Buongiorno,
sono una mamma che è alla 33esima settimana di gravidanza e ha già allattato con paracapezzoli fra mille difficoltà la prima figlia. Ho notato delle crosticine sulla punta di entrambi i capezzoli; la mia ginecologa mi dice che ciò rientra nella normalità. Ma quando faccio doccia o bagno, da marroncine diventano giallognole, si ammorbidiscono e tendono a staccarsi; questa è la mia domanda: devo in questo caso cercare di rimuoverle o assolutamente non toccarle? Premetto che non uso la pratica dello sfregare il seno per prepararlo all’attamento né altri accorgimenti particolari. Mi scusi per la domanda banale, ma nella precedente gravidanza ho notato lo stesso fenomeno e non ho chiesto nulla a nessuno, mi sono ritrovata con ragadi dopo due giorni dal parto, con il dubbio che, oltre alla scorretta suzione della bimba, potesse aver influito la mia superficialità nell'”occuparmi” del mio seno.
Crosticine sui capezzoli in gravidanza: è normale?
Le crosticine sui capezzoli possono essere innocue secrezioni che si seccano e cadono con l’acqua. Non sono necessariamente collegate alle ragadi.
Cause delle crosticine sui capezzoli
Durante la gravidanza, è comune notare cambiamenti nei capezzoli, tra cui la formazione di crosticine. Queste possono essere dovute a:
- Secrezioni naturali della pelle.
- Modifiche ormonali.
- Secchezza cutanea.
Come gestire la situazione
È importante non rimuovere le crosticine manualmente. Ecco alcuni suggerimenti:
| Cosa fare a casa | Quando contattare subito il medico |
|---|---|
| Massaggiare delicatamente i capezzoli con creme specifiche. | Se le crosticine diventano rosse o infiammate. |
| Mantenere la zona pulita e asciutta. | Se si sviluppano ferite o ragadi. |
Conclusione
Le crosticine sui capezzoli in gravidanza sono generalmente innocue e non richiedono interventi particolari. Tuttavia, è sempre consigliabile monitorare la situazione e consultare il proprio medico in caso di cambiamenti significativi.
Avvertenza: Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico curante o del pediatra.