlo dopo il pesce, verso il nono mese e solo il tuorlo, visto che l’albume è ancora più allergizzante e non si consiglia prima del compimento del primo anno di vita.
Per ridurre il rischio di allergia è opportuno, le prime volte, somministrare il rosso ben cotto, sodo, in quantità minima. Se dopo tre somministrazioni non a giorni consecutivi non vi sono segni di allergia, si può dare un tuorlo intero, cotto direttamente nella minestrina o alla coque: solo allora potrà sostituire la carne anche due volte alla settimana.
L’olio d’oliva
L’olio può essere dato da subito nello svezzamento: l’olio rigorosamente extra vergine di oliva è ricco di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), l’olio di semi (girasole, mais arachidi) è ricco di polinsaturi. Entrambi sono necessari, quindi si consiglia di alternare olio di oliva con olio di mais o di semi oppure di preparare una bottiglia solo per il bimbo, con metà olio extravergine di oliva e metà olio di semi, meglio se mais.
Il burro
Il burro è ricco di acidi grassi saturi e di colesterolo, però contiene anche insaturi e vitamina A: in piccole quantità, massimo 10 gr a dose, crudo, può essere dato verso la fine del primo anno. Anche l’olio va aggiunto crudo alla minestrina. L’aggiunta di pomodoro, se pelato e ben cotto, può anche essere iniziata prima della fine del primo anno per variare la solita minestrina e rendere magari più appetitoso il pesce.
Dopo l’ottavo mese, oltre ad iniziare il pesce, si può dare il prosciutto: la sua quantità deve essere simile a quella del formaggio. Può trattarsi di prosciutto crudo o cotto, purché privo di polifosfati e conservanti.
Schema svezzamento a 5 mesi
- brodo vegetale 150-180 gr
- farina di cereali precotti senza glutine 15 gr
- olio di oliva 5 gr (1 cucchiaino)
- parmigiano 2-4 gr (mezzo cucchiaino)
- carne bianca (coniglio, agnello, tacchino) 20, max 30 gr
- mezza mela lontano dal pasto
- 15 gr di biscotti primi mesi nelle 24 ore
- 700-720 gr di latte nel resto della giornata
A 7 mesi circa, dopo un mese dalla prima minestrina, si introduce una seconda minestrina la sera con uguali quantità, si riduce il latte degli altri pasti a 450gr, si aumentano i biscottini a 30 gr complessivi e si raddoppia la quantità di frutta a un frutto intero o meglio due mezzi (mela e banana o mela e pera).
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Vedi anche: Raccolta di articoli sullo svezzamento
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