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Mio figlio trattiene il respiro: cause e cosa fare

Molti genitori si spaventano quando il proprio figlio, piangendo o tossendo, sembra rimanere senza fiato per qualche istante. Cerchiamo di capire le possibili cause e come comportarsi in queste situazioni.

Possibili cause del blocco respiratorio

Un episodio di apparente soffocamento può avere diverse origini. È importante escludere cause gravi, ma spesso si tratta di fenomeni transitori e benigni.

Reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo, ovvero la risalita di materiale gastrico nell’esofago, è una causa comune, soprattutto nei neonati e nei bambini piccoli. Durante un colpo di tosse, lo spasmo del diaframma può favorire la risalita del contenuto dello stomaco. Se questo materiale raggiunge la gola e ostruisce parzialmente la trachea, l’organismo reagisce bloccando la respirazione per evitare l’inalazione.

Infezioni respiratorie

Alcune infezioni, come la pertosse o sindromi simil-pertussiche, possono causare accessi di tosse prolungati che portano a un blocco temporaneo del respiro. In questi casi, il meccanismo è di tipo irritativo a livello cerebrale.

Spasmi affettivi

Gli spasmi affettivi sono episodi di apnea (arresto della respirazione) che si verificano in risposta a uno stimolo emotivo, come pianto, rabbia o frustrazione. Il bambino trattiene il respiro e può diventare cianotico (bluastro) o pallido. Di solito, si risolvono spontaneamente in pochi secondi.

Iperreattività bronchiale

Nei bambini con iperreattività bronchiale, anche una semplice tosse secca e ripetuta può scatenare un broncospasmo e difficoltà respiratorie.

Asma e blocco del respiro

Anche se il bambino soffre di asma, come nel caso descritto, l’episodio potrebbe non essere direttamente correlato a una crisi asmatica, soprattutto se non sono presenti i tipici sintomi come sibili e difficoltà respiratorie prolungate. Tuttavia, è sempre bene consultare il pediatra per valutare la situazione.

Cosa fare quando il bambino trattiene il respiro

Mantenere la calma è fondamentale. Nella maggior parte dei casi, l’episodio si risolve da solo in pochi secondi. Cercare di tranquillizzare il bambino e assicurarsi che non ci siano oggetti che ostruiscono le vie aeree. Se il bambino perde conoscenza o l’episodio si prolunga, chiamare immediatamente il 118.

Quando consultare il medico

È consigliabile consultare il pediatra se:

  • L’episodio si ripete frequentemente.
  • Il bambino diventa cianotico (bluastro).
  • Il bambino perde conoscenza.
  • Sono presenti altri sintomi, come febbre, tosse persistente o difficoltà respiratorie.

Il medico potrà valutare la situazione e individuare la causa del problema. Potrebbe essere utile avere a portata di mano un saturimetro pediatrico per monitorare i livelli di ossigeno del bambino durante questi episodi.

Disclaimer: Questo articolo è a scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. In caso di dubbi o problemi di salute, consultare sempre il proprio pediatra.

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Avvertenza: Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico curante o del pediatra.

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