Encopresi infantile: cause, sintomi e rimedi efficaci

L’encopresi, ovvero la perdita involontaria di feci nei bambini che hanno già acquisito il controllo sfinterico (generalmente dopo i 4 anni), è un problema che può generare ansia e preoccupazione nei genitori. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, quali sono le cause e come affrontarlo.

Cos’è l’encopresi?

L’encopresi si manifesta con la perdita di feci, spesso piccole quantità, in luoghi inappropriati, come la biancheria intima. Può essere:

  • Primaria: quando il bambino non ha mai raggiunto il controllo sfinterico completo.
  • Secondaria: quando il bambino ha avuto un periodo di continenza fecale di almeno sei mesi prima di iniziare a sporcarsi.

È importante distinguere l’encopresi dall’enuresi (perdita involontaria di urina), anche se a volte possono coesistere.

Quali sono le cause dell’encopresi?

Le cause dell’encopresi possono essere diverse e spesso concorrono più fattori:

  • Stipsi cronica: la causa più comune. Le feci si accumulano nel retto, diventando dure e difficili da espellere. Il bambino può quindi avere perdite di feci liquide che bypassano il blocco. Se sospetti un problema di stipsi, puoi valutare l’utilizzo di supposte di glicerina per bambini, ma è sempre meglio consultare il pediatra.
  • Fattori emotivi: stress, ansia, problemi scolastici o familiari possono influenzare la funzionalità intestinale. Ad esempio, l’inserimento alla scuola primaria, un cambio di insegnante o difficoltà relazionali possono scatenare o peggiorare il problema.
  • Problemi comportamentali: alcuni bambini possono trattenere le feci volontariamente, per ribellione o per paura di usare il bagno.
  • Dieta: una dieta povera di fibre può contribuire alla stipsi.
  • Cause mediche: in rari casi, l’encopresi può essere dovuta a problemi fisici, come malformazioni anorettali o malattie neurologiche.

Come affrontare l’encopresi?

L’approccio all’encopresi deve essere multidisciplinare e coinvolgere genitori, pediatra e, se necessario, psicologo.

1. Consultare il pediatra

Il primo passo è escludere cause mediche e valutare la presenza di stipsi. Il pediatra potrà consigliare:

  • Esami diagnostici: per escludere patologie organiche.
  • Terapia farmacologica: in caso di stipsi, possono essere prescritti lassativi per ammorbidire le feci e favorire l’evacuazione.
  • Consigli dietetici: aumentare l’apporto di fibre nella dieta (frutta, verdura, cereali integrali) e assicurare una corretta idratazione.

2. Gestire la stipsi

Se la stipsi è la causa principale, è fondamentale trattarla adeguatamente. Oltre alla terapia farmacologica, è importante:

  • Stabilire una routine intestinale: incoraggiare il bambino ad andare in bagno regolarmente, preferibilmente dopo i pasti, e dedicare il tempo necessario (circa 10-15 minuti).
  • Creare un ambiente rilassante: rendere il momento dell’evacuazione piacevole e senza fretta.
  • Utilizzare un piccolo sgabello: per aiutare il bambino ad assumere una posizione più confortevole sul water.

3. Affrontare i fattori emotivi

È importante identificare e affrontare eventuali fattori emotivi che possono contribuire all’encopresi. Parlare con il bambino, ascoltare le sue paure e preoccupazioni, e rassicurarlo. In alcuni casi, può essere utile consultare uno psicologo infantile per aiutare il bambino a gestire le proprie emozioni e sviluppare strategie di coping.

4. Educazione e supporto

È fondamentale spiegare al bambino cos’è l’encopresi, rassicurandolo che non è colpa sua e che si può risolvere. Evitare punizioni o rimproveri, che possono peggiorare la situazione. Incoraggiare il bambino a partecipare attivamente al trattamento, ad esempio, tenendo un diario delle evacuazioni o scegliendo i cibi da mangiare per favorire la regolarità intestinale. Potrebbe essere utile leggere insieme dei libri illustrati che spiegano il funzionamento dell’intestino in modo semplice e divertente.

Cosa fare se il problema persiste?

Se l’encopresi persiste nonostante i trattamenti, è importante non scoraggiarsi e continuare a cercare aiuto. Rivolgersi a un centro specializzato in disturbi della minzione e dell’evacuazione infantile può essere utile per una valutazione più approfondita e un trattamento personalizzato.

Ricorda, l’encopresi è un problema che si può risolvere con pazienza, comprensione e un approccio multidisciplinare.

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