Cresce il numero di famiglie italiane che scelgono l’homeschooling per motivi religiosi. Un’inchiesta pubblicata sul mensile Jesus (luglio 2024) mette in luce il legame tra educazione parentale e tradizionalismo cattolico, con un focus particolare sulla Fraternità San Pio X. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, oggi circa 16.000 bambini e ragazzi seguono percorsi di istruzione parentale, un numero triplicato dal 2020. Ma cosa spinge queste famiglie? E quali sono i rischi? Cerchiamo di capire insieme.
Perché molte famiglie cattoliche scelgono l’homeschooling
La testimonianza di Monica Gibertoni Negrini, madre homeschooler di 4 figli appartenente alla Fraternità San Pio X, è emblematica: «In questa società laicizzata e lontanissima dai valori cattolici, non abbiamo trovato una scuola veramente cattolica in cui iscrivere i nostri figli». Per lei e per altre famiglie, educare i figli a casa significa «formare le loro coscienze, renderli forti e pronti per affrontare le sfide future». La scelta non è solo pratica, ma profondamente identitaria: si cerca un’educazione integralmente cattolica, che integri preghiera, catechesi e anno liturgico nella vita quotidiana.
Alcuni genitori utilizzano anche testi scolastici “vintage”, degli anni Cinquanta e Sessanta, ritenuti più curati e in linea con la dottrina. «Scelgo testi vintage non in maniera esclusiva ma come integrazione: testi curati, disegni piacevoli e delicati. Veniva data importanza alla memoria, alla bella scrittura e alla fede cattolica», spiega Monica.
I numeri del fenomeno: dati e crescita
L’homeschooling in Italia è un fenomeno in forte espansione. I dati del Ministero dell’Istruzione parlano chiaro: si è passati da circa 5.000 alunni nel 2020 a oltre 16.000 oggi. Un aumento che coinvolge non solo famiglie tradizionaliste, ma che in molti casi ha una radice religiosa. Non si tratta di un movimento organizzato centralmente: spesso sono gruppi di famiglie che si riuniscono per educare insieme i figli, oppure singoli genitori – di solito le mamme – insegnano da soli a casa.
Le reti e i coordinatori tradizionalisti
Intorno a questa scelta si è sviluppata una rete di gruppi, blog e coordinamenti legati al mondo cattolico tradizionalista o lefebvriano. Tra questi, il Coordinamento “Vera scuola cattolica”, nato nel 2022 nell’area del cattolicesimo identitario. Come spiega Stefano Fontana dell’Osservatorio Cardinale Van Thuận, «il fondamento prossimo della scuola è la responsabilità dei genitori» e la scuola parentale cattolica offre «completa libertà» rispetto ai vincoli statali e alle scuole paritarie.
Non mancano le mamme che si rivolgono a queste reti dopo esperienze negative con le scuole cattoliche tradizionali. «Ci sono mamme che mi hanno chiamata raccontando che nelle scuole cattoliche circola materiale che considerano problematico», dice Giorgia Petrini, autrice e madre homeschooler.
Le preoccupazioni degli esperti: socializzazione e apertura
La Chiesa italiana guarda al fenomeno con attenzione. Don Roberto Corapi avverte: «La fede cristiana è per sua natura ecclesiale, cresce nel confronto, nella diversità, nell’incontro con l’altro». Il rischio, evidenziano diversi esperti, è che un’educazione troppo autoreferenziale riduca le occasioni di socializzazione e di dialogo con visioni differenti, elementi essenziali per una crescita equilibrata.
Non si tratta di demonizzare l’homeschooling, ma di riflettere sugli effetti a lungo termine di un percorso educativo vissuto in una bolla culturale. I bambini hanno bisogno di confrontarsi con coetanei e adulti con background diversi, per sviluppare capacità critiche e relazionali.
Homeschooling: una scelta da valutare con attenzione
La decisione di educare i propri figli a casa è complessa e va ponderata con cura. Non riguarda solo la dimensione religiosa, ma anche le competenze dei genitori, le risorse disponibili e, soprattutto, il benessere del bambino. Come racconta una nostra lettrice in questo articolo sul cambio di prospettiva sull’homeschooling, è possibile che col tempo si rivaluti la scelta iniziale.
Il rapporto tra tradizionalismo religioso e homeschooling apre un dibattito complesso: da un lato il desiderio di coerenza dottrinale e autonomia educativa, dall’altro la necessità di garantire ai bambini un percorso formativo che integri famiglia, comunità e società. L’inchiesta pubblicata su Jesus (disponibile su stpauls.it) offre spunti preziosi per approfondire questa realtà in crescita.