La maternità è un tema centrale nella società odierna. NoiMamme.it affronta spesso argomenti come l’età avanzata in cui si diventa madri, il basso tasso di natalità e, purtroppo, anche casi di aggressività verso i neonati. Un termine interessante emerso negli ultimi anni è il “mess”, che descrive lo stato di ansia e frustrazione alimentato dalla paura di sbagliare, vissuto da molte neo-mamme.
La Distanza tra Sogno e Realtà
La psicologa Silvia Vegetti Finzi sottolinea la differenza tra il bambino idealizzato e il bambino reale. Questa discrepanza può generare frustrazione e influenzare negativamente l’esperienza della maternità.
Le Pressioni Sociali sulla Maternità
La sociologa Marina Piazza evidenzia come la società moderna valorizzi le competenze femminili, ma spesso pretenda comportamenti tradizionalmente considerati maschili. Questa ambivalenza può portare a un disconoscimento del ruolo materno.
Le giovani donne spesso si sentono sotto pressione, cercando di conciliare lavoro, studio e realizzazione personale. Questa corsa continua può portare a frustrazione, aggressività e un senso di impotenza.
La Mancanza di Supporto Adeguato
In Italia, mancano strutture e servizi adeguati per supportare le neo-mamme. La mancanza di asili nido e luoghi di cura aggrava il senso di solitudine che molte donne sperimentano dopo il parto.
Tuttavia, il supporto economico e sociale non è sufficiente. È necessario un cambiamento culturale che valorizzi la maternità come una potenzialità e non come un ostacolo.
L’Importanza del Tempo Interiore
È fondamentale riscoprire il valore del tempo interiore, del tempo dell’attesa, della noia e della malinconia. Comprendere il proprio tempo permette di affrontare le sfide della vita con maggiore consapevolezza.
Un Nuovo Approccio all’Assistenza Post Partum
È necessario rivedere e riordinare l’approccio all’assistenza post partum, tenendo conto delle nuove esigenze delle donne. Medici, ostetriche, infermieri e psicologi devono essere in grado di ascoltare e comprendere le difficoltà che le neo-mamme affrontano.
È importante ritornare ai temi dell’incertezza, della speranza, del desiderio e della capacità di sopportare i cambiamenti. Osservare il silenzio del corpo e ascoltare la propria interiorità sono passi fondamentali per superare le difficoltà.
Il Silenzio Sociale e la Depressione Post Partum
La depressione post partum è spesso legata non solo a fattori fisiologici, ma anche a elementi psichici e sociali. Il “silenzio sociale”, ovvero l’impossibilità di esprimere le proprie difficoltà, può aggravare la situazione.
Molte donne, pur avendo successo nella vita professionale, si sentono sole e incomprese. La società impone loro un ritmo frenetico che non lascia spazio all’ascolto di sé stesse.
Il Passaggio Naturale alla Maternità nel Passato
Nelle generazioni passate, diventare madri era un passaggio naturale, circondato da rispetto e sacralità. Rituali come la presenza dell’ostetrica a casa e il supporto delle altre donne creavano un clima di fiducia e abbandono.
Il periodo dei quaranta giorni dopo il parto era dedicato alla cura della madre, con attenzioni e rispetto da parte del marito.
L’Efficienza Standardizzata e la Dimenticanza del Tempo
Oggi, le dimissioni ospedaliere avvengono spesso troppo presto, lasciando la neo-mamma senza il tempo necessario per elaborare l’esperienza del parto. L’efficienza standardizzata e la fretta della società moderna possono far dimenticare l’importanza di osservare e comprendere le esigenze specifiche di ogni donna e del suo bambino.
La Ricerca della Perfezione e il Blocco Emotivo
Molte donne cercano di fare tutto in modo perfetto, seguendo scrupolosamente le regole apprese nei corsi pre-parto. Tuttavia, il tempo inesorabile può fermarle e bloccarle, portando a un cambiamento improvviso e a un blocco emotivo.
Il Tempo Soggettivo e la Depressione
La depressione può alterare la percezione del tempo, facendo sembrare il presente costantemente risucchiato dal passato e il futuro incerto. Riflettere sulla dimensione soggettiva del tempo è fondamentale per comprendere e superare la depressione.
Come diceva Sant’Agostino, il tempo è legato all’esperienza e alla percezione individuale.
Il Mondo Interiore e il Mondo Esterno
Il tempo delle illusioni, delle utopie e dei sogni dolorosi fa parte del nostro mondo interiore, mentre il tempo dell’orologio, della velocità e dell’efficienza appartiene al mondo esterno. È importante trovare un equilibrio tra questi due mondi.
Alcune donne descrivono la depressione come una sensazione di sprofondare in un “non tempo”, in cui le ore sembrano immobili e le emozioni sono anestetizzate.
Accudimento come Lavoro Sfinente e Senso di Inadeguatezza
Molte donne vivono l’accudimento del bambino come un lavoro sfinente e si sentono costantemente inadeguate. Possono sviluppare spinte aggressive inconsce nei confronti del bambino, percepito come un elemento di disturbo della loro routine.
Si sentono in gabbia e prendono le distanze affettive dal bambino, bloccando ogni emozione, compresa l’aggressività. L’impossibilità di immedesimazione impedisce lo sviluppo dell’empatia necessaria per comprendere i bisogni del bambino. Se ti senti sopraffatta, parlane con un professionista e magari valuta l’uso di un baby monitor per monitorare il tuo bambino anche quando non sei nella stessa stanza.
La Negazione del Corpo e del Tempo Interiore
La depressione post partum può essere legata alla negazione del corpo e del tempo interiore durante la gravidanza. Alcune donne continuano a fare le stesse cose di sempre, senza modificare il loro stile di vita, mentre altre enfatizzano eccessivamente ogni piccolo cambiamento fisico. In entrambi i casi, manca una vera e propria presa di coscienza del proprio corpo e del proprio tempo interno.
Il Puerperio come Elaborazione del Lutto
Il puerperio è un momento di elaborazione del lutto del bambino ideale. Se questa elaborazione non avviene, i toni depressivi dell’umore possono cronicizzarsi.
Cosa Fare di Fronte alla Depressione Post Partum
Affrontare la depressione post partum richiede un approccio multidisciplinare che tenga conto degli aspetti sociali, psicologici e biologici.
È necessario dare importanza alla maternità, tenendo conto dei nuovi aspetti che sono entrati nella vita delle donne. Forse possiamo provare a lavorare dando uno spazio e una dimensione diversa al tempo che precede il parto. Possiamo provare a ristrutturare il nostro lavoro ed inserire da subito l’idea dell’aiuto, dell’incontro con il partner e della sua importanza prima e dopo il parto. Possiamo provare a togliere quell’aurea di super efficienza che caratterizza la modalità del lavoro attuale degli operatori per costruire una relazione basata di più sulla confidenza e sulla fiducia. Possiamo provare a rallentare i tempi. Se desideri approfondire, potresti trovare utile un libro sulla depressione post partum.
Se nel nostro cammino di accompagnamento delle donne al parto riuscissimo a fare percepire l’importanza della scoperta di un tempo interiore che coincide con la crescita del piccolo dentro di sé, al fine di poterle accompagnare verso una visione meno angosciante di un tempo che cambierà d’improvviso la loro vita, talvolta travolgendole, allora con buone probabilità avremmo avviato un buon percorso di aiuto per il superamento della depressione post partum.
Molti definiscono la depressione post partum una malattia biopsicosociale, nel senso che accomuna in sé aspetti bio-chimici, aspetti psicologici e aspetti sociali. È questa natura così ibrida, questo intreccio così complesso che fa tanto discutere e induce a cercare nuove strade per un efficace lavoro sulla depressione.
Il tema del tempo e della sua definizione in termini scientifici – quando diventa il tempo che uccide qualsiasi speranza, quando è un tempo interiore mai o poco analizzato che ha fatto fare scelte sempre di corsa, quando ancora è un tempo sociale diventato usanza (i figli si fanno solo dopo avere fatto “carriera”) – mi è sembrato un tema interessante da proporvi come invito alla discussione e alla riflessione.
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