Molti genitori separati si chiedono a che età un bambino può esprimere la propria preferenza sul genitore con cui vivere. La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori.
L’età giusta per essere ascoltati
Legalmente, in Italia, il giudice deve ascoltare il minore nei procedimenti che lo riguardano (separazione, divorzio, affidamento) se ha compiuto almeno 12 anni. Tuttavia, il giudice può decidere di ascoltare anche bambini di età inferiore, se ritenuto capace di esprimere un’opinione ponderata. La decisione finale sull’affidamento spetta comunque al giudice, che valuterà il benessere del minore tenendo conto di diversi elementi.
Cosa influenza la decisione del giudice?
Il giudice, nel decidere l’affidamento, considera diversi aspetti:
- La capacità di ciascun genitore di prendersi cura del bambino, soddisfacendo le sue esigenze materiali e affettive.
- La volontà del bambino, se ha l’età e la maturità per esprimerla.
- La relazione del bambino con ciascun genitore e con gli altri membri della famiglia (nonni, fratelli, etc.).
- La stabilità dell’ambiente in cui il bambino vivrebbe.
- Eventuali problemi di uno dei genitori (violenza domestica, problemi di alcol o droga, etc.).
Cosa fare se il bambino manifesta disagio?
Se un bambino manifesta disagio dopo aver trascorso del tempo con uno dei genitori, è importante cercare di capire le cause. Potrebbe essere utile:
- Parlare con il bambino in modo aperto e rassicurante.
- Osservare il comportamento del bambino e cercare di capire cosa lo turba.
- Parlare con l’altro genitore per cercare di risolvere eventuali problemi.
- Consultare uno psicologo infantile, che può aiutare il bambino ad elaborare le proprie emozioni e i genitori a gestire la situazione. Se vuoi approfondire, consiglio questo ottimo manuale che spiega tutto.
L’importanza dell’affidamento condiviso
L’affidamento condiviso è la forma di affidamento preferibile, in quanto permette ad entrambi i genitori di partecipare attivamente alla vita del bambino. Questo significa che entrambi i genitori hanno il diritto e il dovere di prendere decisioni importanti per il bambino (scuola, salute, attività extrascolastiche, etc.) e di trascorrere del tempo con lui. L’affidamento condiviso favorisce il benessere del bambino, che ha bisogno di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori.
Cosa fare se si vuole modificare l’affidamento?
Se si desidera modificare le condizioni dell’affidamento (ad esempio, il genitore con cui il bambino vive prevalentemente, il calendario delle visite, etc.), è necessario rivolgersi al Tribunale. Il giudice valuterà la situazione attuale e deciderà se ci sono motivi validi per modificare l’affidamento, tenendo sempre presente il benessere del bambino.
Il ruolo dello psicologo
In caso di separazione o divorzio, il ruolo dello psicologo può essere molto importante. Lo psicologo può aiutare i genitori a comunicare in modo efficace e a gestire i conflitti, e può sostenere il bambino nell’elaborazione delle proprie emozioni. Inoltre, lo psicologo può fornire al giudice una valutazione del benessere del bambino e suggerire le soluzioni più adatte.
È importante che i genitori mettano sempre al primo posto il benessere del bambino, cercando di collaborare e di creare un ambiente sereno e stabile.
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