Sviluppo del Linguaggio nel Bambino: Guida Completa per Genitori

Il linguaggio è una delle abilità più distintive dell’essere umano. A differenza degli animali, che comunicano con gesti e versi limitati, noi possiamo creare un numero illimitato di messaggi combinando suoni e parole secondo regole precise.

Il linguaggio umano è uno strumento di comunicazione, ma anche di invenzione. Possiamo creare nuove storie, esprimere idee complesse e persino mentire. Per essere compresi, però, dobbiamo rispettare le regole della nostra lingua.

Le 4 Chiavi dello Sviluppo Linguistico

Lo sviluppo del linguaggio si basa su quattro tipi di conoscenza fondamentali:

  • Fonologia: La conoscenza dei fonemi, le unità di suono che compongono le parole.
  • Semantica: La comprensione del significato delle parole e delle frasi.
  • Sintassi: La conoscenza delle regole che governano l’ordine delle parole in una frase.
  • Pragmatica: La capacità di utilizzare il linguaggio in modo appropriato al contesto.

La Conoscenza Fonologica

I bambini devono imparare a riconoscere e pronunciare i fonemi per poterli usare in modo significativo. Inizialmente, la pronuncia di parole come “mamma” e “pappa” è una semplice imitazione. Solo più tardi queste parole acquisiscono un significato preciso.

La Conoscenza Semantica

Attraverso la semantica, i bambini imparano che le parole hanno un significato e si riferiscono a oggetti o azioni. Ad esempio, “topo” indica un animale specifico perché, per convenzione, nella nostra lingua lo chiamiamo così.

La Conoscenza Sintattica

La sintassi è l’insieme di regole che ci dicono come combinare le parole per formare frasi corrette. La frase “la mamma culla il bimbo” ha un significato diverso da “il bimbo culla la mamma”.

La Conoscenza Pragmatica

La pragmatica ci insegna a usare il linguaggio in modo appropriato al contesto. Ad esempio, un bambino racconterà la trama di un film in modo diverso alla mamma e al fratellino.

Le Teorie sullo Sviluppo del Linguaggio

Esistono diverse teorie che cercano di spiegare l’origine del linguaggio. Alcune teorie sottolineano l’importanza delle capacità innate, mentre altre enfatizzano il ruolo dell’ambiente e dell’apprendimento. Indipendentemente dalla teoria, i bambini mostrano un interesse innato per il volto e la voce umana.

Lo sviluppo del linguaggio richiede l’integrità dell’apparato fonologico e uditivo, lo sviluppo morfologico e funzionale della laringe, delle labbra, della lingua, della mandibola e del palato, l’integrità del sistema nervoso centrale e un ambiente stimolante. La capacità di socializzare, le abilità percettivo-motorie e cognitive interagiscono strettamente tra loro.

Comunicazione Non Verbale

I bambini comunicano anche prima di imparare a parlare. Il pianto, le grida, la mimica facciale, i gesti e gli sguardi sono tutti strumenti di comunicazione non verbale che si mantengono per tutta la vita.

La Fase Pre-Linguistica (0-18 Mesi)

Durante i primi 15-18 mesi, i bambini sviluppano le capacità motorie necessarie per la fonazione e immagazzinano suoni per poterli riprodurre. Lo sviluppo della percezione dei suoni e della capacità di riprodurli fornisce la base per lo sviluppo del comportamento simbolico e per l’acquisizione degli aspetti grammaticali del linguaggio. Potresti valutare dei giochi sensoriali per stimolare questa fase.

Le interazioni sociali con i familiari sono fondamentali in questa fase. Un ambiente accogliente e stimolante favorisce lo sviluppo delle capacità comunicative e linguistiche del bambino.

La Lallazione

Verso il sesto mese, inizia il periodo della lallazione, caratterizzato dalla produzione ripetuta di sillabe come “ma”, “pa”, “ta”. Questi suoni esprimono il desiderio di comunicare e sono spesso accompagnati da variazioni di ritmo e melodia.

La lallazione è un gioco vocale che stimola il bambino a produrre nuovi suoni. In questo periodo, i bambini amano le filastrocche e i giochi che coinvolgono il movimento del corpo.

Il Proto-Linguaggio (Fine del Primo Anno)

Verso la fine del primo anno, le produzioni vocali del bambino diventano più intenzionali e ricche di significato. Si parla di proto-linguaggio. Per poter dire che il bambino sta pronunciando una parola intenzionale, deve usare quella parola ogni volta che vuole indicare quell’oggetto o quell’animale.

Questa fase coincide con la capacità di dare un significato simbolico alle cose. Ad esempio, “tu-tu” o “brum-brum” diventano sinonimi di automobile.

Lo Sviluppo Semantico

I bambini attribuiscono un significato alle parole prestando attenzione agli oggetti indicati con il loro nome. Durante la fase di “identificazione rapida”, possono compiere errori di ipo o iper estensione. Ad esempio, possono usare la parola “cane” per indicare tutti gli animali (iperestensione) o la parola “dolce” per indicare solo la cioccolata (ipoestensione).

Per classificare un oggetto, il bambino deve poterlo sperimentare con tutti i suoi sensi. Tra i 12 e i 18 mesi, i bambini usano le prime parole dotandole di significato: indicano e nominano varie parti del corpo, indicano alcune persone con il loro nome, dicono ciao. Comprendono un gran numero di parole anche se non le sanno pronunciare.

Le Prime Frasi

Le prime combinazioni spontanee di due parole compaiono verso il secondo anno e sono del tipo nome + nome: “papà brum” o “papà via”. In questo stadio, il bambino pronuncia in media 50 parole ma ne capisce più di 200. Man mano che il vocabolario e la sintassi si arricchiscono, diminuisce la gestualità.

Verso i 3 Anni

Verso i 30-36 mesi, il linguaggio parlato si fa sempre più spedito. L’ambiente che circonda il bambino diventa sempre più importante per le acquisizioni implicite di un numero sempre maggiore di parole, di una corretta sintassi, di una corretta semantica e pragmatica. Se cerchi un aiuto, puoi trovare utili delle guide per genitori e logopedisti.

Valutare i Progressi del Linguaggio

Nell’osservare i progressi del linguaggio di un bambino, è importante valutare la proprietà di linguaggio più che il numero di parole conosciute che riesce ad articolare e in che modo usa le parole stesse. Il linguaggio diventa così, contemporaneamente, apprendimento e strumento di pensiero.

Per insegnare nel modo più efficace il linguaggio al bambino è bene insegnare contemporaneamente sia a fare che a dire; non tanto insegnare le cose quanto insegnare “attraverso” le cose. Ed è fondamentalmente attraverso il gioco che tutte queste esperienze si concretizzano.

L’educazione e le esperienze ricevute in famiglia sono il primo pilastro per un corretto sviluppo psicomotorio, oltre che affettivo, del bambino. Subito dopo vengono le esperienze con i coetanei che rappresentano per il bambino il primo incontro libero non protetto con la realtà e sono un’occasione estremamente stimolante per lo sviluppo linguistico, cognitivo e della comunicazione.

A 3-4 Anni

Con il continuo e progressivo arricchimento del vocabolario, il bambino inizia, a tre anni, a combinare le prime parole per formare frasi che all’inizio saranno telegrafiche. Quando il bambino è in grado di pronunciare frasi composte da due-tre parole, compaiono le congiunzioni. A questo stadio il bambino può ancora commettere errori o pronunciare male alcune parole.

Mantenere un atteggiamento positivo nei confronti del bambino e del suo modo di parlare, accettando quanto da lui detto senza sgridarlo ma semplicemente riformulando la frase in modo corretto per fornirgli il modello linguistico senza errori e per verificare se sia stato ben capito quanto pronunciato da bambino.

Tappe dello Sviluppo del Linguaggio

  • Fino a tre mesi: reagisce a rumori intensi, si calma quando sente la voce della mamma, sorride alla vista della mamma o dei famigliari. Esprime solo col pianto sia la fame che altro malessere, borbotta, emette suoni gutturali e sospiri, produce qualche suono vocalico.
  • Da 3 a 6 mesi: sussulta o piange ai rumori intensi, interrompe la sua attività in presenza di suoni o parole, localizza una fonte sonora girando la testa verso il lato di provenienza del suono, si calma sentendo la voce della madre. Emette sospiri, gridolini, borbottii, piange in modo differente quando ha fame o freddo o altro malessere, produce suoni vocalici. Ride e si agita quando sente musica, reagisce alla preparazione della pappa, inizia a comprendere intonazioni di rimprovero o complimento.
  • Da 6 a 9 mesi: cerca da dove provengono i suoni familiari, ascolta la conversazione fra adulti, ama i giochi sonori, sembra riconoscere i suoni come mamma, papà, riconosce e risponde al suo nome, sembra comprendere intonazioni amichevoli o di rimprovero della voce, incomincia a comprendere i no. Ripete 4 o 5 volte una sillaba (lallazione), si diverte nel produrre suoni, fa ciao con la manina se si insegna, usa vocali singole, inizia a produrre qualche suono come p, b, m.
  • Da 9 a 12 mesi: gira sia la testa che le spalle verso la sorgente sonora, riconosce il suo nome, riconosce campanello, telefono, ecc., comprende ordini semplici come dammi, prendi, ecc., sembra riconoscere alcuni nomi di oggetti di uso comune e alcuni nomi di famigliari, mostra interesse per gli oggetti quando vengono nominati. Aumenta la lallazione variando intonazione e intensità di voce, imita suoni e versi animali, risponde con vocalizzo se chiamato per nome, fa si e no con la testa, produce le prime parole, mamma e papà, ride, batte le mani, manda il bacio, fa “ciao”, riesce a produrre p, b, m, t, d.
  • Dai 12 ai 18 mesi: capisce il no, qualche parola e qualche ordine semplice, capisce semplici richieste alle quali può rispondere con un cenno del capo, da un giocattolo su richiesta, balla aritmicamente a suon di musica, ama filastrocche e canzoncine. Inizia la vera comunicazione, imita parole famigliari, inizia a denominare gli oggetti, emette quattro o più sillabe senza significato ma con l’intonazione melodica di una vera frase, fa i versi degli animali e di alcune cose, parla a modo suo anche da solo davanti ad uno specchio o ai suoi giochi, pronuncia m, n, p, b, t, d, c, g.
  • Dai 18 ai 24 mesi: sceglie e prende gli oggetti su richiesta, indica alcune parti del corpo, comprende semplici richieste tipo: dov’è la palla? Conosce l’idea di categoria perché sa che una mela è un alimento e il cane un animale, comprende molte più parole di quelle che produce. Usa una parola con più significati, per es. acqua per dire che ha sete e anche che vuole giocare con l’acqua, dice almeno 50 parole anche se le articola male, le parole sono quasi tutte molto brevi di 2 sillabe, pronuncia m, n, b, t, p, d, c, g, f, v.
  • Dai 24 ai 30 mesi: su richiesta sceglie un oggetto tra 5, comincia a comprendere la differenza tra tu e io, indica su comando varie parti del corpo, comprende molte frasi anche lunghe, ascolta con piacere storie illustrate. Pronuncia una frase di due o tre parole, sa usare il negativo: non vado, non voglio, ripete frasi e parole sentite dall’adulto anche senza capire il significato, chiede cos’è questo, cos’è quello, usa almeno 100 parole anche con più di due sillabe, usa aggettivi, pronomi, preposizioni, avverbi, compaiono le s.
  • Dai 30 ai 36 mesi: capisce quasi tutto quello che gli viene detto, comprende parole come dentro, sotto, sopra, ecc., identifica le parole e gli oggetti di uso comune tipo: con che cosa mangi? Con la forchetta, attribuisce significato ai numeri. Usa una frase di 3-4 parole, senza articoli o preposizioni tipi: bambina andata a casa, denomina i colori, usa io al posto di me, articola con cura le parole che conosce bene, si aggiungono i fonemi ci, gi, z.
  • A 3-4 anni: comprende una semplice storia, esegue due istruzioni insieme tipo prendi e dammi, comprende il concetto di tempo tipo, dopo, ora, localizza la sorgente sonora di un suono anche senza vederlo, incomincia a capire frasi anche con preposizioni tipo: metti il libro sul tavolo, conosce il nome dei colori, raggruppa gli oggetti per categoria (animali, alimenti, ecc.). Si esprime con frasi complete di 3-4 parole, usa verbi al presente e al passato, aggettivi, pronomi, conosce il suo nome e cognome, sa ripetere filastrocche e canzoncine, sa raccontare una storia, parla da solo, chiede spesso cos’è? Anche se lo sa, ha un vocabolario di circa 1000 parole, aggiunge ai fonemi r, gl, gn.
  • A 4-5 anni: esegue ordini anche se gli oggetti non sono presenti, capisce: al mattino, alla sera, comprende i verbi al passato, presente e futuro, conosce la differenza tra singolare e plurale, capisce: di lato, in mezzo, in basso, capisce: prendi quella cosa che serve per…, conosce la maggior parte dei colori. Pronuncia frasi di 5-6 parole bene, usa frasi complesse, racconta una esperienza recente, chiede perché e chi, chiede cosa significa?, si diverte a dare un nome alle cose che vede, usa il perché non solo per chiedere ma anche per spiegare: ho fatto questo perché…, conosce 1500 parole, conta fino a 5, pronuncia ormai tutti i fonemi.
  • A 5-6 anni: comprende quasi tutto quello che sente, esegue fino a tre comandi contemporaneamente, comprende tutti i concetti tipo, sopra, di fronte, sotto, di dietro, conosce i contrari: duro, morbido, alto, basso, raggruppa le cose secondo le differenze e le similarità, apprezza l’umorismo, ascolta volentieri favole, comincia a capire destra e sinistra, segue i film in tv. Formula ormai frasi complesse di più parole, usa verbi al passato presente e futuro, possiede una grammatica simile a quella di un adulto, parla chiaro spedito e comprensibile, pone molte domande, definisce gli oggetti a secondo dell’uso che se ne fa, può sostenere una conversazione se non servono parole difficili, sa dare definizioni e spiegazioni, pronuncia ormai quasi tutti i fonemi.

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