Tosse nei Bambini: Cause, Rimedi Efficaci e Consigli Utili

La tosse è un meccanismo di difesa naturale del corpo, essenziale per liberare le vie aeree da ostruzioni, eccesso di secrezioni e muco. NoiMamme.it spiega nel dettaglio cos’è e come affrontarla.

Cos’è la tosse e a cosa serve?

La tosse è un riflesso che aiuta a pulire le vie respiratorie. Altri sistemi di pulizia includono l’apparato mucociliare, con microcilia che spazzano via il materiale estraneo, e il sistema linfatico, che combatte virus e batteri.

La tosse è utile, ma può anche diffondere malattie infettive attraverso le goccioline di saliva. È un segnale d’allarme per sostanze nocive o irritanti inalate o deglutite accidentalmente. Inibire questo riflesso con farmaci inappropriati può essere dannoso, impedendo l’espulsione di sostanze pericolose.

Nei neonati, il riflesso della tosse non è pienamente sviluppato e matura gradualmente nei primi sei mesi di vita. Questo processo richiede un coordinamento neuromuscolare complesso, integrato nel sistema nervoso centrale.

I recettori periferici che rilevano stimoli nocivi si trovano principalmente nella laringe e nella biforcazione dei bronchi. La loro scarsa presenza nei bronchioli terminali e negli alveoli polmonari spiega perché la tosse è più intensa in caso di laringiti, laringotracheiti e bronchiti, rispetto a polmoniti e bronchioliti. La localizzazione dei recettori segue il percorso del nervo vago, estendendosi anche all’orecchio esterno, all’esofago e ad alcuni organi toracici e addominali.

I recettori coinvolti nel riflesso della tosse si attivano durante l’inspirazione, quando le fibre muscolari si allungano e il torace si espande. Uno stimolo irritativo interrompe l’inspirazione attraverso un meccanismo inibitorio trasmesso al centro della tosse, portando all’espirazione forzata caratteristica del colpo di tosse.

Questi recettori possono essere stimolati da cause meccaniche, come la presenza di muco o corpi estranei, o da irritanti chimici presenti nell’aria o prodotti dall’organismo durante infezioni, soprattutto virali.

Quali sono le cause della tosse nei bambini?

Le cause della tosse variano a seconda dell’età. Nei primi 18 mesi di vita, la tosse raramente è il sintomo principale di una malattia infettiva. In caso di tosse persistente, è necessario escludere cause malformative, broncodisplasia (nei nati prematuri sottoposti a ventilazione meccanica) o reflusso gastroesofageo.

Inoltre, vanno considerate le infezioni perinatali (clamydia o citomegalovirus), la fibrosi cistica, la sindrome da discinesia ciliare e, sebbene rara grazie alla vaccinazione, la pertosse.

Tra i 18 mesi e i 6 anni, la tosse è spesso causata da iper-reattività bronchiale (aggravata dagli inquinanti ambientali), infezioni virali ricorrenti, sinusite (spesso non diagnosticata) e inalazione accidentale di corpi estranei. Le infezioni virali delle prime vie respiratorie rimangono la causa più comune. È importante evitare l’uso eccessivo di antibiotici, inefficaci contro i virus.

Tosse da iperreattività bronchiale

L’iperreattività bronchiale è una causa frequente di tosse in età pediatrica. Inizialmente, la tosse è secca e stizzosa, soprattutto di notte. Peggiora con l’esercizio fisico, l’esposizione al freddo, al fumo di sigaretta e durante le infezioni respiratorie. Può manifestarsi anche in assenza di infezioni e intensificarsi in caso di sovrapposizione infettiva, virale o batterica.

Tosse da inalazione di un corpo estraneo

L’inalazione di un piccolo corpo estraneo è un evento non raro nei bambini piccoli e può causare tosse. Spesso, l’episodio iniziale di tosse intensa sembra risolversi da solo, ma il corpo estraneo non rimosso continua a stimolare la tosse, soprattutto in caso di infezioni successive.

Tosse da sinusite

La sinusite, una complicanza delle infezioni delle prime vie respiratorie, è un’altra causa di tosse persistente nei bambini. Si manifesta soprattutto di notte e può essere accompagnata da alito cattivo. La rinite cronica allergica e la discinesia ciliare predispongono alla sinusite. Per alleviare i sintomi della sinusite, alcuni genitori utilizzano umidificatori ambientali per migliorare la qualità dell’aria.

Tosse da inquinanti ambientali

L’esposizione al fumo di sigaretta rimane un importante fattore di rischio per le infezioni polmonari caratterizzate da tosse nei bambini in età prescolare. Esiste una correlazione diretta tra la tosse del bambino, il numero di fumatori in famiglia e il numero di sigarette fumate.

Tosse da infezione da Mycoplasma Pneumoniae

Nella tarda infanzia e nell’adolescenza, oltre agli inquinanti ambientali, all’iperreattività bronchiale, alle infezioni virali e alla sinusite, l’infezione da mycoplasma pneumoniae è una causa di tosse persistente. Gli adolescenti possono anche avere tosse causata dal fumo (attivo o passivo) e tosse psicogena, legata a tensioni psicologiche e nervosismo.

Un’infezione da mycoplasma va sospettata quando la tosse, apparentemente causata da una banale infezione delle prime vie respiratorie, non scompare dopo alcuni giorni e si associa a febbricola, malessere generale e accentuazione della tosse, di solito poco produttiva e stizzosa, per diverse settimane o mesi.

La diagnosi si effettua con una radiografia del torace e con la ricerca di anticorpi specifici nel sangue. La tosse psicogena si manifesta durante l’anno scolastico e può persistere per mesi. Di solito è esplosiva e accessuale, non compare di notte e peggiora in situazioni ansiogene o di stress. In questi casi, le analisi del sangue sono negative e i sedativi della tosse inefficaci. Spesso è scatenata dalla fobia della scuola o da tensioni familiari.

Cosa fare in caso di tosse persistente?

I bambini con tosse persistente necessitano di un’anamnesi approfondita. È importante conoscere l’inizio, la frequenza, la periodicità della tosse, eventuali sintomi associati (febbre, difficoltà respiratoria, vomito, malessere, affaticamento, dolore toracico, perdita di peso), l’aspetto delle secrezioni (fluide, trasparenti, torbide, mucopurulente, maleodoranti), il contatto con persone affette da tosse o patologie respiratorie e l’esposizione a inquinanti ambientali.

La tosse prevalentemente notturna è tipica dell’asma, soprattutto se associata a respiro sibilante. Se scompare durante il sonno, potrebbe essere una tosse psicogena. La tosse mattutina può dipendere da fibrosi cistica, irritazione da fumo di sigaretta o sinusite. La tosse dopo o durante i pasti può essere causata da disturbi della deglutizione, reflusso gastroesofageo o fistola tracheoesofagea. Una tosse stagionale (tardo primaverile o estiva) può essere legata ad allergie o atopia. In autunno-inverno, può dipendere da iperreattività bronchiale o infezioni respiratorie virali.

Come “interpretare” le secrezioni bronchiali?

Se le secrezioni bronchiali sono purulente, dense, giallastre e maleodoranti, possono indicare infezioni batteriche, fibrosi cistica, bronchiectasie (malformazioni bronchiali con sacche di pus) o manifestarsi dopo un episodio di broncospasmo risolto.

La presenza di sangue nell’escreato è rara nei bambini e di solito si verifica in presenza di un corpo estraneo nei bronchi non rimosso. Anche la fibrosi cistica e la tubercolosi possono causare emottisi. Sangue rosso scuro o marrone nell’escreato indica patologie sottostanti più importanti, da non confondere con striature di sangue rosso vivo dovute alla rottura di capillari faringei o tonsillari a causa dello sforzo della tosse.

Una tosse secca, insistente e abbaiante è tipica delle laringiti e delle tracheiti. Una tosse parossistica e accessuale è tipica della pertosse, delle infezioni da clamydia e citomegalovirus, della fibrosi cistica e dell’inalazione di un corpo estraneo. Una tosse grassa e molto produttiva è tipica delle tracheobronchiti.

Quale approccio è opportuno in caso di tosse?

La maggior parte delle infezioni delle prime vie respiratorie nei bambini causa una tosse che rapidamente diventa produttiva, cioè catarrale. Questa è una risposta all’infiammazione dell’epitelio respiratorio e serve a favorire l’espulsione delle secrezioni patologiche tracheobronchiali.

La tosse non va inibita, ma va favorita la fluidificazione del muco. Due rimedi non farmacologici fondamentali sono: idratare il bambino, facendogli bere molto, e umidificare l’aria che respira. Successivamente, è necessario distinguere tra tosse irritativa o allergica e tosse infettiva o mista.

Per la terapia, è fondamentale individuare la causa della tosse per iniziare al più presto una terapia specifica: antibiotici per infezioni batteriche, rimozione del corpo estraneo, eliminazione di fumo o irritanti ambientali, terapia antiallergica per tosse asmatica o allergica. A questa terapia possono essere aggiunti farmaci aspecifici antitosse (sedativi centrali della tosse) o farmaci espettoranti e mucolitici.

I farmaci soppressori della tosse a livello centrale sono la codeina e il destrometorfano. Vanno usati con cautela nei bambini, preferendo il destrometorfano. Gli effetti indesiderati sono legati al sovradosaggio. Nei bambini, sono più utilizzati i mucolitici e gli espettoranti. Tra gli espettoranti, si usa la guaifenesina, che riduce l’adesività del muco. Tra i mucolitici, si usa l’acetilcisteina, che riduce la viscosità del muco. Questi farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto se usati con antibiotici come eritromicina e ampicillina.

È bene diffidare delle preparazioni farmacologiche che associano vari farmaci, spesso con effetti collaterali poco studiati. L’uso di antistaminici contro la tosse andrebbe limitato alla tosse dovuta a scolo di muco dal naso in caso di rinite allergica.

Quando si osservano strani comportamenti in un bambino affetto da tosse e al quale sono stati somministrati farmaci antitosse (sonnolenza, letargia, agitazione, allucinazioni), è bene considerare i farmaci antitosse come possibile causa.

Prima di somministrare questi farmaci, è bene provare rimedi naturali come miele, glicerolo o sciroppi a base di zucchero, che possono avere un ruolo importante nel ridurre la tosse.

Oltre a far bere molto il bambino e a umidificare l’aria, è bene che il bambino cambi spesso posizione e si muova. La mamma deve stimolarlo a fare respiri profondi per rimuovere le secrezioni più profonde.

I farmaci soppressori della tosse dovrebbero essere riservati ai rari casi di tosse estremamente insistente che disturba il sonno del bambino, prescritti dal pediatra e scelti tra le preparazioni che contengono un solo principio attivo.

Attenzione ai rimedi non farmacologici

Tra i rimedi non farmacologici, è bene fare attenzione agli unguenti a base di canfora e mentolo che, assorbiti attraverso la cute, possono dare effetti collaterali o irritare le vie aeree. Il sollievo che danno è spesso solo iniziale o apparente. In alternativa, si può valutare l’utilizzo di un kit per suffumigi con ingredienti naturali e più delicati.

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