Molti genitori si preoccupano quando notano che il loro bambino sembra non crescere come dovrebbe. Prendiamo ad esempio il caso di una bambina di 15 mesi che pesa 8 kg ed è alta 74 cm. Sebbene sia nata con un peso di 2.690 kg e un’altezza di 47 cm, la sua crescita sembra essersi arrestata negli ultimi due mesi.
Perché il mio bambino non cresce? Possibili cause
È importante considerare diversi fattori quando si valuta la crescita di un bambino. Un improvviso rifiuto del cibo, cambiamenti nelle feci (come feci gialle e molli) e aria nel pancino possono essere segnali da non sottovalutare.
Esami del sangue e intolleranze
In questi casi, è fondamentale escludere cause mediche. Esami del sangue e delle urine possono aiutare a identificare eventuali problemi di salute. L’intolleranza al glutine (celiachia) è una possibilità da considerare, ma non è l’unica.
Cosa fare se la crescita è ferma?
Se gli esami sono negativi, come spesso accade, è importante valutare attentamente l’alimentazione del bambino e considerare altri fattori.
L’importanza del peso rispetto all’altezza
In generale, il peso è un indicatore più sensibile rispetto all’altezza, soprattutto nei primi anni di vita. Sebbene l’altezza possa essere su un percentile basso, è il peso che desta maggiore preoccupazione se si discosta significativamente dal percentile di nascita.
Valutare la storia della crescita
Per avere un quadro più chiaro, è utile ricostruire la storia della crescita del bambino dalla nascita ad oggi, annotando peso e altezza ad ogni controllo. Anche l’altezza e il peso dei genitori e di eventuali fratelli possono fornire informazioni preziose. Potrebbe essere utile monitorare la situazione con una bilancia pesaneonati di precisione.
Possibile intolleranza al lattosio o allergia alle proteine del latte
Feci gialle e molli, associate a flatulenza, potrebbero indicare un’eccessiva quantità di latte o una possibile intolleranza al lattosio. In alcuni casi, potrebbe essere utile provare un latte senza lattosio o, in situazioni più complesse, un latte di soia o di riso, privo anche di proteine del latte vaccino. Ricorda, però, che l’auto-diagnosi è sconsigliata e che è sempre meglio parlarne col pediatra.
Consigli aggiuntivi
- Consulta sempre il tuo pediatra: È il professionista più indicato per valutare la situazione specifica del tuo bambino e fornirti consigli personalizzati.
- Non forzare il bambino a mangiare: Offri cibi sani e vari, ma rispetta i suoi segnali di fame e sazietà.
- Crea un ambiente positivo durante i pasti: Evita distrazioni come la televisione e cerca di rendere il momento del pasto piacevole e rilassante.
NoiMamme.it consiglia di non allarmarsi eccessivamente, ma di affrontare la situazione con attenzione e di confrontarsi con il pediatra per trovare la soluzione migliore per il tuo bambino.
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