Sottrazione di minore e residenza

 
Salve, 

le scrivo per avere un chiarimento su sottrazione di minore e residenza in Italia. 
Io sono cittadina di rep. Ceca (UE), il mio partner è cittadino italiano. Abbiamo un figlio di sei mesi, nato in rep. Ceca. Io e anche figlio siamo residenti in rep. Ceca, il mio partner in Italia. Io lavoro come imprenditore in rep. Ceca – pago i contributi nel mio paese e il mio partner lavora in Italia. Al momento passiamo la maggior parte del tempo con il mio partner qui in Italia. 

Per via della tessera sanitaria italiana, ho fatto l’iscrizione anagrafica al comune di Udine, dove mi hanno rilasciato il certificato di residenza. Stessa cosa mi tocca fare per mio figlio per gli stessi motivi (assistenza di un pediatra), ma anche per i motivi di contributi e di detrazione d’imposta per il mio compagno. 

Le scrivo perché se faccio questo passo della residenza, anche non essendo sposati, ho paura che se dovessi un domani spostarmi a vivere per conto mio in rep. Ceca, (non si sa mai nella vita), il mio compagno potrebbe accusarmi del rapimento del proprio figlio. Come posso proteggermi e nello stesso tempo vivere con il mio partner nella serenità?

La ringrazio.
 
Mila K.
 
 
Cara Mila,
se anche mantenesse la sola residenza anagrafica nella Repubblica Ceca ma vivendo stabilmente in Italia, un domani si trovasse a dover lasciare il paese con suo figlio per stabilirsi nel suo paese di origine, non potrebbe comunque farlo senza il consenso del padre di suo figlio.
Forse il padre troverebbe quale ostacolo la dimostrazione della convivenza in Italia ma non sarebbe comunque una decisione da poter prendere unilateralmente.
Ritengo quindi che in ogni caso un domani prima di trasferirsi all’estero con suo figlio lei debba chiedere ed ottenere il consenso del padre del minore. Tanto più che quest’ultimo potrebbe comunque agire per ottenere l’affidamento condiviso del minore, con la conseguenza che ogni decisione relativa a vostro figlio dovrebbe essere presa di comune accordo tra di voi.
Non ci sono "azioni" preventive che lei può esperire per "mettersi al riparo" da eventuali azioni future che il suo compagno potrebbe intraprendere per tutelare il rapporto genitoriale.
Buona fortuna.
Avv. Chiara Donadon

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