Diritto di visita della nonna

 
Gentile avvocato,

le scrivo perché sono disperata. Abbiamo traslocato accanto a mia suocera da un mese e per me è finita la pace.
Lasciando correre il fatto che mio marito è sempre a casa sua per il buongiorno, il buon pomeriggio, al rientro dal lavoro, per la buona notte e io non ne posso più. Veniamo al problema. Io ho un bimbo di 10 mesi e lei vuole vederlo tutti i giorni. Mio marito che non osa rispondere alla mamma usa il figlio come il giocattolo per mammina, e per placare i sensi di colpa che lei gli fa venire piangendo ogni minuto. Lei dice che si è informata e ha diritto di vedere il bambino. È vero? Se sì, quanto? Mi spia e controlla anche la gestione della mia casa. Ho solo 36 anni e non ho più la mia vita. Non dormo la notte e mangio pochissimo. Le condizioni di mio marito sono: o fai come ti dico io o te ne puoi andare.
Ma poi dovrei dare il mio bimbo a loro due. Dimenticavo che mia suocera ha 85 anni e spesso cade e dimentica le cose. 
Mio marito è già stato sposato e ho scoperto con il tempo che una delle cause di separazione è stato il rapporto morboso con la madre.

Mi aiuti, la prego, non so cosa fare, sono disperata. Due sere fa lei mi ha fatto una ramanzina, davanti al figlio che non ha preso le mie difese, dicendo che lei si è informata e che ha diritto di vedere il nipote. Cosa che io non nego, ma un paio di volte alla settimana mi sembra sufficiente. Mio marito in quell’occasione, e non solo, è stato chiaro: la sua priorità è sua madre. Io non prendo la posta di mio marito, lo fa lei, io non lavo il bucato di mio marito, lo fa lei. Così lui non viene meno all’impegno preso sposandomi? Io non ho un marito. Ho in casa un uomo che dorme con me e gioca ogni tanto con suo figlio, poco per altro.
Per finire spesso lui mi ha minacciata di portarmi via il piccolo.

Aspetto una sua cortese risposta.
Cordiali saluti.

Deborah R.
Cara Deborah,
quello relativo al diritto dei nonni di vedere i nipoti è un discorso complicato e controverso. 
Posso riassumere dicendo che la legge non prevede un diritto soggettivo dei nonni a frequentare i nipoti ma sancisce il diritto dei minori a mantenere rapporti significativi anche con i familiari dei genitori in caso di separazione degli stessi.
Per quello che è lo stato attuale della legislazione e della giurisprudenza (anche se sono al vaglio del Parlamento progetti di riforma volti ad un ampliamento di questo "diritto" al rapporto nonni-nipoti) la valutazione circa l’interesse del minore a mantenere il rapporto con i nonni, in caso di contrasti tra questi ultimi e i genitori, viene svolta da ciascun Tribunale caso per caso.
I nonni che vogliono ottenere una pronuncia a tutela del rapporto di solito si rivolgono al Tribunale per i Minorenni con un’azione ai sensi dell’art. 333 c.c. Ogni tribunale ha le sue prassi: alcuni sono più aperti e quindi maggiormente propensi a pronunciarsi in favore dei nonni; altri tengono un comportamento maggiormente restrittivo e "formalistico".
Questa premessa per dirle che non posso rispondere con precisione ai suoi quesiti, ossia se è vero che i nonni hanno diritto di vedere il bambino e per quanto tempo.
Consiglio sempre in questi casi di cercare il giusto compromesso tra le varie esigenze e di usare il buon senso.
Mi permetto, svestendo un po’ i panni dell’avvocato, di dirle che la vicinanza con sua suocera non deve metterla nella condizione di subire le "minacce" o le prepotenze né di suo marito né della di lui madre. Per usare l’espressione utilizzata da lei, nessuno mai le porterà via il piccolo, anche qualora lei e suo marito doveste addivenire ad una separazione. Direi però che sarebbe un peccato arrivare a tanto solo per la presenza della suocera.
Fossi in lei, lavorerei con più decisione nell’affrontare il marito. Quanto alla suocera, nessuna legge le impone di darle il bambino tutti i giorni né di lasciare a sua suocera libero accesso alla vostra casa. Si riappropri della sua privacy e se questo deve portare allo scontro con suo marito, allora evidentemente avete un problema da risolvere a quattr’occhi.
Buona fortuna.
Avv. Chiara Donadon

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