Celiachia: sintomi inattesi e come diagnosticarla

Molti genitori si interrogano sulla celiachia, soprattutto quando i sintomi non sono quelli classici. Tradizionalmente, si associa la celiachia a bambini sottopeso e con problemi gastrointestinali evidenti. Tuttavia, esiste una forma di celiachia meno manifesta, a volte definita “celiachia florida”, in cui i sintomi possono essere diversi e meno specifici.

Sintomi gastrointestinali vs. sintomi extra-intestinali

I sintomi più evidenti che fanno sospettare la celiachia sono quelli gastrointestinali: diarrea dopo l’assunzione di glutine, dolori addominali, gonfiore, arresto della crescita, perdita di peso, anemia da carenza di ferro e alterazioni degli elettroliti. Questi sintomi sono tipici delle forme più gravi e precoci, quando il danno alla mucosa intestinale causato dalla gliadina (la proteina responsabile dell’intolleranza) è significativo e compromette l’assorbimento dei nutrienti.

Tuttavia, nelle forme di celiachia a esordio più tardivo o meno gravi, la mucosa intestinale potrebbe non essere così danneggiata da compromettere l’assorbimento dei nutrienti in modo evidente. In questi casi, i sintomi gastrointestinali classici potrebbero essere assenti o lievi, mentre potrebbero manifestarsi sintomi extra-intestinali.

Nervosismo e difficoltà di concentrazione: un campanello d’allarme?

Tra i sintomi extra-intestinali, il nervosismo e la scarsa capacità di concentrazione non sono i più comuni o caratteristici. Tuttavia, è importante considerare che l’irritabilità e i problemi di attenzione possono essere correlati a diverse condizioni, tra cui intolleranze alimentari e allergie. Se un bambino mostra questi sintomi, è consigliabile escludere la celiachia attraverso esami specifici.

Diagnosi: esami specifici e biopsia intestinale

In caso di sospetto di celiachia, è fondamentale eseguire alcuni esami specifici, come la ricerca degli anticorpi antigliadina (AGA), antiendomisio (EMA) e anti-transglutaminasi (anti-TG2). Inoltre, è utile dosare la sideremia per valutare i livelli di ferro e, se necessario, effettuare test genetici.

È importante sottolineare che, anche in assenza di sintomi gastrointestinali specifici, la positività a uno o più di questi esami deve suggerire una biopsia della mucosa intestinale. La biopsia è l’unico esame che permette di confermare con certezza la diagnosi di celiachia e di escludere altre patologie. Una diagnosi di celiachia comporta l’adozione di una dieta priva di glutine a vita.

Altre possibili cause di irritabilità e difficoltà di concentrazione

Se gli esami per la celiachia risultano negativi, è opportuno indagare su altre possibili cause di irritabilità e difficoltà di concentrazione. Come accennato, intolleranze alimentari e allergie possono manifestarsi con sintomi simili. In questi casi, è utile consultare un allergologo o un nutrizionista per effettuare test specifici e individuare eventuali alimenti da evitare.

Se anche gli esami per intolleranze e allergie risultano negativi, potrebbe essere utile un colloquio con uno psicologo. L’obiettivo è comprendere le cause del comportamento del bambino, individuare eventuali fonti di ansia o scarsa autostima e aiutarlo a sviluppare strategie per migliorare la concentrazione e la gestione delle emozioni. A tal proposito, esistono libri di attività che possono aiutare i bambini a migliorare la concentrazione attraverso il gioco.

È importante ricordare che il cervello è come un muscolo che ha bisogno di essere allenato costantemente. L’allenamento deve essere basato su un metodo e non lasciato al caso. I genitori possono aiutare i propri figli a sviluppare la concentrazione giocando insieme a loro, partecipando alle loro attività preferite e guidandoli verso la soluzione dei problemi.

Per i genitori che cercano strumenti di supporto, potrebbe essere utile una guida completa sulla celiachia per comprendere meglio la condizione e gestirla al meglio.

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