Molti genitori si preoccupano della crescita dei propri figli, soprattutto dopo il primo anno di vita, quando il ritmo di crescita tende a rallentare. È importante capire cosa è considerato normale e quando è il caso di consultare un medico. Prendiamo ad esempio il caso di un bambino nato con un peso di 4 kg e un’altezza di 53 cm che, pur crescendo bene nel primo anno, ha poi rallentato la sua crescita. A quasi 3 anni, pesa 13,050 kg ed è alto 90 cm. È normale che i genitori si interroghino su questi dati, soprattutto confrontandoli con quelli di altri bambini della stessa età o con la crescita dei fratelli.
Cosa considerare nella valutazione della crescita
La pediatra rassicura, ma la preoccupazione persiste. Cosa bisogna valutare, quindi, per capire se la crescita del bambino è adeguata?
- Percentili di crescita: È vero, il bambino si trova su percentili bassi, ma rientra comunque nella fascia di normalità. Peso e altezza sono armonici tra loro.
- Velocità di crescita: Una riduzione nella velocità di crescita può destare qualche sospetto.
- Anamnesi completa: Per valutare correttamente la crescita, è necessario considerare diversi fattori:
- Valori intermedi di peso e altezza dalla nascita, rilevati ogni 4-6 mesi.
- Modalità di allattamento e svezzamento.
- Eventuale coincidenza tra rallentamento della crescita e svezzamento o introduzione del glutine.
- Presenza di infezioni ricorrenti, soprattutto alle vie urinarie.
- Crescita dei genitori alla stessa età del bambino.
- Costituzione del bambino e somiglianze con i genitori.
Esami e valutazioni aggiuntive
Oltre alla valutazione dei dati anamnestici, possono essere utili alcuni esami:
- Età ossea: Questo esame permette di capire se l’età ossea del bambino è in linea con la sua età anagrafica. Se l’età ossea è in ritardo anche solo di sei mesi, non c’è motivo di preoccuparsi, perché il bambino potrebbe essere considerato come un bambino di poco più di due anni, rientrando perfettamente nella norma.
- Visita auxologica o endocrinologica: Se l’età ossea è sovrapponibile a quella anagrafica, se i genitori sono cresciuti più velocemente alla stessa età e se la situazione non si modifica dopo un periodo di osservazione, una visita specialistica potrebbe essere utile.
Cosa fare in caso di dubbi
Se i genitori hanno dubbi sulla crescita del proprio figlio, è sempre consigliabile parlarne con il pediatra. Il medico potrà valutare attentamente la situazione, richiedere eventuali esami e, se necessario, indirizzare il bambino a uno specialista. Per monitorare la crescita dei vostri piccoli, potreste valutare l’acquisto di una bilancia pesa bambini da tenere in casa, così da avere sempre sotto controllo il peso. Oppure, per misurare l’altezza in modo semplice e veloce, un altimetro da parete potrebbe fare al caso vostro.
Ricorda, ogni bambino è diverso e ha il suo ritmo di crescita. Non confrontare il tuo bambino con gli altri e affidati al parere del tuo pediatra.
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