La febbre nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, è un evento comune che spesso genera ansia nei genitori. Molti si chiedono perché, a volte, la febbre sembra resistere ai comuni antipiretici come la tachipirina o il nurofen. Cerchiamo di capire meglio le cause, come gestirla e quando è il caso di rivolgersi al medico.
È importante sottolineare che questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce in alcun modo il parere del proprio medico curante o pediatra.
Quali sono le cause più comuni della febbre nei bambini?
Nella maggior parte dei casi, soprattutto in età prescolare, la febbre è causata da infezioni virali. I virus, più dei batteri, possono alterare i meccanismi di regolazione della temperatura corporea, provocando febbri alte, improvvise e dall’andamento irregolare. Queste febbri possono aumentare rapidamente, rispondere in modo variabile agli antipiretici e scomparire improvvisamente, per poi ripresentarsi dopo poche ore. Questa variabilità può disorientare chi deve decidere la terapia antipiretica.
Come funziona il meccanismo della febbre?
Il meccanismo che scatena la febbre è complesso. Semplificando, si può dire che l’aumento di temperatura è causato da sostanze prodotte e immesse nel circolo sanguigno dalle cellule che si attivano nei processi infiammatori, oltre che da alcune tossine prodotte dai batteri.
Queste sostanze (interferone, interleuchine, prostaglandine, ecc.) stimolano i centri regolatori della temperatura corporea a livello cerebrale, che rispondono aumentando la temperatura corporea, resettando l’equilibrio termico dell’organismo verso l’alto. Una volta raggiunta una temperatura alta considerata di “equilibrio”, altri meccanismi fisiologici si attivano per riportare la temperatura corporea a valori più abituali. La temperatura, prima o poi, con o senza antipiretici, tenderà a riabbassarsi.
Gli antipiretici, quindi, potrebbero anche non essere somministrati. Se la febbre non spaventasse così tanto, spesso ingiustificatamente, i genitori, dopo un certo tempo dal suo innalzamento, diminuirebbe spontaneamente.
Ogni organismo reagisce in modo diverso a queste sostanze che causano la febbre. Alcuni bambini tendono ad avere febbri molto alte in seguito agli stessi stimoli che ad altri bambini non procurano innalzamenti di temperatura di questa portata. Allo stesso modo, alcuni soggetti non reagiscono prontamente alle sostanze antipiretiche.
Cosa fare quando la febbre non scende?
Quando la febbre è di origine infettiva, più che agire sui centri della temperatura, può essere utile agire riducendo l’attività delle cellule infiammatorie responsabili del rilascio di quelle sostanze che stimolano l’aumento di temperatura. In alcuni casi, il medico può valutare l’uso di antinfiammatori più potenti.
È sempre necessario abbassare la febbre?
La febbre è un sintomo, non una malattia. Se non ci sono altri sintomi preoccupanti, non deve fare paura, a meno che il bambino non abbia una storia di convulsioni febbrili. Una febbre molto alta non è necessariamente segno di una malattia più grave rispetto a una febbre più bassa, ma solo di una particolare reattività di quel soggetto alle sostanze che stanno modificando l’equilibrio della sua temperatura corporea.
La febbre è una difesa importante che l’organismo mette in atto per combattere l’infezione, in collaborazione con tutti i meccanismi e le reazioni immunitarie che si attivano contemporaneamente. Virus e batteri, infatti, proliferano agevolmente a temperature vicine ai 37°C, ma dai 38° in poi la loro sopravvivenza diventa più difficile. 40°C possono essere un ambiente mortale per molti agenti patogeni. Se sei interessato a misurare la febbre in modo accurato, potresti voler considerare l’acquisto di un termometro di alta qualità.
È bene, entro limiti ragionevoli, lasciare che la febbre agisca. Se si desidera diminuire una febbre che crea disagio e malessere nel bambino, si possono utilizzare sistemi fisici come impacchi freschi (o tiepidi, non freddi) sul capo o sugli arti, una borsa del ghiaccio, un bagnetto tiepido e l’ingestione di una abbondante quantità di liquidi a temperatura ambiente, sempre più bassa di quella corporea. Questi metodi sono altrettanto efficaci, se non più veloci, dei farmaci antipiretici tradizionali e dovrebbero essere provati prima di ricorrere ai farmaci. Gli antipiretici, comunque, vanno dati solo se la febbre è responsabile di un malessere mal sopportato dal bambino.
Nelle infezioni virali, quando si decide di somministrare un antipiretico, non bisogna aspettarsi miracoli, perché le febbri virali sono imprevedibili e spesso poco influenzate dall’azione degli antipiretici. Per monitorare la temperatura del tuo bambino, potresti aver bisogno di un calendario per la registrazione della febbre.
💡 Risorse e Approfondimenti
Per chi vuole approfondire questi temi, abbiamo selezionato alcune risorse utili disponibili su Amazon:
*NoiMamme partecipa al Programma Affiliazione Amazon. Cliccando su questi link sostieni il nostro lavoro senza costi aggiuntivi per te.