Molti genitori si preoccupano quando sospettano una possibile celiachia nei loro figli. In questo articolo, NoiMamme.it esplora come interpretare i risultati degli esami e quali passi seguire per una diagnosi accurata.
Come interpretare i risultati degli esami per la celiachia nei bambini
Prendiamo ad esempio il caso di Matilde, una bambina di 19 mesi con una crescita lenta, soprattutto nel peso. A 18 mesi pesava 8,350 kg, dopo essere nata a 37 settimane con un peso di 2,640 kg, e la sua altezza era di 79 cm. Il pediatra ha prescritto esami del sangue focalizzati sulla celiachia, ma i risultati sono complessi da interpretare.
È importante capire che un singolo valore alterato non è sufficiente per diagnosticare la celiachia. Nel caso di Matilde, gli anticorpi antitransglutaminasi e anti-endomisio erano nei parametri, così come sideremia e ferritina. Tuttavia, gli AGA IgG (anticorpi anti-gliadina deamidata IgG) risultavano superiori al valore di riferimento.
Cosa significano gli AGA IgG elevati?
Un valore elevato di AGA IgG da solo non è diagnostico per la celiachia. Questi anticorpi possono essere aumentati anche in altre condizioni, come l’intolleranza alle proteine del latte vaccino o malattie autoimmuni che alterano la mucosa intestinale, come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa, il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide. Se il tuo bambino ha difficoltà a digerire il latte, puoi provare con biberon specifici per ridurre il disagio.
Ulteriori indagini per confermare o escludere la celiachia
Di fronte a risultati non conclusivi, è fondamentale procedere con ulteriori accertamenti. Questi includono:
- Dosaggio di anticorpi anti-endomisio IgA e IgG: Questi anticorpi sono più specifici per la celiachia rispetto agli AGA.
- Anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (At TG): Anche questi sono più specifici e affidabili.
- H2 Breath Test: Questo test non invasivo valuta la quantità di idrogeno prodotto dal metabolismo intestinale dopo l’assunzione di zuccheri come sorbitolo e lattosio. Può aiutare a identificare problemi di malassorbimento.
Il pediatra potrebbe suggerire anche approfondimenti sull’allergia alimentare. Ricorda che solo un medico può valutare correttamente il quadro clinico e prescrivere gli esami necessari.
Celiachia iniziale o altre condizioni?
Anche se gli esami iniziali sembrano escludere la celiachia, è importante considerare che potrebbe trattarsi di una fase iniziale, con una compromissione minima della mucosa intestinale. In questi casi, le analisi potrebbero essere solo parzialmente alterate. Tuttavia, questa ipotesi va valutata attentamente dal medico.
Il basso peso della bambina giustifica ulteriori indagini sul malassorbimento. Se siete preoccupati per la crescita del vostro bambino, è sempre bene parlarne con il pediatra e valutare l’utilizzo di un pesa neonati per monitorare la situazione a casa.
In conclusione, un singolo valore di AGA IgG alterato non è sufficiente per diagnosticare la celiachia. Sono necessari ulteriori esami e una valutazione medica accurata per arrivare a una diagnosi corretta.
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